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“C’è la crisi, lavorate a Pasquetta”, il piano Bayrou spacca la Francia

(afp)

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Il premier: abolire Pasquetta e l’8 maggio per congelare la spesa pubblica. Le Pen lo attacca: così lo sfiduciamo
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PARIGI – François Bayrou propone di eliminare due giorni festivi e congelare la spesa pubblica per ridurre il deficit. Il primo ministro francese ha presentato il progetto di legge di bilancio per il 2026: un piano di austerità da 43,8 miliardi di euro che punta a riportare sotto controllo i conti pubblici, a partire da due misure simboliche e impopolari. Tra queste, l’abolizione di due giorni festivi — tra le ipotesi il lunedì di Pasqua e l’8 maggio, giorno della vittoria sul nazismo — giustificata con motivazioni economiche: «Ci sono semplicemente troppe festività a maggio, i francesi devono tornare a lavorare in quel mese», ha spiegato Bayrou, stimando in circa due miliardi di euro l’impatto positivo per ciascun giorno recuperato in termini di produttività.

Il deficit francese ha toccato il 5,8% del Pil, quasi il doppio rispetto alla soglia del 3% imposta dalle regole europee. Una traiettoria negativa che si è aggravata con l’instabilità politica. Quattro governi si sono succedu…

PARIGI – François Bayrou propone di eliminare due giorni festivi e congelare la spesa pubblica per ridurre il deficit. Il primo ministro francese ha presentato il progetto di legge di bilancio per il 2026: un piano di austerità da 43,8 miliardi di euro che punta a riportare sotto controllo i conti pubblici, a partire da due misure simboliche e impopolari. Tra queste, l’abolizione di due giorni festivi — tra le ipotesi il lunedì di Pasqua e l’8 maggio, giorno della vittoria sul nazismo — giustificata con motivazioni economiche: «Ci sono semplicemente troppe festività a maggio, i francesi devono tornare a lavorare in quel mese», ha spiegato Bayrou, stimando in circa due miliardi di euro l’impatto positivo per ciascun giorno recuperato in termini di produttività.

Il deficit francese ha toccato il 5,8% del Pil, quasi il doppio rispetto alla soglia del 3% imposta dalle regole europee. Una traiettoria negativa che si è aggravata con l’instabilità politica. Quattro governi si sono succeduti dal 2022 senza riuscire a contenere il calo delle entrate fiscali e l’aumento delle spese. La nuova finanziaria congela sia la spesa sociale sia le soglie fiscali al livello del 2025, senza neppure l’adeguamento all’inflazione. Unica eccezione: il bilancio della Difesa, in crescita come annunciato nei giorni scorsi da Emmanuel Macron.

«Tutti dovranno contribuire a questo sforzo», ha dichiarato Bayrou, definendo il debito pubblico un «pericolo mortale» per la Francia. Ma il premier dovrà ora convincere un parlamento profondamente frammentato ad accettare, o almeno a non ostacolare, i tagli previsti. Il ricordo della mozione di sfiducia che ha fatto cadere il suo predecessore, Michel Barnier, sulla finanziaria 2025 è ancora vivo. E lo spettro potrebbe ripresentarsi già a ottobre, quando il testo entrerà nel dettaglio e sarà discusso all’Assemblée Nationale.

Le opposizioni si stanno già preparando allo scontro. Marine Le Pen ha attaccato duramente la manovra, definendola «un piano da rivedere». «In caso contrario, lo sfiduceremo», ha avvertito la capogruppo del Rassemblement National. Anche a sinistra il clima si fa più teso. Finora i socialisti avevano evitato di unirsi all’estrema destra nelle mozioni di sfiducia, garantendo a Bayrou una fragile tregua.

Ma il capogruppo del partito socialista, Boris Vallaud, ha parlato ieri di un piano «brutale e inaccettabile», segnalando un possibile cambio di linea. Un’ennesima crisi politica in autunno potrebbe innescare reazioni negative sui mercati. I rendimenti dei titoli di Stato francesi hanno già superato in alcuni giorni quelli italiani, mentre le agenzie di rating osservano con crescente preoccupazione l’evoluzione dei conti pubblici della Francia.

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