Trump vuol cambiare la formula di Coca-Cola: “No sciroppo di mais, si torni allo zucchero di canna”
di Anna LombardiIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuol rendere pure la Coca Cola “sana di nuovo”: e in linea con una delle battaglie del movimento Make America Healthy Again capitanato dal ministro della Sanità, il no vax Robert Kennedy Jr. ha chiesto al colosso delle bibite gassate di abbandonare l’uso di sciroppo di mais – ad alto contenuto di fruttosio e per questo potenzialmente dannoso alla salute - per dolcificare la bevanda. E tornare alla formula originaria: a base di zucchero di canna. «Ne ho parlato con Coca-Cola Usa e hanno accettato di farlo», ha dunque scritto President Trump sul suo social Truth ieri. Un effervescente annuncio fatto in una giornata pur particolarmente segnata da fatti ben più importanti come l'instabilità del Medio Oriente, le speculazioni sulla sua volontà di licenziare il presidente della Federal Reserve Jerome Powell e la crescente indignazione della sua base Maga per come sta gestendo l’indagine sul defunto pedofilo Jeffrey Epstein.
Eppure Trump è andato…
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuol rendere pure la Coca Cola “sana di nuovo”: e in linea con una delle battaglie del movimento Make America Healthy Again capitanato dal ministro della Sanità, il no vax Robert Kennedy Jr. ha chiesto al colosso delle bibite gassate di abbandonare l’uso di sciroppo di mais – ad alto contenuto di fruttosio e per questo potenzialmente dannoso alla salute - per dolcificare la bevanda. E tornare alla formula originaria: a base di zucchero di canna. «Ne ho parlato con Coca-Cola Usa e hanno accettato di farlo», ha dunque scritto President Trump sul suo social Truth ieri. Un effervescente annuncio fatto in una giornata pur particolarmente segnata da fatti ben più importanti come l'instabilità del Medio Oriente, le speculazioni sulla sua volontà di licenziare il presidente della Federal Reserve Jerome Powell e la crescente indignazione della sua base Maga per come sta gestendo l’indagine sul defunto pedofilo Jeffrey Epstein.
Eppure Trump è andato dritto al punto: «Voglio ringraziare i dirigenti dell’azienda per avermi ascoltato. Sarà un'ottima mossa, vedrete. Significa semplicemente migliore!». La risposta di Coca-Cola Company non si è fatta attendere: «Apprezziamo l’entusiasmo del presidente verso il nostro prodotto»: ben sapendo che Trump consuma litri della versione light della bevanda, tanto da aver fatto installare uno speciale bottone nello Studio Ovale per indicare allo staff la necessità di un “refill”, sì, insomma di una nuova bottiglia. Consci anche del fatto che il rapporto con l’azienda non è sempre stato cordiale: nel 2021 l’ha anzi attaccata, per le posizioni prese appunto da Coca-Cola in Georgia – lo stato in cui il farmacista John Stith Pemberton creò la bevanda nel 1886 come rimedio per il mal di testa e dove è ancora il quartier generale – contro una legge varata dai repubblicani locali per limitare l’accesso al voto degli afroamericani. Il portavoce non ha confermato il cambio di formula, limitandosi ad annunciare: «Ulteriori dettagli su nuove offerte innovative all'interno della nostra gamma di prodotti Coca-Cola saranno presto condivisi». In effetti in paesi come Messico, Regno Unito e Australia, l’azienda usa ancora zucchero di canna, mentre la “Coke” venduta in America è prodotta con sciroppo di masi fin dagli anni 80. Tanto che negli Usa ci sono numerosi estimatori della Coca-Cola messicana, così come della variante Kosher messa solitamente in commercio durante la Pasqua ebraica, che pure usa zucchero di canna al posto del mais. Insomma, Trump si è inserito a gamba tesa in un dibattito che va avanti da tempo sulla salubrità (o meno) dei diversi tipi di zucchero. Facendo sua una campagna portata appunto avanti da Kennedy Jr.
Ovviamente, essendo il presidente degli Stati Uniti, le sue affermazioni hanno avuto un immediato impatto sui mercati. Il dolcificante Hfcs derivato dal mais, sfrutta la produzione agricola di stati del Midwest come Illinois, Iowa e Nebraska: contee rurali che hanno votato in gran parte per Trump alle presidenziali del 2024. Mentre la canna da zucchero statunitense viene coltivata principalmente negli stati costieri di Florida e Louisiana (trumpiani anche quelli): ma per soddisfare l’eventuale nuova produzione bisognerebbe importarne altro dall’estero, proprio nel pieno della guerra dei dazi. Di sicuro già ieri le azioni di Archer Daniels Midland e Ingredion, due delle maggiori aziende di trasformazione del mais in dolcificante quotate in borsa, sono crollate rispettivamente del 6,3% e dell'8,9% nelle contrattazioni after-hours, (quelle di Coca-Cola sono invece rimaste invariate). A quel punto John Bode, amministratore delegato della Corn Refiners Association, ha dichiarato: «Sostituire lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio con lo zucchero di canna costerebbe migliaia di posti di lavoro nell'industria alimentare americana, ridurrebbe il reddito agricolo e aumenterebbe le importazioni di zucchero estero, il tutto senza alcun beneficio nutrizionale».
Vedremo dunque nelle prossime settimane se Trump farà marcia indietro sulla questione per non perdere il consenso di ampie fasce di agricoltori o se continuerà a seguire la bandiera di Kennedy Jr e la sua battaglia contro gli alimenti trasformati industrialmente. D’altronde, all'inizio di questa settimana la Casa Bianca ha annunciato pure che decine di aziende produttrici di gelato – che complessivamente rappresentano oltre il 90% del volume di gelato venduto negli Stati Uniti - si sono impegnate a smettere di utilizzare coloranti artificiali nei loro prodotti.