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Lo scudo hi-tech italiano nel porto di Odessa contro i sabotaggi russi

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Al vertice per la ricostruzione dell’Ucraina l’annuncio di Fincantieri: sistema di sonar e droni sottomarini a protezione dello scalo
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Una bolla di sicurezza sottomarina intorno a Odessa che, quando le armi taceranno, possa tenere le minacce lontane dall’arteria vitale per il futuro dell’Ucraina, facendo scudo al terminale delle rotte dell’esportazione dei cereali ma anche dei cavi in fibra ottica e degli oleodotti. Quello presentato ieri dall’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero è un piano molto impegnativo, dal punto di vista tecnologico e geopolitico: il grande porto sul Mar Nero resta uno degli obiettivi militari prioritari della Russia mentre fa gola per le potenzialità economiche ad altri partner di Kiev come la Turchia, la Francia e la Gran Bretagna.

Per questo l’iniziativa dell’azienda di Trieste a controllo pubblico ha richiesto un lungo lavoro diplomatico, sostenuto dalla premier Meloni con il discreto appoggio statunitense. Fincantieri ha già sottoposto il progetto agli «interlocutori istituzionali ucraini»: «Sarà l’infrastruttura più importante e critica nel settore marittimo -…

Una bolla di sicurezza sottomarina intorno a Odessa che, quando le armi taceranno, possa tenere le minacce lontane dall’arteria vitale per il futuro dell’Ucraina, facendo scudo al terminale delle rotte dell’esportazione dei cereali ma anche dei cavi in fibra ottica e degli oleodotti. Quello presentato ieri dall’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero è un piano molto impegnativo, dal punto di vista tecnologico e geopolitico: il grande porto sul Mar Nero resta uno degli obiettivi militari prioritari della Russia mentre fa gola per le potenzialità economiche ad altri partner di Kiev come la Turchia, la Francia e la Gran Bretagna.

Per questo l’iniziativa dell’azienda di Trieste a controllo pubblico ha richiesto un lungo lavoro diplomatico, sostenuto dalla premier Meloni con il discreto appoggio statunitense. Fincantieri ha già sottoposto il progetto agli «interlocutori istituzionali ucraini»: «Sarà l’infrastruttura più importante e critica nel settore marittimo - ha dichiarato Folgiero - in cui testare i sistemi di protezione modulari di nuova generazione con sonar, droni, radar integrati in un ecosistema attivo e reattivo».

Si tratta di blindare i fondali di Odessa con uno schermo esteso fino a venticinque chilometri dai moli che individui e neutralizzi ogni pericolo: il biglietto da visita per i sistemi di difesa sviluppati dalla nuova divisione underwater del gruppo. Ci saranno battelli teleguidati che pattuglieranno la superficie e una squadra di droni sommergibili che scruteranno il fondo con sonar e laser, trasmettendo le informazioni a una serie di boe con antenne. Altri sensori fissi, immersi o galleggianti, segnaleranno qualsiasi intrusione, incluse quelle di sommozzatori. Questi guardiani-robot agiranno tutti in maniera autonoma, sotto la direzione dell’intelligenza artificiale: potranno restare in servizio per settimane, raggiungendo periodicamente i punti di ricarica delle batterie. I vertici della Difesa di Kiev avranno a disposizione una mappa dinamica di quello che avviene sui fondali, composta sempre dalla Ia fondendo i dati rilevati dai diversi strumenti: ogni anomalia sospetta verrà evidenziata. Il problema non è solo fronteggiare le incursioni militari – come il posizionamento di mine o i raid di sabotatori – ma anche prevenire le situazioni “ibride”: mercantili in grado con le ancore di danneggiare le condotte o i cavi delle comunicazioni digitali.

Eventuali attacchi saranno affrontati da altri droni sopra o sotto le onde, armati con mitragliere, cariche di profondità o piccoli siluri. Gli ammiragli ucraini hanno manifestato interesse anche per il nuovo mini-sottomarino con equipaggio da 800 tonnellate che Fincantieri sta studiando per la nostra Marina: un battello di piccole dimensioni ed alte prestazioni, con batterie innovative made in Italy che permettono di restare immersi per lunghi periodi.

Il costo della barriera di Odessa non è stato rivelato, ma si ritiene che sarà rilevante. Folgiero ha spiegato che può ambire ai finanziamenti europei stanziati dal fondo Safe e a quelli del programma Edip: «Sta suscitando pure un interesse preliminare da parte della Banca Mondiale e della Banca Europea per gli Investimenti». Anche i tempi dell’operazione non sono stati indicati, ma fa parte delle iniziative per la ricostruzione dell’Ucraina: potranno essere avviate soltanto dopo la fine delle ostilità.

Le trattative tra aziende italiane e Kiev per la fornitura di sistemi bellici hitech da schierare nel conflitto in corso restano coperte dal segreto di Stato, mantenuto nella Ue soltanto dal governo di Roma. Secondo le indiscrezioni raccolte da Repubblica, riguardano sia equipaggiamenti prodotti nel nostro Paese che l’ipotesi di aprire fabbriche per costruirli in Ucraina, ma finora i negoziati non si sono trasformati in contratti. Le ultime informazioni certe sono quelle sulle esportazioni del 2023 per un valore di 417 milioni di euro, realizzate quasi esclusivamente da società private: munizioni d’artiglieria, vecchi obici degli alpini, cingolati Vcc2 e Bv206 risalenti alla Guerra Fredda.

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