Germania, Connie vs l’estrema destra: l’editore del fumetto più amato lo difende dai meme di Afd
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Connie è la bambina più famosa e amata in Germania. È nata agli albori di Internet, ma negli ultimi anni era diventata la più colossale palestra di meme del Paese. La bimba bionda di una popolarissima serie di libri ispirava letteralmente al furto d’autore. Anche perché le 40 milioni di copie vendute dal 1992 fanno capire quanto fosse un’icona inconfondibile: due generazioni di tedeschi sono cresciuti con le sue storie.
Negli anni i titoli didascalici pensati per bambini dai tre ai sei anni, “Connie va a scuola”, “Connie e la prima paghetta”, “Connie va all’asilo”, sono diventati delle irresistibili imitazioni che spopolano ovunque - e non soltanto sul web. Ma negli ultimi tempi qualcuno ha pensato bene di usare la bambina bionda con la maglietta a righe per sporcarla di pensieri razzisti ed estremisti.
All’inizio, i meme avevano giocato sulla semplicità dei messaggi per prenderla bonariamente in giro. Erano nate copertine finte con lei e la madre e il titolo “Connie rolla l…
BERLINO – Connie è la bambina più famosa e amata in Germania. È nata agli albori di Internet, ma negli ultimi anni era diventata la più colossale palestra di meme del Paese. La bimba bionda di una popolarissima serie di libri ispirava letteralmente al furto d’autore. Anche perché le 40 milioni di copie vendute dal 1992 fanno capire quanto fosse un’icona inconfondibile: due generazioni di tedeschi sono cresciuti con le sue storie.
Negli anni i titoli didascalici pensati per bambini dai tre ai sei anni, “Connie va a scuola”, “Connie e la prima paghetta”, “Connie va all’asilo”, sono diventati delle irresistibili imitazioni che spopolano ovunque - e non soltanto sul web. Ma negli ultimi tempi qualcuno ha pensato bene di usare la bambina bionda con la maglietta a righe per sporcarla di pensieri razzisti ed estremisti.
All’inizio, i meme avevano giocato sulla semplicità dei messaggi per prenderla bonariamente in giro. Erano nate copertine finte con lei e la madre e il titolo “Connie rolla le sigarette per la mamma” o “Connie dorme dal suo spacciatore” o in cui si vedeva la bimba in fuga e “Connie va a rubare da Rewe” o con una cassa di birra perché “Connie si beve lo stipendio in una notte”.
A un certo punto i suoi fan avevano usato la sua immagine per mandare messaggi politici antirazzisti. “Connie e la mamma vanno a prendere a sberle i nazisti” o “Connie ruba lo schnitzel ad Alice Weidel”, la leader dell’ultradestra Afd. E il disegno della bimba con la coda di cavallo era apparso anche sui manifesti dei cortei di sinistra. Di recente, più banalmente, qualcuno si era buttato sull’attualità: “Connie strappa gli ultimi capelli a Friedrich Merz” o “Connie annuncia contro-dazi all’America”.
Fino a poco tempo fa, l’editore Carlsen non era mai intervenuto, probabilmente gli autori avevano seguito le campagne con un sorriso. In fondo, era tutta pubblicità gratuita. Inoltre qualcuno aveva cominciato anche a sfruttare l’iconica bambina per messaggi socialmente utili, come i pompieri di Duessedorf che avevano cercato di mettere in guardia dalle tentazioni sbagliate della canicola: “Connie non si fa il bagno nel Reno”.
Ma poi sui canali Telegram e sui social, dove l’estrema destra è estremamente presente e veloce ad avviare campagne virali, sono apparse copertine finte ben diverse.
Una titola “Connie apre una piantagione di cotone”, un’altra “Connie si arruola nella resistenza armata”, in una terza la bimba è alla lavagna: “Connie conta i generi: 1+1=2”,
A giugno l’editore Carlsen ha fatto sapere dunque che d’ora in poi farà valere i diritti d’autore e che non tollererà più meme razzisti o discriminatori. E alla Faz ha raccontato di aver già sporto denuncia contro un noto estremista di destra, Thomas Brauner, diventato famoso negli anni del Covid perché faceva l'autista di pullman in una scuola ed esortava i bambini a togliersi la mascherina.
Sul suo canale Instagram, Brauner ha pubblicato l’anno scorso un meme in cui si vede Connie in piscina con un bambino di colore che tiene un’altra bimba in braccio. E il titolo è: “Matumbo esplora corpi di bambine in piscina”.
Finora sono “centinaia” le persone esortate a togliere i loro meme razzisti dal web o dai canali social. Anche se la casa editrice sembra aver mantenuto una linea soft e non sembra censurare quelli più innocui. Il canale “Conniememe” che aveva oltre duecentomila abbonati, però, è stato cancellato. E sui social ora gira un ultimo, malinconico disegno: “Connie deve cancellare tutti i meme”.