✕

Giappone, trumpiano, xenofobo e populista: l’avanzata del partito di estrema destra Sanseito

(afp)

Ascolta l'audio

Il Paese domani alle urne per eleggere la metà dei membri della camera alta del Parlamento. Nata su Youtube, la formazione guidata da Sohei Kamiya ha imposto l’immigrazione come tema chiave della campagna elettorale
2 minuti di lettura

PECHINO - Di solito sono i salari, l’inflazione, le questioni economiche, a dominare il dibattito. Mai come in queste elezioni, invece, l’attenzione è tutta sugli stranieri e su quella “invasione silenziosa”, come la chiama la nuova estrema destra populista e xenofoba di Sanseito, partito che con il suo slogan trumpiano “Prima il Giappone” ha imposto l’immigrazione come tema chiave della campagna elettorale. Partito che rischia di diventare uno tsunami per il già fragile governo del premier Shigeru Ishiba.

Domenica il Paese del Sol Levante va alle urne per eleggere la metà dei membri della camera alta del Parlamento nipponico: 125 seggi (su 248) in palio. Sebbene Sanseito potrebbe aggiudicarsi solamente tra i 10 e i 15 seggi secondo gli ultimi sondaggi, questo partito nato su YouTube durante la pandemia diffondendo teorie complottistiche sui vaccini sta già erodendo il sostegno al governo conservatore.

Sohei Kamiya, il leader, ex direttore di un supermercato ed ex insegnante di in…

PECHINO - Di solito sono i salari, l’inflazione, le questioni economiche, a dominare il dibattito. Mai come in queste elezioni, invece, l’attenzione è tutta sugli stranieri e su quella “invasione silenziosa”, come la chiama la nuova estrema destra populista e xenofoba di Sanseito, partito che con il suo slogan trumpiano “Prima il Giappone” ha imposto l’immigrazione come tema chiave della campagna elettorale. Partito che rischia di diventare uno tsunami per il già fragile governo del premier Shigeru Ishiba.

Domenica il Paese del Sol Levante va alle urne per eleggere la metà dei membri della camera alta del Parlamento nipponico: 125 seggi (su 248) in palio. Sebbene Sanseito potrebbe aggiudicarsi solamente tra i 10 e i 15 seggi secondo gli ultimi sondaggi, questo partito nato su YouTube durante la pandemia diffondendo teorie complottistiche sui vaccini sta già erodendo il sostegno al governo conservatore.

Sohei Kamiya, il leader, ex direttore di un supermercato ed ex insegnante di inglese, che conquistò il primo seggio per Sanseito nel 2022 due anni dopo la fondazione del partito, non nasconde di ispirarsi a Donald Trump. Un partito che oggi conta cinque parlamentari e 151 eletti locali e che vuole assomigliare alla destra del Partito Repubblicano americano, all'Afd tedesco e al Rassemblement National francese. Nato nel 1977, Kamiya, ex consigliere comunale a Suita, nella prefettura di Osaka, aprì nel 2018 l'Ishiki Kaikaku Daigaku (Università della riforma della coscienza), un canale YouTube che affronta temi “nascosti dai mass media”, con corsi dai titoli come “conoscere i poteri occulti che dominano questo mondo”, “risveglio dell'anima giapponese”, “Hitler era davvero così cattivo?”.

Presente massicciamente sui social, Sanseito è popolare soprattutto tra gli under 30 maschi. Cavalca episodi di cronaca (incidenti, aggressioni) che coinvolgono stranieri (sebbene le statistiche mostrino che i non giapponesi commettano reati all'incirca con la stessa frequenza dei cittadini giapponesi) e gioca sulla percezione che gli stranieri godano di un trattamento preferenziale. I messaggi populisti di Sanseito hanno fatto breccia in quei cittadini frustrati dall’aumento dei costi, in particolare quelli dei generi alimentari come il riso, e dai salari stagnanti. Kamiya, accusato di xenofobia dalle opposizioni e da molti media nazionali, sta indirizzando questa insoddisfazione verso la popolazione straniera residente in Giappone.

Nel proprio manifesto il partito chiede il ritorno ai valori tradizionali della famiglia, la protezione delle tradizioni giapponesi, la limitazione dell’immigrazione, l’opposizione alla globalizzazione, ai diritti lgbtq+, e il pagamento di un assegno mensile universale di 100mila yen per ogni bambino, interrompendo al contempo i sussidi sociali ai cittadini non giapponesi. Che nel 2024 erano appena 3,8 milioni su 125 milioni di abitanti, ma un numero che è aumentato di un terzo negli ultimi tre anni: serve forza lavoro dall’estero per sopperire al calo e all’invecchiamento della popolazione giapponese.

Il “problema degli stranieri” portato avanti da Sanseito ha stravolto le agende anche degli altri partiti. Il Partito Liberal Democratico (Ldp) al potere di Ishiba e il suo alleato, il Komeito, minacciati di perdere la maggioranza, hanno promesso di inasprire la lotta contro l'immigrazione clandestina.

La Ldp (che ha guidato il Giappone per gran parte degli ultimi settant’anni) e Komeito hanno già perso la maggioranza alla camera bassa (ben più di peso rispetto a quella alta) lo scorso anno, e se dovesse succedere la stessa cosa anche ora in queste elezioni, come molti analisti credono e come i sondaggi mostrano, per il premier continuare a governare sarebbe sempre più difficile. Ishiba, già impopolare, ne uscirebbe indebolito e si aprirebbero tre scenari: ampliare la coalizione, stringere singoli accordi con altri partiti, oppure rassegnare le dimissioni nel caso in cui la sconfitta dovesse essere particolarmente pesante.

La coalizione Ldp-Komeito detiene già 75 seggi dalle precedenti elezioni del 2022. Ciò significa che per mantenere la maggioranza semplice nella camera alta deve conquistare solo 50 seggi. Ma anche questo traguardo relativamente modesto è ora considerato una sfida. Una sconfitta potrebbe scuotere la fiducia degli investitori nella quarta economia mondiale e complicare i negoziati sui dazi con gli Stati Uniti. Secondo gli analisti il successo del Sanseito, rimarrà limitato, visto che i partiti più tradizionali mantengono una forte base. L’effetto potrebbe essere, invece, uno spostamento ancora più a destra dei conservatori della Ldp.

Leggi i commenti