PECHINO – Non subito ma a fine agosto, scriveva questa mattina il quotidiano Mainichi. Per lo Yomiuri, invece, l’annuncio delle dimissioni arriverà entro la fine di questo mese. Il diretto interessato, il premier giapponese Shigeru Ishiba, però smentisce: “Le notizie riportate dai media sulle mie intenzioni sono assolutamente false”.
Dopo la dolorosa sconfitta alle elezioni di domenica quando la coalizione formata dal partito liberal-democratico (la Ldp, formazione conservatrice del premier) e il partner Komeito non è riuscita a mantenere la maggioranza nella camera alta del Parlamento nipponico, si sono moltiplicate le indiscrezioni su un passo indietro del premier. “Non posso dirlo finché non avrò esaminato attentamente i risultati dell'accordo”, ha detto Ishiba quando in mattinata gli è stato chiesto in che modo l'accordo commerciale raggiunto con Washington potrebbe influenzare la sua decisione di dimettersi.
In giornata Ishiba ha avuto un incontro con alcuni nomi di peso del pa…
PECHINO – Non subito ma a fine agosto, scriveva questa mattina il quotidiano Mainichi. Per lo Yomiuri, invece, l’annuncio delle dimissioni arriverà entro la fine di questo mese. Il diretto interessato, il premier giapponese Shigeru Ishiba, però smentisce: “Le notizie riportate dai media sulle mie intenzioni sono assolutamente false”.
Dopo la dolorosa sconfitta alle elezioni di domenica quando la coalizione formata dal partito liberal-democratico (la Ldp, formazione conservatrice del premier) e il partner Komeito non è riuscita a mantenere la maggioranza nella camera alta del Parlamento nipponico, si sono moltiplicate le indiscrezioni su un passo indietro del premier. “Non posso dirlo finché non avrò esaminato attentamente i risultati dell'accordo”, ha detto Ishiba quando in mattinata gli è stato chiesto in che modo l'accordo commerciale raggiunto con Washington potrebbe influenzare la sua decisione di dimettersi.
In giornata Ishiba ha avuto un incontro con alcuni nomi di peso del partito (gli ex premier Taro Aso, Yoshihide Suga e Fumio Kishida), ma come riporta Reuters “ho espresso il forte senso di crisi condiviso con gli ex primi ministri, non ho discusso affatto delle mie dimissioni”, ha detto il premier.
Dopo le elezioni di domenica Ishiba aveva detto di voler restare (nonostante le crescenti richieste di farsi da parte provenienti dal suo stesso partito), proprio per portare a termine i negoziati commerciali con l’amministrazione di Donald Trump. Ora che un accordo è stato raggiunto (con dazi al 15%), ci sarà il passo indietro del premier, è convinta la stampa giapponese. Premier la cui popolarità è ulteriormente precipitata dopo il voto di tre giorni fa: secondo un sondaggio dell’agenzia di stampa Kyodo il tasso di gradimento “è sceso sotto il 23%, il livello più basso da quando è entrato in carica a ottobre dello scorso anno”.
Se Ishiba annuncerà le proprie dimissioni si aprirà la corsa interna al partito per scegliere un nuovo leader della Ldp e successivamente verrà convocata una sessione parlamentare per scegliere un nuovo primo ministro. “Tuttavia, con la coalizione di governo che non dispone della maggioranza in entrambe le camere, anche un nuovo leader del partito avrà difficoltà a ottenere i voti necessari”, scrive il Japan Times.
Alle elezioni di domenica Ldp e Komeito non hanno raggiunto i 50 seggi necessari a mantenere la maggioranza: si sono fermati a 47. La prima volta in 70 anni di storia della Ldp che il partito guida una coalizione che non controlla nessuna delle due camere.
La battaglia per la successione all’interno della Ldp sarà particolarmente combattuta in caso di dimissioni di Ishiba: i conservatori devono fare i conti con l’avanzata dei partiti populisti di destra, come il Sanseito, che hanno portato via voti proprio alla formazione conservatrice che governa il Sol Levante quasi ininterrottamente da 70 anni.
“Agosto è un mese particolarmente intenso per il leader giapponese, che di solito partecipa a una serie di eventi importanti. Tra questi figurano la commemorazione dell'80° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e l'anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Dal 20 al 22 agosto si terrà inoltre a Yokohama una conferenza internazionale sullo sviluppo dell’Africa. Secondo quanto riportato, Ishiba dovrebbe dimettersi al termine di questi eventi”, scrive ancora il Japan Times.