NEW YORK – «Devono fare un accordo con Ghislaine Maxwell per rilasciarla dalla prigione, in cambio di tutte le informazioni che possiede sul caso Epstein». È il consiglio che l’avvocato Alan Dershowitz offre al suo ex cliente Donald Trump, aggiungendo questo avvertimento: «Ha sbagliato a gestire l’intera vicenda, alimentando le teorie del complotto e promettendo la rivelazione di una lista dei “clienti” che non esiste. Lo scandalo andrà avanti, con le ricadute politiche negative per il presidente, fino a quando non pubblicherà tutti i documenti e farà testimoniare in pubblico Ghislaine».
Signor Dershowitz, lei è stato l’avvocato di Epstein, ha difeso Trump durante l’impeachment ed è stato anche accusato di frequentare Jeffrey nei suoi incontri sociali. Vede una possibile via d’uscita?
«Si fanno accordi anche con i mafiosi, non c’è motivo per rifiutarsi di farne uno con Ghislaine. Bisogna farla uscire dal carcere, in cambio di tutte le informazioni che possiede. E lei ne ha molte».
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NEW YORK – «Devono fare un accordo con Ghislaine Maxwell per rilasciarla dalla prigione, in cambio di tutte le informazioni che possiede sul caso Epstein». È il consiglio che l’avvocato Alan Dershowitz offre al suo ex cliente Donald Trump, aggiungendo questo avvertimento: «Ha sbagliato a gestire l’intera vicenda, alimentando le teorie del complotto e promettendo la rivelazione di una lista dei “clienti” che non esiste. Lo scandalo andrà avanti, con le ricadute politiche negative per il presidente, fino a quando non pubblicherà tutti i documenti e farà testimoniare in pubblico Ghislaine».
Signor Dershowitz, lei è stato l’avvocato di Epstein, ha difeso Trump durante l’impeachment ed è stato anche accusato di frequentare Jeffrey nei suoi incontri sociali. Vede una possibile via d’uscita?
«Si fanno accordi anche con i mafiosi, non c’è motivo per rifiutarsi di farne uno con Ghislaine. Bisogna farla uscire dal carcere, in cambio di tutte le informazioni che possiede. E lei ne ha molte».
È credibile, considerando che vuole la grazia da Trump?
«Non è una questione di credibilità. Lei può fornire informazioni documentate, carte, registrazioni dei voli, forse fotografie. Quindi non si tratta della sua parola, ma delle prove fisiche e dei moltissimi indizi da seguire che può offrire».
A suo parere ha informazioni che possono incriminare Trump?
«Non credo. Non penso che ci sia nulla di veramente imbarazzante per il presidente. Tutto ciò che riguarda Trump è stato rivelato. Ma comunque lo scopriremmo con la sua testimonianza».
Lei ha scritto sul Wall Street Journal che la “lista dei clienti” non esiste, ma la segretaria alla Giustizia Bondi ha ammesso di aver informato Trump sulla presenza del suo nome nei file.
«Questa è la parte interessante, perché lui era amico di Epstein. Sono stati fotografati insieme, io li ho visti insieme di persona. Non c’è dubbio che fossero amici e poi nemici, è il segreto di Pulcinella. Però al momento non c’è altro al riguardo».
Ghislaine Maxwell potrebbe rivelare altri reati non ancora perseguiti?
«Non credo. Ma se ci saranno nuovi crimini, coinvolgeranno persone oscure, gente di cui nessuno ha mai sentito parlare».
L’effetto politico però è stato devastante, per il presidente.
«Entrambi i partiti hanno gestito male il caso, cercando di usarlo a proprio vantaggio politico, ma si è ritorto contro tutti».
Cosa ha sbagliato Trump?
«Prima che diventasse presidente, alcuni suoi collaboratori sostenevano che ci fosse una lista dei clienti, ma non esiste. Hanno denunciato una cospirazione prima di essere eletti, e quindi ora i sostenitori di Trump dicono: “Beh, se c’è stata una cospirazione, perché non rivelate tutto?”. Questo è lo sbaglio».
Non doveva sfruttare la cospirazione in campagna elettorale, oppure una volta eletto dove dare seguito alle promesse e rivelare tutto?
«Doveva, e dovrebbe ancora, pubblicare tutto. È l’approccio giusto, lo dico fin dal primo giorno».
Quali saranno gli effetti politici dello scandalo?
«Lo scandalo continuerà a crescere, a meno che Ghislaine Maxwell non testimoni in pubblico. Solo questo porrà fine alla questione».
La sua audizione basterebbe a placare la base trumpiana?
«La sua testimonianza, la verifica fattuale di tutti gli elementi che potrebbe fornire, e infine la pubblicazione di ogni documento ancora secretato. Solo questo può mettere fine allo scandalo, a meno che non emergano altre informazioni imbarazzanti su Trump, o prove di reati che però al momento non esistono».