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Secondo incontro Lavrov-Rubio: “La Russia ha proposto una nuova idea sui colloqui”

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I due ministri degli Esteri hanno parlato per 50 minuti a Kuala Lampur. “Una conversazione franca” e “importante”. Gli Usa hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di flessibilità da parte di Mosca per porre fine al conflitto in Ucraina
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MOSCA – «Una conversazione franca», «importante»: così il segretario di Stato Marco Rubio ha definito il suo secondo faccia a faccia col ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Nel corso dell’incontro durato 50 minuti a margine del Forum regionale annuale dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, che riunisce 10 membri dell'Asean e i loro più importanti partner diplomatici, a Kuala Lampur in Malaysia, Rubio avrebbe espresso la frustrazione degli Stati Uniti perché «da parte russa non c'è stata maggiore flessibilità per porre fine al conflitto in Ucraina».

«Dobbiamo vedere una tabella di marcia per il futuro su come questo conflitto possa concludersi», ha detto Rubio all’indomani di un nuovo attacco russo che, secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, avrebbe preso di mira principalmente la capitale Kiev con 18 missili e circa 400 droni.

A detta di Rubio, Lavrov gli avrebbe presentato una «nuova idea» sull’Ucraina che riferirà al presidente statunitense Donal…

MOSCA – «Una conversazione franca», «importante»: così il segretario di Stato Marco Rubio ha definito il suo secondo faccia a faccia col ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Nel corso dell’incontro durato 50 minuti a margine del Forum regionale annuale dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, che riunisce 10 membri dell'Asean e i loro più importanti partner diplomatici, a Kuala Lampur in Malaysia, Rubio avrebbe espresso la frustrazione degli Stati Uniti perché «da parte russa non c'è stata maggiore flessibilità per porre fine al conflitto in Ucraina».

«Dobbiamo vedere una tabella di marcia per il futuro su come questo conflitto possa concludersi», ha detto Rubio all’indomani di un nuovo attacco russo che, secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, avrebbe preso di mira principalmente la capitale Kiev con 18 missili e circa 400 droni.

A detta di Rubio, Lavrov gli avrebbe presentato una «nuova idea» sull’Ucraina che riferirà al presidente statunitense Donald Trump al suo ritorno a Washington. «Non si tratta di un nuovo approccio. È una nuova idea o un nuovo concetto», ha detto Rubio. «Non lo definirei qualcosa che porterà automaticamente alla pace», ma «che potrebbe potenzialmente aprire la porta» a un possibile percorso. Non ha fornito alcun dettaglio in più. E da Mosca, invece, non c'è stato alcun commento.

La frustrazione statunitense, però, non avrebbe impedito loro di discutere anche di Iran, Siria e della possibilità di riprendere la cooperazione e di promettersi di «restare coinvolti laddove vedremo opportunità per fare la differenza». «Entrambi i Paesi hanno ribadito il loro reciproco impegno a trovare soluzioni pacifiche ai conflitti, a ripristinare la cooperazione economica e umanitaria russo-americana e a mantenere contatti senza ostacoli tra le società dei due Paesi, cosa che potrebbe essere facilitata dalla ripresa del traffico aereo diretto», si legge in una dichiarazione. «È stata inoltre sottolineata l'importanza di proseguire il lavoro per normalizzare le relazioni diplomatiche bilaterali».

Per Mosca un successo diplomatico. « Dopo le parole di Trump sulla sua insoddisfazione per il colloquio con il presidente Vladimir Putin di inizio luglio, la stampa occidentale e ucraina aveva iniziato a strombazzare: ora Washington, avendo perso la pazienza, volterà le spalle a Mosca! Le previsioni non si sono avverate. I risultati dei negoziati odierni non sembrano una svolta. Ma la cosa principale è che le parti continueranno sicuramente il dialogo», ma non è successo, ha osservato ad esempio Komsomolskaja Pravda.

I due capi delle diplomazie di Russia e Stati Uniti si erano incontrati per la prima volta a Riad in Arabia Saudita lo scorso febbraio quando la nuova amministrazione statunitense aveva avviato negoziati diretti per ristabilire le relazioni con Mosca e contribuire a negoziare la fine del conflitto in Ucraina. Dopo di allora, le due controparti si erano anche sentite telefonicamente in maggio e giugno.

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