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Tra Starmer e Merz patto sugli armamenti: “Produzione comune”

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Il premier riceve il cancelliere a Stevenage. “Con la Francia guideremo la difesa europea”
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STEVENAGE – I tempi cambiano, eccome. «È un accordo davvero storico», ripetono Keir Starmer e Friedrich Merz a Stevenage, nella sede di Airbus poco lontana dalla stazione della città di Lewis Hamilton e Ken Follett, durante la prima visita ufficiale del nuovo cancelliere tedesco oltremanica. Torto non hanno. Regno Unito e Germania non firmavano qualcosa del genere dal 1945. Ma vista l’epocale minaccia di Vladimir Putin, non c’è tempo da perdere. Il primo ministro britannico lo sa bene. Nonostante la Brexit, che Merz ammette di «deplorare» scatenando la furia dei tabloid, bisogna riavvicinarsi il più possibile al Vecchio Continente.

«Difenderemo la sicurezza, la pace e i valori dell’Europa», proclamano Starmer e Merz all’unisono. Ormai è una guida a tre del Vecchio Continente, esplicita, perlomeno su Difesa e Sicurezza che sono «il filo conduttore di questo patto», afferma il leader tedesco. Londra e Parigi innanzitutto, con il loro arsenale atomico e il seggio permanente all’Onu.…

STEVENAGE – I tempi cambiano, eccome. «È un accordo davvero storico», ripetono Keir Starmer e Friedrich Merz a Stevenage, nella sede di Airbus poco lontana dalla stazione della città di Lewis Hamilton e Ken Follett, durante la prima visita ufficiale del nuovo cancelliere tedesco oltremanica. Torto non hanno. Regno Unito e Germania non firmavano qualcosa del genere dal 1945. Ma vista l’epocale minaccia di Vladimir Putin, non c’è tempo da perdere. Il primo ministro britannico lo sa bene. Nonostante la Brexit, che Merz ammette di «deplorare» scatenando la furia dei tabloid, bisogna riavvicinarsi il più possibile al Vecchio Continente.

«Difenderemo la sicurezza, la pace e i valori dell’Europa», proclamano Starmer e Merz all’unisono. Ormai è una guida a tre del Vecchio Continente, esplicita, perlomeno su Difesa e Sicurezza che sono «il filo conduttore di questo patto», afferma il leader tedesco. Londra e Parigi innanzitutto, con il loro arsenale atomico e il seggio permanente all’Onu. Ma subito dopo viene Berlino, come reclama Merz, che ha inaugurato un’era molto più pragmatica della Germania: stop alle resistenze su armamenti e Difesa, ma anche ai veti alle esportazioni di armi a governi controversi come Arabia Saudita e Turchia.

Insomma, la sicurezza dell’Europa sarà guidata da tre Paesi, se si include la Germania di Merz. L’Italia resta fuori, anche per la riluttanza a impegnarsi nel futuro post bellico dell’Ucraina, sebbene il cancelliere a un certo punto della conferenza stampa la citi. Ma in seconda battuta, insieme a Polonia e altri Paesi. I due leader lodano la svolta di Trump sui missili Patriot a Kiev: «Siamo allineati con l’America per una pace duratura». Mentre sui Volenterosi, progetto a cui Meloni non ha mai creduto, Starmer è più deciso che mai: «Abbiamo un piano militare pronto nei dettagli». Loda l’entrata Usa nel consesso con il generale Kellogg e rimette sul tavolo la presenza di soldati europei in Ucraina: «Sono previsti».

L’altro progetto a lungo termine dei britannici è una armonizzazione della produzione e dell’export di armamenti e Difesa, per massimizzare sforzi e investimenti europei contro la Russia di Putin. Un obiettivo irto di ostacoli, visti gli interessi dei singoli Paesi e relativi giganti della Difesa. Tuttavia, questa intesa bilaterale, detta Trattato di Kensington dopo quello di Trinity House dell’anno scorso, apre a una congiuntura sull’esportazione e sulla produzione di componenti, per esempio dei mezzi corazzati Boxer e dei jet Typhoon, che dovrebbe far incassare diversi miliardi di euro ai due Paesi.

Non solo. Starmer e Merz hanno annunciato anche un inedito impegno congiunto per la produzione di armi Deep precision strike, capaci di colpire con grande precisione fino a 2000 km di distanza e che rinforzeranno il deterrente comune della Nato. A tal proposito, Berlino e Londra hanno sottoscritto anche un patto di mutua assistenza in caso di “aggressioni” di varia natura, soprattutto dalla Russia. Si va dagli attacchi cyber a quelli fisici e ai sabotaggi, includendo, in casi estremi, anche l’ombrello nucleare britannico.

Starmer in cambio ottiene l’accesso agli e-gates per i cittadini britannici che atterrano in Germania (evitando i controlli alla dogana) ma soprattutto un aiuto sulla lotta all’immigrazione irregolare, con nuove leggi tedesche ad hoc (necessarie dopo l’addio di Londra all’Ue) contro i trafficanti di esseri umani diretti verso il Regno Unito. Questo perché in Germania operano numerosi criminali in questo business, dove nascondono barconi e gommoni poi utilizzati per spedire i migranti sulle coste inglesi, attraversando la Manica. Anche così Starmer cerca di recuperare consensi sull’immigrazione irregolare, tema per cui Nigel Farage sta volando nei sondaggi. Merz invece conquista il progetto di un treno diretto Londra-Berlino e l’apertura di Starmer agli studenti tedeschi, che presto potranno entrare in gita nel Regno senza bisogno di visto: «Perché siamo qui per il nostro futuro», nota il cancelliere tedesco, «e dobbiamo riavvicinare più che mai le nostre giovani generazioni».

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