NEW YORK – Un “Piano d’azione per l’intelligenza artificiale”, elaborato dai leader digitali della Silicon Valley che hanno sostenuto la sua campagna, finalizzato insieme a favorire lo sviluppo di questa tecnologia negli Stati Uniti e contrastare la concorrenza cinese. Lo ha presentato ieri il presidente Trump, cancellando le limitazioni imposte da Biden, con lo scopo anche di contrastare la versione “woke” dell’IA.
«Il piano – secondo l’Associated Press che lo ha anticipato – si concentra sull’incremento delle esportazioni di tecnologie di intelligenza artificiale, la semplificazione dei permessi per i data center ad alta intensità energetica, e l’esportazione dell’intelligenza artificiale americana in tutto il mondo. Trump ha concesso ai suoi consulenti tecnologici sei…
NEW YORK – Un “Piano d’azione per l’intelligenza artificiale”, elaborato dai leader digitali della Silicon Valley che hanno sostenuto la sua campagna, finalizzato insieme a favorire lo sviluppo di questa tecnologia negli Stati Uniti e contrastare la concorrenza cinese. Lo ha presentato ieri il presidente Trump, cancellando le limitazioni imposte da Biden, con lo scopo anche di contrastare la versione “woke” dell’IA.
«Il piano – secondo l’Associated Press che lo ha anticipato – si concentra sull’incremento delle esportazioni di tecnologie di intelligenza artificiale, la semplificazione dei permessi per i data center ad alta intensità energetica, e l’esportazione dell’intelligenza artificiale americana in tutto il mondo. Trump ha concesso ai suoi consulenti tecnologici sei mesi per elaborare nuove politiche sull’intelligenza artificiale, dopo aver revocato le barriere di sicurezza imposte da Biden nel suo primo giorno di mandato. Gli oppositori del programma del presidente repubblicano sostengono che esso dia priorità alle esigenze delle Big Tech rispetto alle persone».
Trump ieri ha firmato i decreti necessari ad avviare la trasformazione e ha tenuto un discorso per lanciarla. «Il piano – prosegue l’AP – include alcune note proposte della lobby digitale. Tra queste, l’accelerazione della vendita di tecnologia di IA all’estero e la semplificazione della costruzione di data center ad alto consumo energetico, necessari per sviluppare e gestire i prodotti. Include anche alcune preoccupazioni legate alla guerra culturale sull’intelligenza artificiale sollevate dalla cerchia dei venture capitalist che hanno appoggiato Trump lo scorso anno». Questo vuol dire «contrastare la tendenza liberale che si riscontra nei chatbot di intelligenza artificiale come ChatGPT o Gemini di Google, da tempo un punto di riferimento per i più accaniti sostenitori di Trump nel settore tecnologico. Il piano mira ad impedire al governo di stipulare contratti con le aziende tecnologiche a meno che non “garantiscano che i loro sistemi siano oggettivi e liberi da pregiudizi ideologici dall’alto verso il basso”». A questo scopo il piano chiarisce che la valutazione delle applicazioni di intelligenza artificiale più rischiose dovrebbe essere priva di qualsiasi riferimento a «disinformazione, diversità, equità e inclusione e cambiamento climatico».