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Siria, ecco chi sono i drusi e perché Israele li difende

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Nati intorno all’XI secolo da una branca dell'islam sciita, rappresentano circa il 3 per cento della popolazione del Paese guidato da dicembre dal presidente Ahmed al-Sharaa
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I drusi sono una comunità religiosa e culturale del Medio Oriente, presente soprattutto in Libano, Siria e Israele. Nati intorno all’XI secolo, da una branca dell'Islam sciita, hanno sviluppato una fede propria, molto riservata e identitaria. Occupano da sempre una posizione precaria nell'ordine politico siriano, dove rappresentano circa il 3 per cento della popolazione. Altre comunità più piccole vivono in Libano, Israele e sulle alture del Golan occupate.

All'inizio di quest'anno, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva avvertito che non avrebbe "tollerato alcuna minaccia alla comunità drusa nella Siria meridionale" da parte delle nuove forze di sicurezza del Paese, chiedendo la completa smilitarizzazione di gran parte del sud. E affermando che Israele vede il gruppo islamista sunnita del presidente siriano Ahmed al-Sharaa come una minaccia.

Nel corso del conflitto civile siriano (2011-2024), la comunità drusa ha mantenuto per lo più una posizione di neutralità…

I drusi sono una comunità religiosa e culturale del Medio Oriente, presente soprattutto in Libano, Siria e Israele. Nati intorno all’XI secolo, da una branca dell'Islam sciita, hanno sviluppato una fede propria, molto riservata e identitaria. Occupano da sempre una posizione precaria nell'ordine politico siriano, dove rappresentano circa il 3 per cento della popolazione. Altre comunità più piccole vivono in Libano, Israele e sulle alture del Golan occupate.

All'inizio di quest'anno, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva avvertito che non avrebbe "tollerato alcuna minaccia alla comunità drusa nella Siria meridionale" da parte delle nuove forze di sicurezza del Paese, chiedendo la completa smilitarizzazione di gran parte del sud. E affermando che Israele vede il gruppo islamista sunnita del presidente siriano Ahmed al-Sharaa come una minaccia.

Nel corso del conflitto civile siriano (2011-2024), la comunità drusa ha mantenuto per lo più una posizione di neutralità. I leader religiosi drusi temevano di subire persecuzioni da parte delle forze ribelli, composte prevalentemente da sunniti, e in particolare da gruppi estremisti dello Stato Islamico, che li considera da sempre infedeli, eretici. Per garantirsi una forma di autodifesa, nel tempo, i drusi hanno organizzato delle proprie milizie armate che esercitano tutt'ora una certa influenza e controllo su porzioni del territorio locale, sotto la guida di figure carismatiche e capi locali. Alcuni di questi gruppi, come la Brigata al-Jabal, ha preso parte alle operazioni militari del 2024 che hanno portato alla caduta del regime di Assad, nel dicembre del 2024, contribuendo alla conquista di Sweida, ad esempio.

Questo intervento ha consentito alla comunità drusa di rafforzare un’autonomia de facto nella regione di Sweida, pur senza ottenere uno status ufficiale di indipendenza. Nel maggio scorso, era stato raggiunto un accordo tra Sweida e il governo centrale di Damasco, che prevedeva principalmente l'inserimento delle forze druse all'interno dell'esercito nazionale siriano. Tuttavia, tale accordo non è mai stato pienamente attuato.

L'intesa aveva l'obiettivo di riconoscere il ruolo della comunità drusa all'interno dello Stato, promuovendo la coesione e la lotta comune contro le divisioni settarie. Negli ultimi giorni si sono intensificate violente tensioni nella provincia di Sweida, l’area a maggioranza drusa nel sud della Siria. In sostegno della comunità drusa sono intervenute anche le Forze di difesa israeliane.

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