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Il gelo di Mosca sulla Conferenza di Roma: “Avidità e bugie. Così allungheranno il conflitto”

(agf)

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L’attacco all’Italia e all’Occidente: “Con quelle somme a molti zeri l’Ucraina diventerà una grande mangiatoia”
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MOSCA – «La “Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina” di Roma? Uno sfoggio di «dominio, avidità e ingordigia». La riunione della “Coalizione dei Volenterosi”? L’ennesimo tentativo dell’Occidente collettivo di usare il conflitto in Ucraina per condurre una «guerra contro la Russia». Il Cremlino per ora tace sui due eventi, ma la diplomazia e la propaganda no. E parlano anche le armi con un nuovo attacco notturno: secondo le autorità ucraine, 451 droni e missili lanciati prevalentemente contro Kiev dopo i 741 della notte precedente.

La reazione alla Conferenza di Roma arriva dall’ambasciata russa in Italia ancor prima che si aprano i lavori. La prima critica è contro il nome dell’evento: «Rispecchia la logica cinica e menzognera che viene portata avanti dagli attuali leader dei Paesi occidentali, Italia compresa», sostiene la nota pubblicata su Facebook e rilanciata dal ministero degli Esteri russo. «Anziché fermare la guerra e risolvere le sue cause profonde, è sul…

MOSCA – «La “Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina” di Roma? Uno sfoggio di «dominio, avidità e ingordigia». La riunione della “Coalizione dei Volenterosi”? L’ennesimo tentativo dell’Occidente collettivo di usare il conflitto in Ucraina per condurre una «guerra contro la Russia». Il Cremlino per ora tace sui due eventi, ma la diplomazia e la propaganda no. E parlano anche le armi con un nuovo attacco notturno: secondo le autorità ucraine, 451 droni e missili lanciati prevalentemente contro Kiev dopo i 741 della notte precedente.

La reazione alla Conferenza di Roma arriva dall’ambasciata russa in Italia ancor prima che si aprano i lavori. La prima critica è contro il nome dell’evento: «Rispecchia la logica cinica e menzognera che viene portata avanti dagli attuali leader dei Paesi occidentali, Italia compresa», sostiene la nota pubblicata su Facebook e rilanciata dal ministero degli Esteri russo. «Anziché fermare la guerra e risolvere le sue cause profonde, è sulle sue conseguenze che essi pongono l’enfasi — continua — mostrando così al mondo intero la loro brama di dominio, la loro avidità e l’ingordigia, per le quali sono disposti a distorcere completamente qualunque realtà di fatto».

La missione diplomatica denuncia più volte «l’Occidente e l’Italia» che, da un lato, finanzierebbero «la prosecuzione della guerra sine die» aumentando così «l’entità della distruzione e delle sofferenze che la popolazione civile della stessa Ucraina dovrà affrontare» e che, dall’altro lato, raccoglierebbero «risorse per ripristinare tutto ciò che è andato distrutto».

Senza contare però, sostiene ancora l’ambasciata, che una parte dei fondi destinati a Kiev sarebbe già «andata a depositarsi nelle tasche dei funzionari ucraini e di quelli occidentali, una sorte che, evidentemente, attende anche quelle somme a molti zeri che verranno annunciate a conclusione... Sappiamo tutti che questa grande mangiatoia ha già acquisito vita propria ed è ormai fine a se stessa».

Un’accusa strumentale a rilanciare un’argomentazione cara alla propaganda russa: «I Paesi occidentali, e in particolare l’Italia con il suo incondizionato sostegno “a 360 gradi” al piccolo führer di Kiev — così viene chiamato a Mosca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky — non soltanto stanno privando la loro popolazione e i loro elettori dei mezzi necessari a finanziare la propria crescita e la realizzazione degli obiettivi interni di carattere sociale, ma stanno anche sottraendo denaro dalle somme promesse ai Paesi bisognosi del Sud e dell’Est globale».

L’organo di governo Rossiskaja Gazeta, invece, vede un «certo significato» nel fatto che l’evento si tenga all’Eur: «Dove ricevere il Führer ucraino se non nel quartiere dei palazzi pieni di aquile fasciste?». E sostiene che «non porterà a nulla di concreto» perché «gli imprenditori che sanno contare i soldi non sono affatto ansiosi di buttare i loro milioni nel buco nero ucraino».

Il quotidiano se la prende anche con la riunione in videoconferenza della “Coalizione dei volenterosi” guidata dal premier britannico Keir Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron dalla base aerea britannica di Northwood. Altro che Volenterosi, sono «Paesi — scrive — che “desiderano” usare Kiev per una guerra contro la Russia» e che chiamano forze di peacekeeping quelle che in realtà sarebbero «truppe di occupazione». Ma, dal momento che non si è giunti a un accordo sull’invio di truppe, punteranno «sulla “guerra di logoramento” contro la Russia. Ma gli europei stessi potrebbero logorarsi molto prima», conclude il giornale governativo.

I politologo Pjotr Kamina, esperto del Centro per l’interazione e la cooperazione internazionale, interpellato da Gazeta.Ru, concorda. «Vi sono crescenti prove di crescenti disaccordi all’interno della “coalizione dei volenterosi”» e delle «strutture di Bruxelles» e «nessun Paese Ue, comprese Francia e Germania, è pronto a compensare da solo i volumi di aiuti precedentemente forniti dagli Usa». Inutile, conclude, fasciarsi la testa.

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