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Scontri Thailandia-Cambogia: prove di guerra alla frontiera

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Quindici i morti. La premier thai era stata sospesa per aver chiamato “zio” Hun Sen, l’uomo forte di Phnom Penh
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PECHINO – I caccia F16 che si alzano in volo e bombardano in Cambogia. «Abbiamo utilizzato la forza aerea contro obiettivi militari come previsto», dice l’esercito thailandese. Bangkok che chiude le frontiere col vicino. Quindici i morti, finora, un soldato e 11 civili: tutti thai, uccisi dall’artiglieria cambogiana. Tra i due regni del Sud-est asiatico sono esplosi gli scontri più duri degli ultimi 14 anni. Tensioni antiche di un secolo, sui confini contesi, riaccese due mesi fa, e che ora rischiano di andare fuori controllo.

Entrambi i Paesi si sono accusati a vicenda di aver dato inizio agli scontri. La Thailandia aveva richiamato mercoledì il suo ambasciatore in Cambogia ed espulso l’inviato cambogiano a Bangkok, dopo che un secondo soldato thailandese nel giro di una settima…

PECHINO – I caccia F16 che si alzano in volo e bombardano in Cambogia. «Abbiamo utilizzato la forza aerea contro obiettivi militari come previsto», dice l’esercito thailandese. Bangkok che chiude le frontiere col vicino. Quindici i morti, finora, un soldato e 11 civili: tutti thai, uccisi dall’artiglieria cambogiana. Tra i due regni del Sud-est asiatico sono esplosi gli scontri più duri degli ultimi 14 anni. Tensioni antiche di un secolo, sui confini contesi, riaccese due mesi fa, e che ora rischiano di andare fuori controllo.

Entrambi i Paesi si sono accusati a vicenda di aver dato inizio agli scontri. La Thailandia aveva richiamato mercoledì il suo ambasciatore in Cambogia ed espulso l’inviato cambogiano a Bangkok, dopo che un secondo soldato thailandese nel giro di una settimana aveva perso una gamba a causa di una mina posizionata di recente in una delle zone contese.

Gli scontri sono iniziati nei pressi del tempio di Prasat Ta Muen Thom, sulla parte thai del confine, a 360 km a est di Bangkok, zona rivendicata da entrambe le nazioni.

Il governo thai afferma che i cambogiani hanno colpito un ospedale nella provincia di Surin («un crimine di guerra») e che tra le vittime c’è anche un bambino di 8 anni. Le autorità hanno evacuato 100mila civili da quattro province. Il numero delle vittime cambogiane non è invece chiaro.

L’esercito thailandese accusa la Cambogia di aver inviato truppe con armi pesanti, compresi lanciarazzi, in una zona vicino al tempio conteso. I cambogiani replicano che c’è stata una incursione di soldati thai e che le forze di Phnom Penh hanno risposto per legittima difesa.

Da oltre un secolo Thailandia e Cambogia si contendono la sovranità su vari punti lungo i loro 817 chilometri di confine terrestre, con al centro della disputa gli antichi templi Ta Muen Thom e Preah Vihear, quest’ultimo assegnato dalla Corte internazionale di giustizia alla Cambogia nel 1962, luogo di violenti scontri nel 2011 tra i due Paesi.

Da due mesi le tensioni tra Bangkok e Phnom Penh continuano a crescere. Dal 28 maggio quando, dopo uno scontro a fuoco tra un piccolo gruppo di truppe dei due eserciti, morì un soldato cambogiano. Episodio che scatenò la propaganda nazionalista da ambo le parti, le ritorsioni e i boicottaggi (restrizioni alle frontiere, alla rete elettrica, alle serie tv). La maggior parte delle rivendicazioni derivano da un vecchio trattato e da una mappa del 1907 redatta quando la Cambogia era sotto il dominio coloniale francese, utilizzata per marcare i confini tra i due Paesi. Bangkok sostiene che tale mappa non è accurata.

La disputa ha già fatto precipitare la Thailandia nell’ennesima crisi politica. A metà giugno l’ex primo ministro cambogiano Hun Sen (oggi presidente del Senato, ma vero leader del Paese) pubblicò una conversazione telefonica avuta con Paetongtarn Shinawatra. Dopo quella telefonata “rubata” durante la quale la premier thai aveva chiamato Hun Sen - amico di lunga data del padre di Shinawatra - “zio”, in segno di rispetto, e nella quale sembrava denigrare il proprio stesso esercito, i generali thai si erano infuriati e la premier il primo luglio è stata sospesa dall’incarico.

«Situazione delicata», dice il primo ministro thai ad interim Wechayachai. «Rimaniamo impegnati a ricorrere a mezzi pacifici». La Cambogia si è rivolta all’Onu affinché convochi una riunione per fermare «un’aggressione militare premeditata». Il primo ministro malese Ibrahim, presidente del blocco Asean, ha chiesto un cessato il fuoco. Ha parlato al telefono con i leader di Thailandia e Cambogia, e dice che entrambi si sono mostrati disponibili a tenere dei colloqui. La Cina si è detta disposta a svolgere un ruolo per stemperare le tensioni.

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