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Trump, ultimatum a Putin: “Dalla Nato subito armi a Kiev, pace o sanzioni tra 50 giorni”

epa12237741 NATO Secretary General Mark Rutte (L) and US President Donald Trump speak during a meeting in the Oval Office of the White House in Washington, DC, USA, 14 July 2025. EPA/YURI GRIPAS / POOL 

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Il leader con il segretario dell’Alleanza, Rutte: “Dai partner Patriot e missili offensivi”. Poi la minaccia: “Se lo zar non tratta, colpiremo Mosca e i Paesi con cui fa affari”
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NEW YORK – Armi all’Ucraina subito, difensive e offensive, più sanzioni primarie e secondarie alla Russia del 100% nel giro di 50 giorni, se Vladimir Putin non si convincerà a negoziare sul serio una soluzione equa alla guerra che ha scatenato. Come spesso accade con Donald Trump, la sostanza delle sue parole andrà misurata poi con i fatti, e l’ultimatum di quasi due mesi presentato all’ex amico del Cremlino lascia a Mosca lo spazio per infliggere ancora tanta devastazione e morte sul terreno. Però non c’è dubbio che rispetto alla litigata di febbraio con Zelensky nell’Ufficio Ovale, l’annuncio fatto ieri durante l’incontro col segretario generale della Nato Mark Rutte sembra la differenza tra il giorno e la notte. Incluso l’impegno dell’Europa a pagare il conto, che comunque lancia a Putin un segnale anche sulla determinazione del Vecchio continente minacciato.

L’appuntamento di ieri con Rutte è stato concordato in fretta e furia all’ultimo minuto, interrompendo le ferie del segret…

NEW YORK – Armi all’Ucraina subito, difensive e offensive, più sanzioni primarie e secondarie alla Russia del 100% nel giro di 50 giorni, se Vladimir Putin non si convincerà a negoziare sul serio una soluzione equa alla guerra che ha scatenato. Come spesso accade con Donald Trump, la sostanza delle sue parole andrà misurata poi con i fatti, e l’ultimatum di quasi due mesi presentato all’ex amico del Cremlino lascia a Mosca lo spazio per infliggere ancora tanta devastazione e morte sul terreno. Però non c’è dubbio che rispetto alla litigata di febbraio con Zelensky nell’Ufficio Ovale, l’annuncio fatto ieri durante l’incontro col segretario generale della Nato Mark Rutte sembra la differenza tra il giorno e la notte. Incluso l’impegno dell’Europa a pagare il conto, che comunque lancia a Putin un segnale anche sulla determinazione del Vecchio continente minacciato.

L’appuntamento di ieri con Rutte è stato concordato in fretta e furia all’ultimo minuto, interrompendo le ferie del segretario generale della Nato. Segno dell’urgenza avvertita all’improvviso da Trump, dopo essersi convinto che l’ex amico del Cremlino lo sta prendendo in giro da mesi: «Sono molto deluso da Putin. Pensavo fosse uno che facesse sul serio. Invece è sempre gentile nelle nostre conversazioni, ma poi la sera bombarda tutti». Il presidente ha raccontato anche una scenetta familiare: «Torno a casa e parlo con la First Lady. Le dico che ho sentito Putin e la conversazione è andata bene, ma lei risponde: “Ah, davvero?”. Perché un’altra città è stata appena bombardata. Ad un certo punto alle parole devono seguire i fatti, sennò sono vuote». Axios ha rivelato che Trump si è confidato così col francese Macron sulle intenzioni del capo del Cremlino: «Vuole prendersi tutto». Quindi rivolgendosi ai giornalisti ha aggiunto: «Non voglio dire che è un assassino, ma è un tizio tosto».

Perciò il presidente ha annunciato il suo piano: «Daremo subito all’Ucraina le armi di cui ha bisogno, di tutti i tipi, molto sofisticate». Ha accennato anche all’eccellenza dei sottomarini nucleari americani, non per darli a Zelensky, ma forse per sollecitare i russi a smetterla di fare riferimenti irresponsabili al loro arsenale atomico, anche solo nel caso delle testate tattiche che Putin starebbe considerando seriamente di impiegare. Nelle stesse ora ha mandato il suo inviato speciale Kellog a Kiev per incontrare Zelensky e coordinare l’applicazione del nuovo piano, che nella forma è diverso da quello adottato da Biden, ma nella sostanza strategica e politica non è molto diverso, puntando comunque sulla forza per farsi ascoltare dal Cremlino.

Il nuovo meccanismo delle forniture sarà questo: gli europei trasferiranno rapidamente le armi dai loro magazzini a quelli di Kiev, con il coordinamento della Nato, e poi le ricompreranno dagli Usa per rimpiazzarle. Non si tratterà solo dei Patriot, necessari subito per proteggere i civili nelle città, ma anche di missili per sistemi offensivi come gli Himars, capaci di colpire le retrovie russe, le basi, i centri logistici da dove partono gli attacchi, se non direttamente Mosca come fa Putin con Kiev.

Secondo il sito Axios, infatti, gli Usa potrebbero vendere anche vettori a lungo raggio, in grado di raggiungere obiettivi in profondità nel territorio russo, inclusa la capitale. Rutte ha detto che «questa cosa è davvero grande». Poi ha spiegato che la Germania è pronta ad inviare subito due batterie di Patriot e la Norvegia una, ma anche Finlandia, Canada, Svezia, Regno Unito e Danimarca si sono impegnati a partecipare al programma. Acquisti per «miliardi e miliardi» di dollari, ha detto Trump. «Fossi in Putin - ha chiosato Rutte - riconsidererei se prendere seriamente il negoziato».

Per incoraggiarlo, il capo della Casa Bianca lo ha avvertito che «applicheremo dazi molto severi alla Russia, se non raggiungeremo un accordo entro 50 giorni, e saranno al 100%». Mosca esporta beni negli Usa per soli 5 miliardi di dollari e quindi non teme le tariffe, ma quelle secondarie su chi compra il suo petrolio e il suo gas, come Cina e India, o chi l’aiuta ad esportarli con flotte fantasma e operazioni finanziarie losche, farebbero male ad un’economia già danneggiata.

Trump ritiene di avere già l’autorità per imporle, ma potrebbe anche fare ricorso alla legge bipartisan presentata al Senato, che prevede misure fino al 500%: «È una buona legge e potrebbe essere utile, ma penso che non ce ne sarà bisogno». Se l’annuncio di ieri, con l’ultimatum ritardato di 50 giorni, basterà davvero a far ricredere Putin e convincerlo a negoziare una soluzione equa alla guerra che ha voluto.

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