NEW YORK – Ha fatto almeno due morti, l’inondazione che ha colpito New York e il New Jersey, a causa delle piogge torrenziali di lunedì sera. Ma oltre al danno umano già irreparabile, ne ha prospettati altri ancora peggiori che potrebbero arrivare nel prossimo futuro. Perché ormai la Grande Mela è diventata una città subtropicale, a causa dei cambiamenti climatici, però non ha le infrastrutture per gestire queste emergenze, come ha ammesso lo stesso sindaco Adams.
Lunedì sera a Central Park si sono rovesciati oltre cinque centimetri di acqua nel giro di un’ora. In base alle misurazioni delle precipitazioni, è la seconda pioggia più abbondante nella storia della città. L’effetto sono state immagini da tempesta tropicale, con l’acqua che scorreva come un fiume in piena sulle scale della metropolitana, inondandola e bloccando i treni.
Stati Uniti: tempesta d'acqua a New York, pendolari e turisti bloccati nella metro…
NEW YORK – Ha fatto almeno due morti, l’inondazione che ha colpito New York e il New Jersey, a causa delle piogge torrenziali di lunedì sera. Ma oltre al danno umano già irreparabile, ne ha prospettati altri ancora peggiori che potrebbero arrivare nel prossimo futuro. Perché ormai la Grande Mela è diventata una città subtropicale, a causa dei cambiamenti climatici, però non ha le infrastrutture per gestire queste emergenze, come ha ammesso lo stesso sindaco Adams.
Lunedì sera a Central Park si sono rovesciati oltre cinque centimetri di acqua nel giro di un’ora. In base alle misurazioni delle precipitazioni, è la seconda pioggia più abbondante nella storia della città. L’effetto sono state immagini da tempesta tropicale, con l’acqua che scorreva come un fiume in piena sulle scale della metropolitana, inondandola e bloccando i treni.
Stati Uniti: tempesta d'acqua a New York, pendolari e turisti bloccati nella metropolitana allagata
Il sistema fognario non ha retto all’impatto, e quindi anche le strade si sono riempite di enormi pozzanghere. Il governatore del vicino New Jersey, Phil Murphy, ha dichiarato lo stato d’emergenza, ma ciò non è bastato a salvare la vita di due persone a Plainfield. Viaggiavano in macchina, quando è caduta l’ondata più forte di pioggia, e l’inondazione le ha travolte senza lasciare scampo.
In termini statistici, non è stato un disastro paragonabile a quello avvenuto nei giorni scorsi in Texas, ma la minaccia che pone per il futuro è assai più grave, considerando che riguarda un’area urbana con oltre dieci milioni di abitanti. «Il nostro sistema fognario — ha ammesso il sindaco Eric Adams — è vecchio di secoli. Non è stato costruito per gestire una quantità così grande di acqua in un periodo di tempo tanto ridotto. Fare le riparazioni e gli ampliamenti necessari richiederà tempo e soldi».
Quanto tempo e quanti soldi lo ha spiegato Rohit Aggarwala, responsabile delle politiche di New York per l’adattamento ai cambiamenti climatici. «Nel 2020 — ha spiegato — il governo federale ha spostato la nostra città dalla categoria delle zone costali temperate, a quella subtropicale. In sostanza, è come se New York si fosse spostata di 500 miglia a sud», ossia quasi 800 chilometri. Grosso modo come se da un giorno all’altro Milano si ritrovasse affacciata sul Golfo di Napoli. E il fenomeno è destinato a continuare, con ulteriori “trasferimenti” della città verso il meridione nel corso dei prossimi anni.
Per riparare, modernizzare e ampliare e le parti più vulnerabili del sistema fognario di New York, servirebbe un investimento da 30 miliardi di dollari, ossia più di un’intera “finanziaria” italiana, ma secondo il New York Times il bilancio municipale ne stanzia solo uno all’anno per questo genere di operazioni. Di questo passo, per completare gli interventi necessari servirebbero almeno trent’anni, nella speranza che nel frattempo non accada qualcosa di ancora più catastrofico, per cui non ci sarebbero al momento protezioni.