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Londra, il pasticcio di migliaia di afghani accolti in segreto dopo la presa di Kabul dei talebani

Rifugiati afghani 

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Un “leak” sulle loro identità, finite online nel 2022, ha fatto temere che potessero essere presi di mira in Afghanistan. Ma le autorità non lo hanno mai reso noto. Anzi, così il governo britannico è riuscito a mettere il bavaglio ai giornalisti per anni, tenendo all’oscuro anche il Parlamento
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LONDRA – È un grosso pasticcio, di cui i governi britannici hanno tenuto all’oscuro non solo i cittadini e il Parlamento, ma hanno imbavagliato gli stessi giornalisti. Che sapevano, ma non hanno potuto scriverne a causa di una severissima ingiunzione di un tribunale, che ha imposto loro il silenzio. Oggi a Westminster il ministro della Difesa John Healey ha chiesto “scusa" e ha ammesso che si tratta di una situazione “senza precedenti”.

Il caso riguarda migliaia di cittadini afghani ammessi nel Regno Unito con un programma segreto, di cui nessuno, o quasi, era a conoscenza. Tutto inizia nell’agosto 2021, quando avviene la disastrosa ritirata dell’America di Joe Biden dall'Afghanistan e Kabul cade nuovamente nelle mani dei talebani. A quel punto, decine di migliaia di afgani chiedono di lasciare immediatamente il Paese per paura del nuovo regime e delle sue ritorsioni, punizioni o vendette.

Londra attiva come tutti gli altri Paesi occidentali una unità di crisi per aiutare centinaia…

LONDRA – È un grosso pasticcio, di cui i governi britannici hanno tenuto all’oscuro non solo i cittadini e il Parlamento, ma hanno imbavagliato gli stessi giornalisti. Che sapevano, ma non hanno potuto scriverne a causa di una severissima ingiunzione di un tribunale, che ha imposto loro il silenzio. Oggi a Westminster il ministro della Difesa John Healey ha chiesto “scusa" e ha ammesso che si tratta di una situazione “senza precedenti”.

Il caso riguarda migliaia di cittadini afghani ammessi nel Regno Unito con un programma segreto, di cui nessuno, o quasi, era a conoscenza. Tutto inizia nell’agosto 2021, quando avviene la disastrosa ritirata dell’America di Joe Biden dall'Afghanistan e Kabul cade nuovamente nelle mani dei talebani. A quel punto, decine di migliaia di afgani chiedono di lasciare immediatamente il Paese per paura del nuovo regime e delle sue ritorsioni, punizioni o vendette.

Londra attiva come tutti gli altri Paesi occidentali una unità di crisi per aiutare centinaia di cittadini afgani, soprattutto quelli che hanno collaborato negli anni con i militari britannici. Ma, nel febbraio 2022, un tuttora anonimo funzionario del Ministero della Difesa (che non è poi stato incriminato per questo) compie un errore madornale. Perché fa finire online, per sbaglio o negligenza, i dettagli personali di 19mila afgani che avevano richiesto di essere trasferiti nel Regno Unito.

Il governo - quello conservatore di Rishi Sunak - se ne accorge solamente nell’agosto 2023. Anche i giornalisti lo vengono a sapere. A quel punto l'allora ministro della Difesa Ben Wallace chiede subito all’Alta Corte britannica una super-ingiunzione per far calare la censura in nome della sicurezza nazionale e “per proteggere tutte le vittime di questo leak, che ora potrebbero essere a rischio”, come si legge nelle carte desecretate oggi. La richiesta viene approvata dai giudici, nonostante forte riserve sui conseguenti danni alla libertà di espressione. Ai giornalisti viene imposto di non scrivere nulla, nemmeno della stessa super-ingiunzione in atto, altrimenti si viene denunciati.

Dunque, cala il silenzio totale su questa storia. Nel frattempo, il governo britannico apre un programma di ricollocamento segreto per i cittadini afgani con destinazione Regno Unito, di nome "Afghan Relocation Route”, che costa ai contribuenti britannici 400 milioni di sterline e che finora ha fatto arrivare oltremanica circa 5mila persone in fuga da Kabul. Tutto senza alcuna traccia ufficiale, almeno fino a oggi quando i giudici hanno deciso di ritirare l’ingiunzione, perché secondo loro la pubblicazione di questa vicenda oramai non avrebbe messo a rischio più vite di quando già lo fossero. Il ministro della Difesa britannico non ha voluto dichiarare quante persone sono state minacciate, arrestate o uccise dai Talebani a causa del leak.

Oggi il ministro Healey ha aggiunto che l’Afghan Relocation Route non è più attivo ma che il governo britannico farà il possibile per assistere gli afgani in pericolo. Tra questi, almeno 600 soldati e 1.800 loro familiari della lista finita online e apparsa anche su Facebook di recente, sono ancora in Afghanistan. Oggi i Talebani hanno fatto sapere che in ogni caso avevano già messo le mani sul file finito per sbaglio online e che sono sempre stati a caccia delle persone menzionate in quella lista, senza fornire altri dettagli.

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