✕

Il maschio alfa non esiste: nuovi studi sui primati dimostrano che non c’è un dominio maschile

Ascolta l'audio

Nel 70% dei 253 casi analizzati le gerarchie sono invece “dinamiche, influenzate da strutture sociali e ambientali”
2 minuti di lettura

NEW YORK – Quello del “maschio alfa” è un mito. Non è mai esistito. Il concetto è nato per un malinteso scientifico ed è stato diffuso, nel tempo, dagli uomini per fornire una giustificazione evolutiva alla propria volontà ancestrale di dominare. Lo stabilisce una nuova ricerca pubblicata sul National Academy of Sciences, che ha analizzato 253 studi su centoventuno specie di primati. Le conclusioni, di cui parla il Washington Post, sono rivoluzionarie e demoliscono più di settant’anni di esaltazione della cultura maschile.

Non c’è un’affermazione strutturale e originaria, dice la ricerca. Le gerarchie sociali sono invece “dinamiche, influenzate da strutture sociali e ambientali”. Nel 70 per cento delle popolazioni studiate non emerge un dominio chiaro maschile o femminile, inteso come vittoria in almeno il 90 per cento dei conflitti sociali. Solo il 17 per cento dei casi ha mostrato un dominio maschile, mentre nel 13 per cento dei casi il dominio era femminile.

Per decenni la figura…

NEW YORK – Quello del “maschio alfa” è un mito. Non è mai esistito. Il concetto è nato per un malinteso scientifico ed è stato diffuso, nel tempo, dagli uomini per fornire una giustificazione evolutiva alla propria volontà ancestrale di dominare. Lo stabilisce una nuova ricerca pubblicata sul National Academy of Sciences, che ha analizzato 253 studi su centoventuno specie di primati. Le conclusioni, di cui parla il Washington Post, sono rivoluzionarie e demoliscono più di settant’anni di esaltazione della cultura maschile.

Non c’è un’affermazione strutturale e originaria, dice la ricerca. Le gerarchie sociali sono invece “dinamiche, influenzate da strutture sociali e ambientali”. Nel 70 per cento delle popolazioni studiate non emerge un dominio chiaro maschile o femminile, inteso come vittoria in almeno il 90 per cento dei conflitti sociali. Solo il 17 per cento dei casi ha mostrato un dominio maschile, mentre nel 13 per cento dei casi il dominio era femminile.

Per decenni la figura del “maschio alfa” è stata usata, spesso in modo non corretto, per spiegare comportamenti aggressivi e autoritari. I ricercatori dicono che è stata tutta una montatura. I primati, spiegano nello studio, mostrano che la leadership femminile, in tema di cooperazione e flessibilità sociale, è più frequente. E non è solo una questione zoologica. La storia del “maschio alfa” nasce negli anni ’40 per un malinteso scientifico.

Nel 1947 l’etologo svizzero Rudolf Schenkel pubblicò uno studio sui lupi in cattività che si trovavano rinchiusi nello zoo di Basilea. Lo studioso osservò che alcuni maschi dominavano sugli altri e li definì “maschi alfa”. In realtà non si riferiva a esemplari liberi, ma chiusi in gabbia, una condizione che porta al conflitto. Più di venti anni dopo, nel 1970, il biologo David Mech pubblicò il libro “The wolf: ecology and behavior of an endangered species”, che rese globale il concetto di “maschio alfa”, inteso capo del branco. Il libro ottenne un successo planetario. I personaggi della storia vennero visti sotto un’ottica diversa: maschi alfa erano Alessandro Magno, Gengis Khan, Napoleone, Giulio Cesare, Winston Churchill, Theodore Roosevelt, ma anche Ernesto ‘Che’ Guevara, John F. Kennedy, per la loro volontà di dominare il branco.

In realtà sarà lo stesso Mech, nel ’99, a smentire sé stesso: nei lupi che vivono liberi, affermerà, non ci sono maschi alfa. A guidare i gruppi ci sono famiglie, non animali singoli. Mech scrisse un articolo per smentire il malinteso, ma il mito ormai è diventato incrollabile e fin dall’inizio degli anni duemila ha vissuto una popolarità globale. Il maschio alfa viene preso come misura di tutti i conflitti e riferimento delle leadership. Adesso le conclusioni ufficializzano la riduzione a mito. Ma sarà difficile ristabilire la verità, in particolare in America, dove il movimento Trump ha riconosciuto come valida l’interpretazione di Eric Trump, che ha definito il padre, presidente degli Stati Uniti, il vero e inimitabile “maschio alfa” americano.

Leggi i commenti