Kabul-Londra, migliaia in salvo: dopo 4 anni il segreto di Stato diventa un caso
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – È un caso clamoroso, di cui i governi britannici, sotto l’enorme pressione di migliaia di vite a rischio, per anni hanno tenuto all’oscuro non solo i cittadini e il Parlamento, ma hanno imbavagliato pure i giornalisti. Il ministro della Difesa John Healey ha chiesto “scusa", per un evento “senza precedenti” nel Dopoguerra.
Il caso riguarda almeno 7mila cittadini afghani ammessi nel Regno Unito con un programma segreto, all’oscuro di tutto e tutti. Tutto inizia nell’agosto 2021, quando l’America di Joe Biden si ritira in maniera disastrosa dall'Afghanistan e Kabul ricade nelle mani dei Talebani. Allora decine di migliaia di afgani chiedono di lasciare immediatamente il Paese per paura di ritorsioni e vendette.
Londra si attiva, soprattutto per coloro che hanno collaborato con i militari britannici. Ma, nel febbraio 2022, un anonimo funzionario della Difesa compie un errore madornale. Perché fa finire online, per sbaglio o negligenza, i dettagli personali di 18mila afgani - 100…
LONDRA – È un caso clamoroso, di cui i governi britannici, sotto l’enorme pressione di migliaia di vite a rischio, per anni hanno tenuto all’oscuro non solo i cittadini e il Parlamento, ma hanno imbavagliato pure i giornalisti. Il ministro della Difesa John Healey ha chiesto “scusa", per un evento “senza precedenti” nel Dopoguerra.
Il caso riguarda almeno 7mila cittadini afghani ammessi nel Regno Unito con un programma segreto, all’oscuro di tutto e tutti. Tutto inizia nell’agosto 2021, quando l’America di Joe Biden si ritira in maniera disastrosa dall'Afghanistan e Kabul ricade nelle mani dei Talebani. Allora decine di migliaia di afgani chiedono di lasciare immediatamente il Paese per paura di ritorsioni e vendette.
Londra si attiva, soprattutto per coloro che hanno collaborato con i militari britannici. Ma, nel febbraio 2022, un anonimo funzionario della Difesa compie un errore madornale. Perché fa finire online, per sbaglio o negligenza, i dettagli personali di 18mila afgani - 100mila se si includono parenti e loro cari - che dovevano essere trasferiti nel Regno Unito o che ne avevano fatto richiesta.
Il governo - quello conservatore di Rishi Sunak - se ne accorge solo nell’agosto 2023. Anche i giornalisti lo vengono a sapere. Ma l'allora ministro della Difesa Ben Wallace richiede subito all’Alta Corte britannica una super-ingiunzione per censurare la stampa, in nome della sicurezza nazionale e “per proteggere le vittime del leak”. Il tribunale approva. Ai giornalisti viene imposto di non scrivere nulla, nemmeno del bavaglio in atto, altrimenti si viene denunciati, rischiando risarcimenti milionari.
Nel frattempo, il governo britannico apre un programma di ricollocamento segreto, ora sospeso, per almeno 6.800 cittadini afgani (ma le stime ufficiose del tribunale parlano di 20mila) con destinazione Londra. Costo per gli ignari contribuenti britannici: 7 miliardi di sterline, che ora fa infuriare i tabloid. Mentre i Talebani minacciano: “Avevamo già ottenuto la lista. Le persone in quel file non avranno pace”.