NEW YORK – «Nice try», direbbero gli americani, bella furbata. Però la mossa di chiedere la pubblicazione dei documenti del Grand Jury, che aveva incriminato Jeffrey Epstein, non basta ad assolvere il presidente Trump dalla colpa di aver rinnegato la promessa elettorale di fare chiarezza. Anzi, per andare fino in fondo, bisognerebbe dare l’immunità all’ex amica e collaboratrice del finanziere pedofilo, Ghislaine Maxwell, affinché possa andare in Congresso o in tribunale a raccontare tutta la verità, che solo lei conosce. Così, almeno, la pensa Alan Dershowitz, che ha una certa dimestichezza con questo caso, perché aveva difeso Donald dall’impeachment e Jeffrey dalla galera, oltre ad essere stato accusato di essere uno dei suoi “clienti” sull’isola caraibica dove portava e offriva ragazzine.
Il presidente è riuscito almeno in parte a ricompattare la sua base Maga, a partire dalla causa da dieci miliardi presentata contro …
NEW YORK – «Nice try», direbbero gli americani, bella furbata. Però la mossa di chiedere la pubblicazione dei documenti del Grand Jury, che aveva incriminato Jeffrey Epstein, non basta ad assolvere il presidente Trump dalla colpa di aver rinnegato la promessa elettorale di fare chiarezza. Anzi, per andare fino in fondo, bisognerebbe dare l’immunità all’ex amica e collaboratrice del finanziere pedofilo, Ghislaine Maxwell, affinché possa andare in Congresso o in tribunale a raccontare tutta la verità, che solo lei conosce. Così, almeno, la pensa Alan Dershowitz, che ha una certa dimestichezza con questo caso, perché aveva difeso Donald dall’impeachment e Jeffrey dalla galera, oltre ad essere stato accusato di essere uno dei suoi “clienti” sull’isola caraibica dove portava e offriva ragazzine.
Il presidente è riuscito almeno in parte a ricompattare la sua base Maga, a partire dalla causa da dieci miliardi presentata contro il Wall Street Journal e il suo editore Rupert Murdoch, perché così ha riportato l’attenzione dei sostenitori sull’establishment e sui democratici che odiano, ad esempio accusando Obama e la sua amministrazione di aver redatto i documenti segreti sul caso Epstein per incastrarlo. I fatti però sono testardi, come insegnano in tutte le scuole di giornalismo americane, e nonostante viviamo nell’era della disinformazione e delle fake news spacciate in particolare sui social, alla fine trovano il modo di farsi notare. Il New York Times, ad esempio, ha aggiunto altri particolari, come una festa organizzata da Donald a Mar a Lago per una competizione tra ragazze calendario, in cui l’unico invitato era Jeffrey, o la denuncia di Maria Farmer, che nel 1996 aveva accusato il finanziere di abusi sessuali, chiedendo all’Fbi di indagare anche su Trump, presente a vari incontri. I difensori del presidente puntano sul fatto che il Wall Street Journal ha pubblicato il contenuto, ma non l’immagine della lettera sconcia, con cui faceva gli auguri all’amico per il cinquantesimo compleanno. E’ una linea rischiosa, però, perché prima o poi la lettera potrebbe comparire.
Qui entra in gioco Dershowitz, che peraltro qualche giorno fa aveva scritto proprio sul Wall Street Journal di conoscere i file segreti, perché li aveva visti in qualità di avvocato di Epstein. Aveva smentito che ci fosse la lista dei clienti con il nome di Trump, ma non altre informazioni che il pubblico meriterebbe di conoscere. Parlando proprio con la televisione Fox di Murdoch, Dershowitz ha detto che i documenti del Grand Jury di cui il capo della Casa Bianca ha chiesto la pubblicazione «non sono sufficienti a fare chiarezza, perché contengono solo una parte della storia». Chi sa tutto, invece, è Ghislaine, condannata a 20 anni di prigione per aver gestito il traffico di minorenni: «Lei è la Stele di Rosetta. Vuole testimoniare e bisognerebbe darle l’immunità, affinché possa farlo». Maxwell sperava che Trump la salvasse con la grazia, e quindi forse è risentita con lui, mentre chiede protezione perché teme per la propria vita. La sfida lanciata da Dershowitz al suo ex cliente è infida, però. Perché se Donald fa testimoniare Ghislaine, rischia rivelazioni imbarazzanti, ma se rifiuta alimenta il sospetto di avere qualcosa di serio da nascondere.