L’audio di Trump del 2024: “Ho minacciato di attaccare Mosca”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – «Allora ho detto a Putin: Vladimir, siamo amici e abbiamo un buon rapporto, ma se invadi l’Ucraina dovrò bombardare Mosca fino all’osso. Ha risposto che non mi credeva, però penso che mi abbia creduto almeno per il 10%, e non abbiamo avuto problemi». È Trump in persona a parlare, in questo audio registrato durante un evento per la raccolta fondi nella campagna presidenziale dell’anno passato. L’audio è finito nelle mani dei giornalisti Josh Dawsey, Tyler Pager e Isaac Arnsdorf, che lo hanno usato nel loro libro “2024” e girato alla Cnn, per farlo ascoltare.
Trump sta parlando ai finanziatori e ribadisce che se lui fosse stato alla Casa Bianca, non sarebbero mai avvenute né l’invasione dell’Ucraina, né la guerra a Gaza. Il motivo, almeno nel primo caso, è che la sua abituale “strategia del matto” aveva quanto meno instillato qualche dubbio nella mente del capo del Cremlino. L’ex e futuro presidente parla con un tono quasi scherzoso, condito dalla solita spacconeria.
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NEW YORK – «Allora ho detto a Putin: Vladimir, siamo amici e abbiamo un buon rapporto, ma se invadi l’Ucraina dovrò bombardare Mosca fino all’osso. Ha risposto che non mi credeva, però penso che mi abbia creduto almeno per il 10%, e non abbiamo avuto problemi». È Trump in persona a parlare, in questo audio registrato durante un evento per la raccolta fondi nella campagna presidenziale dell’anno passato. L’audio è finito nelle mani dei giornalisti Josh Dawsey, Tyler Pager e Isaac Arnsdorf, che lo hanno usato nel loro libro “2024” e girato alla Cnn, per farlo ascoltare.
Trump sta parlando ai finanziatori e ribadisce che se lui fosse stato alla Casa Bianca, non sarebbero mai avvenute né l’invasione dell’Ucraina, né la guerra a Gaza. Il motivo, almeno nel primo caso, è che la sua abituale “strategia del matto” aveva quanto meno instillato qualche dubbio nella mente del capo del Cremlino. L’ex e futuro presidente parla con un tono quasi scherzoso, condito dalla solita spacconeria.
Rivela di aver minacciato Putin di radere al suolo Mosca, se avesse mandato i carri armati a Kiev: «Non ti credo, mi ha risposto lui. Però penso che mi abbia creduto almeno al 10%. Il 5% sarebbe già stato sufficiente. Comunque alla fine non abbiamo avuto alcun problema». Lo stesso sarebbe avvenuto in una telefonata con Xi, stavolta riguardo Taiwan: «Gli ho detto che se avesse invaso, avrei dovuto bombardare Pechino. Non mi lasciava alternative». Anche il leader della Repubblica popolare aveva reagito con scetticismo, ma l’attacco all’isola non era mai avvenuto.
L’audio trasmesso dalla Cnn sorprende fino ad un certo punto, perché il tono è quello usato in genere da Trump anche in pubblico. Rivela però come gestisce le relazioni internazionali e i negoziati. Se le due conversazioni erano andate effettivamente così non è importante, perché l’atteggiamento di Donald è quello. Semmai il problema per lui è che rivelando la sua tattica, lasciando intendere che forse stava solo bluffando, potrebbe perdere questa leva nelle trattative in corso. A meno che stavolta non abbia il coraggio di dimostrare a Putin la sua determinazione con i fatti, riprendendo davvero e potenziando le forniture militari all’Ucraina, e varando le sanzioni secondarie alla Russia.