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Meloni in copertina sul Time: “Dove sta portando l’Europa”

Il lungo articolo sulla premier italiana pubblicato dalla rivista statunitense
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"Dove Giorgia Meloni sta conducendo l'Europa". È il titolo della copertina del nuovo numero della rivista statunitense Time, dedicata alla premier italiana.

Scritto da Massimo Calabresi, capo dell'ufficio di Washington dello storico magazine di attualità politica ed economica, il servizio nasce dopo un colloquio con la premier il 4 luglio a Palazzo Chigi, e ricostruisce la carriera politica della leader di Fratelli d’Italia fino agli ultimi tre anni in cui ha governato l'Italia.

Meloni, 48 anni, è emersa come una delle figure più interessanti d'Europa, scrive la rivista: “Una madre nubile, alta 1,60 m, appartenente alla classe operaia e senza laurea, la cui ascesa ha sfidato le aspettative dei suoi pari”. Si oppone a quello che definisce un globalismo ‘omogeneizzante’, ma è sostenitrice dell'integrazione europea. È la prima donna leader in Italia e afferma di aver dovuto "affrontare stereotipi ridicoli" nella sua carriera, ma respinge i tentativi del governo di risolvere questi o altr…

"Dove Giorgia Meloni sta conducendo l'Europa". È il titolo della copertina del nuovo numero della rivista statunitense Time, dedicata alla premier italiana.

Scritto da Massimo Calabresi, capo dell'ufficio di Washington dello storico magazine di attualità politica ed economica, il servizio nasce dopo un colloquio con la premier il 4 luglio a Palazzo Chigi, e ricostruisce la carriera politica della leader di Fratelli d’Italia fino agli ultimi tre anni in cui ha governato l'Italia.

Meloni, 48 anni, è emersa come una delle figure più interessanti d'Europa, scrive la rivista: “Una madre nubile, alta 1,60 m, appartenente alla classe operaia e senza laurea, la cui ascesa ha sfidato le aspettative dei suoi pari”. Si oppone a quello che definisce un globalismo ‘omogeneizzante’, ma è sostenitrice dell'integrazione europea. È la prima donna leader in Italia e afferma di aver dovuto "affrontare stereotipi ridicoli" nella sua carriera, ma respinge i tentativi del governo di risolvere questi o altre forme di discriminazione, che definisce "quote". Rivendica le vittorie dei conservatori nella stabilizzazione del governo italiano, notoriamente caotico, e nel miglioramento del suo rating del debito, perseguendo al contempo un'agenda politica in linea con il gruppo globale di leader autoritari emergenti: consolidamento del potere esecutivo, repressione dei media, controllo sulla magistratura, lotta contro gli immigrati clandestini e limitazione di alcune forme di protesta, scrive ancora Calabresi sul Time.

Sulla sua idea di nazionalismo, la premier spiega che "per prima cosa dobbiamo difendere quello che siamo, la nostra cultura, la nostra identità, la nostra civiltà". Il suo nazionalismo, aggiunge, "è principalmente un modo per difenderci da una globalizzazione che non ha funzionato". E dichiara l'intenzione di "ricostruire la nostra identità, ricostruire l'orgoglio, l'orgoglio di essere quelli che siamo... A qualsiasi costo".

L’articolo parla anche della posizione distintiva di Meloni che è stata quella di reprimere l'immigrazione clandestina. I tribunali hanno bloccato gran parte di ciò che ha cercato di fare, inclusa una costosa disavventura in cui ha pagato 67,5 milioni di euro per costruire e mantenere una struttura in Albania in cui detenere i migranti, solo per vedersela dichiarare una violazione della legge. I difensori dei diritti umani hanno scoperto che gli immigrati clandestini intercettati e rimpatriati in Libia nell'ambito di un programma promosso da Meloni sono stati in alcuni casi torturati, scrive ancora Massimo Calabresi. "Con la sua retorica e le sue politiche, ha creato un ambiente ostile per migranti e rifugiati", afferma Judith Sunderland di Human Rights Watch.

L’articolo si sofferma anche sull'ultimo incontro alla Casa Bianca con Donald Trump. Lei lo preparò con una pila di schede con la sua posizione su qualsiasi tema che poteva essere affrontato. "Sono del Capricorno - dice la premier -Diciamo che sono fissata con alcune cose". L'autore riferisce poi che, una volta uscita la stampa dallo Studio Ovale, quando il colloquio con Trump si è concentrato sull'Ucraina, Meloni ha difeso Zelensky e la necessità di sostenere l'Ucraina fino alla fine. Trump ascoltò e rispose, ma senza che lo scambio diventasse polemico, il racconto di Meloni: "Lui è un combattente, e io sono una combattente".

"Siamo gli eredi del partito di destra", afferma il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e FdI "è diventato il partito che riunisce persone di destra, patrioti della nostra nazione, persone che sono moderate, al di là del loro precedente background politico".

Il servizio ripercorre anche fasi della gioventù di Meloni, con episodi della vita familiare su cui viene interpellata anche la sorella Arianna Meloni: sul padre che abbandonò la famiglia, afferma che "semplicemente a lui non importava di noi". Viene raccontato anche l'episodio dell'incendio che distrusse la casa dove vivevano prima di trasferirsi alla Garbatella. Quel rogo "diede a Giorgia più coraggio, l'ha resa quella che è oggi", sostiene la sorella. "Forse è per quello - sorride Giorgia Meloni nel colloquio con Time - che mi sono unita al Msi, per la fiamma".

Il suo approdo a Palazzo Chigi fu accolto con scetticismo anche dall'allora presidente Usa Joe Biden. "Semplicemente penso che non sapeva ciò di qui stava parlando", dice Meloni. Il servizio parla anche delle critiche che vengono rivolte in Italia alle sue politiche. "Mi hanno accusato di ogni cosa possibile, dalla guerra in Ucraina alla morte delle persone nel Mediterraneo. È semplicemente perché non hanno argomenti", commenta la premier: "Non sono razzista. Non sono omofoba. Non sono tutte le cose che dicono di me".

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