La fame di Gaza scatena uno scontro senza precedenti tra Israele e il mondo delle organizzazioni umanitarie. Più di 100 ong, tra cui Medici senza frontiere, Save the children, Amnesty international, hanno scritto un appello per chiedere al governo Netanyahu di fermare l’assedio e le morti intorno ai centri di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Ghf, consentendo l’ingresso immediato e senza restrizioni di tutti i camion con cibo e medicine fermi ai valichi della Striscia. “L’assedio del governo di Israele sta affamando la popolazione di Gaza, ora anche gli operatori umanitari si uniscono alle stesse file per ricevere cibo, rischiando di essere uccisi solo per sfamare le loro famiglie”, scrivono le organizzazioni. Con le scorte ormai “completamente esaurite”, anche i “nostri colleghi” sul terreno “stanno deperendo”. I governi devono agire subito, “adottando misure concrete per porre fine all’assedio, come l’interruzione del trasferimento di armi e munizioni”.
Il capo dell’Oms rincar…
La fame di Gaza scatena uno scontro senza precedenti tra Israele e il mondo delle organizzazioni umanitarie. Più di 100 ong, tra cui Medici senza frontiere, Save the children, Amnesty international, hanno scritto un appello per chiedere al governo Netanyahu di fermare l’assedio e le morti intorno ai centri di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Ghf, consentendo l’ingresso immediato e senza restrizioni di tutti i camion con cibo e medicine fermi ai valichi della Striscia. “L’assedio del governo di Israele sta affamando la popolazione di Gaza, ora anche gli operatori umanitari si uniscono alle stesse file per ricevere cibo, rischiando di essere uccisi solo per sfamare le loro famiglie”, scrivono le organizzazioni. Con le scorte ormai “completamente esaurite”, anche i “nostri colleghi” sul terreno “stanno deperendo”. I governi devono agire subito, “adottando misure concrete per porre fine all’assedio, come l’interruzione del trasferimento di armi e munizioni”.
Il capo dell’Oms rincara la dose: Gaza sta “assistendo a un’impennata mortale” di malnutrizione, “gran parte” dei suoi circa 2 milioni di abitanti sta morendo di fame.
È un’accusa pesante, che Israele respinge sostenendo che i firmatari dell’appello fanno “eco alla propaganda di Hamas”: da maggio, fa sapere il Cogat, l’organismo che supervisiona la distribuzione degli aiuti, sono entrati 4.500 camion, 700 sono in attesa di essere prelevati e distribuiti dalle Nazioni Unite. A “È Hamas - sosiene il governo - a impedire che il cibo venga distribuito e ad accaparrarsi gli aiuti”.
L’Onu in effetti non riesce ad agire. Il motivo è che non ha percorsi sicuri con cui attraversare la Striscia a causa delle restrizioni di movimento imposte da Israele, e perché molti autisti si rifiutano di guidare i convogli, presi d’assalto ormai decine di volte dalla popolazione affamata di cui si fanno scudo teppisti e bande armate. A difendere le regioni di Israele ci ha provato ieri il presidente Herzog, che per la prima volta è andato a Gaza: il suo Paese, dice, “agisce secondo il diritto internazionale”, e sta “fornendo aiuti umanitari”.
Dentro il governo Netanyahu, tuttavia, gli appelli a fermare l’assedio e l’indignazione del mondo non sembrano suscitare grande scandalo. Il ministro della Difesa Israel Katz promette ancora una volta che se gli ostaggi “non verranno rilasciati presto, si apriranno le porte dell’inferno”. La sua collega, la ministra dell’Innovazione, Gila Gamliel, si spinge oltre e pubblica un video generato con l’intelligenza artificiale che mostra la “Gaza del futuro”, una località di lusso con resort, yacht e grattacieli futuristici, e una Trump Tower, una versione simile al famigerato video “Trump Gaza” condiviso dal presidente americano a marzo: “Ecco Gaza in futuro. La migrazione volontaria dei gazawi può avvenire solo con Netanyahu e Trump”, ha scritto. È il piano per “svuotare” Gaza dai palestinesi a cui l’ultradestra messianica israeliana lavora da tempo.