LONDRA - Perché il Labour ha deciso di concedere il diritto di voto nazionale anche a 16enni e 17enni e non solo dai 18 anni in su, come avviene ancora oggi? C’è chi accusa il primo ministro di mero calcolo politico, visto che arranca paurosamente nei sondaggi, un anno dopo il suo trionfo elettorale. Keir Starmer, invece, risponde che si tratta di una promessa elettorale - ed è vero, essendo nel programma prima del voto del maggio 2024 - e che se i 16enni e 17enni “già oggi possono lavorare, pagare tasse e arruolarsi nell’esercito (ma con il consenso dei genitori, ndr), non si capisce perché non possano votare”.
Innanzitutto, questa misura, che sarà comunque presentata in Parlamento il prossimo settembre dopo la pausa estiva, armonizza le discordanze delle varie leggi in Scozia e Galles, dove i maggiori di 16 anni possono già votare per le elezioni dei parlamenti devoluti locali. Curiosamente, oggi in Inghilterra si può prendere la patente già da 17 anni, si possono bere alcolici al p…
LONDRA - Perché il Labour ha deciso di concedere il diritto di voto nazionale anche a 16enni e 17enni e non solo dai 18 anni in su, come avviene ancora oggi? C’è chi accusa il primo ministro di mero calcolo politico, visto che arranca paurosamente nei sondaggi, un anno dopo il suo trionfo elettorale. Keir Starmer, invece, risponde che si tratta di una promessa elettorale - ed è vero, essendo nel programma prima del voto del maggio 2024 - e che se i 16enni e 17enni “già oggi possono lavorare, pagare tasse e arruolarsi nell’esercito (ma con il consenso dei genitori, ndr), non si capisce perché non possano votare”.
Innanzitutto, questa misura, che sarà comunque presentata in Parlamento il prossimo settembre dopo la pausa estiva, armonizza le discordanze delle varie leggi in Scozia e Galles, dove i maggiori di 16 anni possono già votare per le elezioni dei parlamenti devoluti locali. Curiosamente, oggi in Inghilterra si può prendere la patente già da 17 anni, si possono bere alcolici al pub anche se 16enni o 17enni se li compra un adulto accompagnatore. Ma per esempio, non ci si può candidare, non si possono fare lampade abbronzanti e non ci si può concedere nemmeno un tatuaggio, se non si hanno almeno 18 anni.
Detto ciò, far votare un milione e mezzo di 16enni e 17enni, come già avviene in Argentina, Austria, Brasile, Cuba, Grecia e persino in Corea del Nord, sarà davvero un vantaggio politico per il Labour alle prossime elezioni? Difficile dirlo. Tendenzialmente, i giovani tendono a votare più laburista che conservatori. Ma lo scenario politico sta cambiando e non è detto che favorirà Starmer. Secondo vari sondaggi, Nigel Farage e il suo partito di destra Reform Uk - che curiosamente sono contrari alla riforma - stanno conquistando molti più giovani del previsto, come dimostrerebbe anche il loro seguito su TikTok. Inoltre, se uno come Jeremy Corbyn, beniamino di molti under 25, fondasse davvero un partito di sinistra alternativo, ecco che il presunto vantaggio per il Labour e Starmer potrebbero svanire presto.
Secondo Luke Tryl, a capo del think tank “More in Common”, in teoria concedere il diritto di voto a 16enni e 17enni non è una rivoluzione, se si guardano i numeri. Difatti, questi non rappresentano oltre il 2% dell’elettorato, e tendenzialmente i giovani votano meno di adulti e anziani. Allo stesso tempo, però, potrebbero influire sensibilmente sulle elezioni soprattutto nelle singole circoscrizioni, nel controverso sistema uninominale secco “first past the post” del Regno.
Non solo. Starmer ha annunciato contestualmente anche regole più facili nel voto per posta, registrazione automatica ai seggi elettorali e - pur senza fornire dettagli - norme più stringenti contro le donazioni ai partiti sopra i 500 euro, per arginare le interferenze straniere. Su tutte, anche se non è stato citato dal primo ministro, quelle di Elon Musk.