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Vertici Fbi a rischio e Maga spaccati, perché il caso Epstein è la spina nel fianco di Trump

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Il vicedirettore dell’agenzia governativa sta valutando di lasciare per i disaccordi sulla gestione dei file riguardanti il miliardario pedofilo. Con lui potrebbe saltare anche anche il numero uno Kash Patel
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NEW YORK - Il caso Epstein continua a scuotere l’amministrazione Trump, al punto che minaccia di innescare una crisi capace di decapitare l’Fbi. Nello stesso tempo agita la base del movimento Maga, che si aspettava la massima trasparenza promessa dal presidente. Alcuni sono anche delusi per l’inaspettato interventismo in politica estera, tra i bombardamenti in Iran e ora l’aumento delle tensioni con il leader russo Putin per l’Ucraina.

L'Fbi vive nell'incertezza perché il vicedirettore Dan Bongino sta valutando di lasciare il suo incarico, a causa dei disaccordi sulla gestione del caso del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia e della segretaria Bondi. Lo scrivono il sito Semafor e altri media.

Se Bongino se ne andasse, c'è anche la possibilità che lo stesso direttore dell'Fbi, Kash Patel lo segua.

Bongino è risentito perché durante la campagna presidenziale Trump aveva promesso di fare chiarezza e Bondi aveva dichiarato di avere sulla scrivania i…

NEW YORK - Il caso Epstein continua a scuotere l’amministrazione Trump, al punto che minaccia di innescare una crisi capace di decapitare l’Fbi. Nello stesso tempo agita la base del movimento Maga, che si aspettava la massima trasparenza promessa dal presidente. Alcuni sono anche delusi per l’inaspettato interventismo in politica estera, tra i bombardamenti in Iran e ora l’aumento delle tensioni con il leader russo Putin per l’Ucraina.

L'Fbi vive nell'incertezza perché il vicedirettore Dan Bongino sta valutando di lasciare il suo incarico, a causa dei disaccordi sulla gestione del caso del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia e della segretaria Bondi. Lo scrivono il sito Semafor e altri media.

Se Bongino se ne andasse, c'è anche la possibilità che lo stesso direttore dell'Fbi, Kash Patel lo segua.

Bongino è risentito perché durante la campagna presidenziale Trump aveva promesso di fare chiarezza e Bondi aveva dichiarato di avere sulla scrivania i documenti finora segreti con i nomi dei “clienti” di Epstein, promettendo di pubblicarli. Ora però si è rimangiata la parola, affermando che Epstein si è davvero suicidato e non esiste alcuna lista dei clienti che frequentavano le sue ragazze minorenni. Il popolo Maga pensava di trovare tra quei documenti i nomi di avversari politici democratici, ma dopo la sua lite con Trump, Elon Musk ha scritto sui social che lo stesso nome del presidente sarebbe nei files.

Bongino non sembra aver preso ancora alcuna decisione formale sulle dimissioni, ma non si è presentato al lavoro venerdì, dopo un incontro sfociato in uno scontro alla Casa Bianca con Bondi all'inizio di questa settimana, riportato dal sito Axios. Non è ancora chiaro quando o se tornerà in ufficio.

Se Bongino decidesse di andarsene, il futuro di Patel non sarebbe certo: potrebbe decidere di andarsene anche lui, secondo Semafor e altri media. Sia Patel che Bongino vorrebbero che Bondi si dimettesse dalla carica di segretaria alla Giustizia, e lo stesso domanda la base Maga, che mugugna da giorni per questa vicenda e altre scelte non condivise dello stesso Trump, inclusi i tagli all’assistenza sanitaria del Medicaid varati con la recente legge di spesa soprannominata “Big Beautiful Bill”, che penalizzano molti nuovi elettori repubblicani della classe lavoratrice.

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