NEW YORK – I Infastidito e preoccupato dal caso Epstein, il presidente Trump cerca disperatamente di cambiare soggetto, per distrarre l’attenzione degli americani da una crisi di credibilità capace di indebolirlo. Quindi cosa fa? Punta sui sempreverdi del movimento Maga, come gli attacchi politico/razzisti a Obama e alle minoranze. Così spera di ricompattare i sostenitori che minacciano di abbandonarlo, come ha fatto con l’improbabile causa da dieci miliardi di dollari contro il Wall Street Journal, ora escluso anche dal pool che seguirà la sua visita in Scozia.
Obama arrestato nello Studio Ovale: perché Trump posta questo video fake su "Truth"?
Ieri mattina su TikTok è comparso un video generato dall’intelligenza artificiale, che manipola le immagini dell’incontro del 2016 nello Studio Ovale, quando Obama aveva ospitato il vincitore delle elezioni per il passaggio di con…
NEW YORK – I Infastidito e preoccupato dal caso Epstein, il presidente Trump cerca disperatamente di cambiare soggetto, per distrarre l’attenzione degli americani da una crisi di credibilità capace di indebolirlo. Quindi cosa fa? Punta sui sempreverdi del movimento Maga, come gli attacchi politico/razzisti a Obama e alle minoranze. Così spera di ricompattare i sostenitori che minacciano di abbandonarlo, come ha fatto con l’improbabile causa da dieci miliardi di dollari contro il Wall Street Journal, ora escluso anche dal pool che seguirà la sua visita in Scozia.
Obama arrestato nello Studio Ovale: perché Trump posta questo video fake su "Truth"?
Ieri mattina su TikTok è comparso un video generato dall’intelligenza artificiale, che manipola le immagini dell’incontro del 2016 nello Studio Ovale, quando Obama aveva ospitato il vincitore delle elezioni per il passaggio di consegne. Solo che ad un certo punto la realtà viene stravolta ed entrano in campo agenti dell’Fbi, che costringono Barack a inginocchiarsi per ammanettarlo. Vicino si vede Trump che ride e in sottofondo si sente la canzone YMCA dei Village People, colonna sonora della sua campagna elettorale. Poco dopo il video è stato rilanciato da Donald sul suo social.
Stava solo scherzando, diranno ora i sostenitori, ma non è così. Il presidente è preoccupato per la rivolta provocata dal caso Epstein e quindi vuole cambiare il soggetto del dibattito nazionale. Attacca Obama perché nei giorni scorsi la sua direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha accusato l’amministrazione democratica di aver orchestrato il “Russiagate”, minacciando di presentare una denuncia penale. Trump però era stato anche il promotore del movimento “Birtherism”, che metteva in dubbio la nascita negli Usa di Barack, e quindi non solo il suo diritto di candidarsi alla Casa Bianca, ma ora anche quello di restare nel paese, come un qualsiasi immigrato illegale da deportare. Non guasta ovviamente che il predecessore sia afroamericano, perché ciò fa leva sui peggiori sentimenti del suprematismo bianco condiviso da molti elettori trumpiani.
Non a caso, quasi nelle stesse ore Donald ha sollecitato le squadre di football di Washington e quella di baseball di Cleveland a riprendere i loro nomi originali, ossia Redskins e Indians, minacciando di bloccare la costruzione del nuovo stadio nella capitale se non obbediranno. Anche questo non è un semplice scherzo a sfondo sportivo, ma una dichiarazione politica, che va contro le minoranze e la «correttezza politica» con cui cercano di proteggersi. Fa niente che gli “indiani” non vogliano essere chiamati così o si sentano insultati dalla parola “pellerossa”, l’importante è soddisfare gli istinti dei suoi elettori bianchi. E soprattutto gettare loro questi ossi, affinché mollino quello di Epstein.