Esteri

Live

Gaza, le news del 26 luglio. Israele: “Da domani pause umanitarie per gli aiuti nella Striscia”

Gaza, le news del 26 luglio. Israele: “Da domani pause umanitarie per gli aiuti nella Striscia”
(afp)
Per il New York Times, “Tel Aviv non ha prove che Hamas rubi gli aiuti”. L’allarme: “Centomila bambini a rischio morte per mancanza di latte artificiale”
1 minuti di lettura

L'Idf ha distrutto decine di migliaia di aiuti umanitari, tra cui ingenti quantità di cibo destinato ai residenti di Gaza, che si sono deteriorati e sono scaduti dopo essere rimasti in attesa per molte settimane sul lato palestinese del valico di Kerem Shalom. Lo afferma l'emittente israeliana Kan citando fonti militari. L’Agi stima in 70 camion la quantità distrutta (e non come riportato in primo momento in mille camion). La notizia della distruzione degli aiuti giunge mentre la crisi umanitaria per mancanza di cibo e beni di prima necessità peggiora di giorno in giorno a Gaza.

Media, arrestati gli attivisti a bordo della Freedom Flotilla

I soldati dell'Idf, che hanno fatto irruzione sella nave Freedom Flotilla, che voleva forzare il blocco marittimo al largo della Striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese, hanno sequestrato l'imbarcazione e arrestato gli attivisti a bordo. Lo riporta Haaretz.

I soldati israeliani a bordo della nave Handala

I soldati israeliani hanno fatto irruzione a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla che voleva forzare il blocco marittimo al largo della Striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese affamata. Haaretz riferisce che le persone a bordo non hanno opposto resistenza. Poco dopo l'irruzione dei militari, sono state interrotte le riprese live dalla nave: l'ultima immagine trasmessa mostra un soldato sequestrare una telecamera.

Sa’ar a Tajani: “Da domani tregua umanitaria per gli aiuti”

In una telefonata al ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro degli Esteri di Israele Gideon Sàar ha annunciato questa sera che l'esercito israeliano attuerà un cessate il fuoco umanitario a partire da domani mattina e fino a sera in diversi centri abitati di Gaza, tra cui la Striscia settentrionale, lo annuncia la Farnesina in una nota. Sàar ha confermato a Tajani che, rispondendo anche a una specifica richiesta dl Governo italiano, nel quadro della tregua umanitaria, le IDF consentiranno alle Nazioni Unite e alle organizzazioni umanitarie un accesso sicuro ai centri abitati. Sàar ha aggiunto che le tregue umanitarie verranno ripetute di volta in volta, in base alla necessità e allo scopo di riportare alimenti e medicine a livello adeguato in tutta la Striscia.

Israele, da domani mattina pause umanitarie, per gli aiuti ora tocca all’Onu

"Domani mattina Israele applicherà una 'pausa umanitaria' nei centri civili e nei corridoi umanitari per consentire la distribuzione degli aiuti". Lo annuncia in un post su X il ministero degli Esteri, assicurando che "Israele ha continuato a facilitare l'ingresso dei camion di aiuti nella Striscia di Gaza". E puntando l'indice contro l'Onu: "Purtroppo, finora le Nazioni Unite non sono riuscite a raccogliere e distribuire l'ingente quantità di aiuti umanitari nei camion immagazzinati in aree designate all'interno della Striscia di Gaza". "Ora ci si aspetta che l'Onu raccolga e distribuisca le grandi quantità di aiuti, senza ulteriori ritardi o scuse", dice il ministero degli Esteri, che torna a respingere "le false accuse e la propaganda sulla carestia lanciate da Hamas, che manipola immagini di bambini affetti da malattie terminali. È vergognoso". Le pause umanitarie inizieranno a partire dalle 10 ora locale, le 9 in Italia, e riguarderanno diverse località della Striscia di Gaza, fanno sapere gli israeliani.

Idf a bordo della barca Handala della Freedom Flotilla

Le forze dell'Idf hanno abbordato la barca Handala della Freedom Flotilla al largo della costa di Gaza. Lo mostrano le immagini del canale Youtube

La barca Handala della Freedom Flotilla cambia direzione

La barca Handala della Freedom Flotilla che si sta dirigendo verso Gaza per forzare il blocco israeliano, ha cambiato la propria rotta e sta puntando verso sud-ovest e non più direttamente sulla Striscia, a quanto si vede sul tracciamento sul canale in streaming di Youtube dedicato. Gli attivisti a bordo, tutti con indosso il salvagente, sono radunati da alcune ore sul ponte, in attesa degli eventi, sapendo che verranno intercettati dall'Idf e portati ad Ashdod.

Idf, a Gaza non si muore di fame, fake news Hamas

“A Gaza non si muore di fame. Si tratta di una falsa campagna promossa da Hamas". Così l'Idf sui social, dopo aver annunciato la ripresa degli aiuti umanitari a Gaza. "La responsabilità della distribuzione del cibo - sottolinea l'esercito israeliano - è delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie internazionali. Pertanto, le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali sono tenute a migliorare l'efficacia della distribuzione degli aiuti e a garantire che questi non raggiungano Hamas".

L'esercito israeliano ha avviato lanci di aiuti umanitari a Gaza

Come dice un portavoce militare a Reuters, l'esercito israeliano ha avviato lanci di aiuti umanitari a Gaza

Israele annuncia la ripresa del lancio di aiuti umanitari a Gaza

Israele annuncia la ripresa del lancio di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. In una nota, le Idf fanno sapere che l'esercito effettuerà stasera un lancio di aiuti umanitari a Gaza, nell'ambito di una "serie di azioni" volte a migliorare la situazione umanitaria nella Striscia.

Deputata francese: “Le navi della Marina israeliana si avvicinano a barca Flotilla”

Le imbarcazioni della Marina Militare israeliana si stanno avvicinando alla flottiglia umanitaria Handala diretta a Gaza: lo ha dichiarato la deputata francese Gabrielle Cathala, che si trova a bordo. Il membro dell'assemblea francese ha scritto su X, riporta Haaretz, che "le imbarcazioni dell'Idf si stanno avvicinando alla nave per rapirci illegalmente dalle acque internazionali". Gli attivisti si stanno preparando e possono essere visti indossare i giubbotti di salvataggio, durante la loro diretta streaming, sul ponte dell'imbarcazione.

Tel Aviv, in 500 alla manifestazione in piazza Habima

Circa 500 persone hanno partecipato alla manifestazione settimanale antigovernativa in piazza Habima a Tel Aviv: la partecipazione è stata più scarsa del solito, poiché importanti attivisti antigovernativi sono andati a protestare a Ness Ziona dopo che una folla di destra ha aggredito il parlamentare arabo Ayman Odeh la scorsa settimana, gridando "morte agli arabi". Gli oratori della protesta si scagliano contro il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il suo governo per aver respinto una commissione d'inchiesta statale sulle mancanze che hanno portato all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, per aver tentato di codificare un'esenzione totale dal servizio militare per la comunità haredi e per aver presumibilmente permesso alla politica di partito di permeare la polizia. Chiedono la fine della guerra di Gaza e il ritorno degli ostaggi.

Idf, siamo pronti per la Flotilla, aspettiamo indicazioni politiche

L'esercito israeliano ha dichiarato che si sta preparando all'arrivo della nave Handala e che è in attesa di indicazioni dalla leadership politica. "L'Idf impone il blocco della sicurezza marittima sulla Striscia di Gaza ed è preparata ad affrontare una serie di scenari", ha affermato l'esercito in una nota citata da Haaretz

Gli Usa criticano la Francia per il rilascio del militante Abdallah

Gli Stati Uniti hanno criticato il rilascio da una prigione francese del militante libanese filo-palestinese Georges Ibrahim Abdallah, che ha trascorso più di 40 anni dietro le sbarre per l'omicidio di due diplomatici, uno dei quali americano. Abdallah è stato arrestato nel 1984 e condannato all'ergastolo nel 1987 per il suo coinvolgimento negli omicidi dell'addetto militare statunitense Charles Robert Ray e del diplomatico israeliano Yacov Barsimantov a Parigi. All'inizio di luglio, una corte d'appello francese ha ordinato il rilascio di Abdallah a condizione che lasciasse il territorio francese e non vi facesse mai più ritorno.

Macron: “In Siria vanno evitate nuove violenze, i civili devono essere protetti”

È un imperativo evitare che" in Siria "si ripetano episodi di violenza" e "i responsabili di queste violenze vanno perseguiti". Scrive così in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron che rende noto di aver avuto un colloquio con l'autoproclamato presidente siriano Ahmed Al-Sharaa, leader della Siria del dopo-Assad. "Le violenze registrate di recente in Siria ricordano la fragilità estrema della transizione. I civili devono essere protetti".

Idf, ucciso un comandante di Hezbollah

Un comandante di Hezbollah è stato ucciso oggi in un attacco di droni israeliani a Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo ha affermato l'Idf citato dal Times of Israel. Secondo l'esercito, il comandante, Ali Abed al-Qader Ismail, era coinvolto negli sforzi per "ripristinare le capacità di Hezbollah" nell'area di Bint Jbeil, aggiungendo che le sue azioni "costituivano una palese violazione” degli accordi tra Israele e Libano.

Axios: Rubio frustrato su Gaza: “Serve ripensare la strategia”

Serve un ripensamento della strategia per Gaza. È di questo che sarebbe convinto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che si sarebbe espresso così ieri, visibilmente frustrato, incontrando un gruppo di parenti degli ostaggi, secondo quanto scrive Axios sulla base delle rivelazioni di due fonti presenti all'incontro.

Regno Unito, Francia e Germania: “L’Iran collabori o sanzioni a fine agosto”

Se L'Iran non mostrerà volontà di negoziare sul suo programma nucleare, Gran Bretagna, Francia e Germania faranno partire a fine agosto il meccanismo per il ripristino delle sanzioni Onu. È quanto si legge in un comunicato diffuso dall'ufficio del premier britannico dopo il colloquio telefonico di oggi tra Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, questa mattina. "I leader hanno convenuto che, a meno che l'Iran non collabori con l'Aiea e torni alla diplomazia, le sanzioni saranno state ripristinate alla fine di agosto", si spiega.

Media, Hamas si dice sorpreso dalle parole di Trump secondo cui il gruppo non voleva davvero l’accordo

Sorpresa" tra le fila di Hamas per le parole di Donald Trump, secondo il quale il gruppo "non voleva davvero" un accordo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi trattenuti nell'enclave palestinese. "Le dichiarazioni di Trump sono particolarmente sorprendenti, soprattutto perché arrivano in un momento in cui sono stati fatti progressi su alcuni punti nel negoziato", ha detto all'agenzia Afp Taher al-Nunu, esponente di Hamas. "Sinora non siamo stati informati di problemi riguardo punti in discussione nei negoziati indiretti sul cessate il fuoco", ha aggiunto, dicendosi "sorpreso" per il fatto che nei giorni scorsi le delegazioni di Usa e Israele abbiano lasciato i colloqui.

Freedom Flotilla, “vicini alla zona dove fu fermata altra barca”

Gli organizzatori della flottiglia "Handala", impegnata a rompere il blocco intorno a Gaza, hanno annunciato che l'imbarcazione si sta avvicinando alla zona in cui sono stati arrestati gli attivisti dell'imbarcazione precedente, tra cui Greta Thunberg e la parlamentare europea Rima Hassan. Lo riporta Haaretz.

Regno Unito-Francia-Germania promettono 'aiuti aerei per Gaza'

Regno Unito, Francia e Germania tornano a denunciare come "spaventosa" la situazione della popolazione civile palestinese nella Striscia di Gaza, sullo sfondo dei raid israeliani e delle restrizioni sulle forniture essenziali, e annunciano un piano congiunto per la distribuzione aerea di aiuti - autorizzata di nuovo ieri da Israele in risposta alle pressioni internazionali crescenti - in partnership con Paesi come la Giordania. Lo si legge in una nota diffusa oggi da Downing Street, dopo una nuova telefonata a tre fra Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz.

Media, Usa valutano se e come rivedere strategia Gaza

Sei mesi dopo l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, la situazione a Gaza è più tragica che mai a dispetto dei tentativi di Washington di mettere fine alla guerra. Ed è forse venuto il momento di rivedere la strategia. Il primo a dirlo esplicitamente è stato il segretario di Stato, Marco Rubio: "Serve un ripensamento della strategia americana su Gaza", ha ammesso incontrando famiglie di ostaggi israeliani, a quanto riferisce il sito Axios. La crisi umanitaria è peggiore che mai, i negoziati sono in stallo e gli Stati Uniti e Israele sono sempre più isolati a livello internazionale. Dopo che i colloqui di Doha sono saltati di nuovo, Trump ha detto che è tempo per Israele di "sbarazzarsi" di Hamas e "finire il lavoro". Ma non è chiaro, neppure in Israele, se sia una tattica negoziale o un via libera a Netanyahu per intensificare l'operazione militare. Il presidente ha dato all'alleato sostanziale luce verde per fare tutto ciò che vuole a Gaza, ricorda Axios. E anche se colpito dalle immagini dei bambini che muoiono di fame, non ha praticamente esercitato alcuna pressione. Il risultato è che non si vede ancora una via d'uscita credibile e che sia Netanyahu sia gli Usa sono più isolati a livello internazionale. Da qui la presa di coscienza che la strategia non ha funzionato. Ma ancora non è stato deciso se e come cambiarla.

Hamas, 'infondate le accuse contro di noi di furti di aiuti'

"Le accuse di furto di aiuti da parte di Hamas sono politicamente motivate e infondate". Lo ha dichiarato un alto funzionario del gruppo palestinese, Izzat al-Rishq, citato da Anadolu. Il funzionario ha osservato che la narrazione americana distoglie l'attenzione dal "vero ostacolo a qualsiasi cessate il fuoco o accordo umanitario: il governo israeliano guidato dal premier Benjamin Netanyahu". "Le dichiarazioni di Trump e Witkoff" che accusano Hamas di non volere la tregua "non sono in linea con le valutazioni dei mediatori e contraddicono la realtà del processo negoziale", ha affermato. Rishq ha sottolineato che la recente risposta di Hamas includeva un "approccio positivo e flessibile" a tutti i punti chiave, in particolare per quanto riguarda la distribuzione degli aiuti, e che il gruppo proponeva la riduzione delle dimensioni e della profondità delle zone cuscinetto dichiarate da Israele all'interno di Gaza durante la tregua di 60 giorni. Rishq ha quindi invitato Washington a svolgere un "ruolo costruttivo" per spingere il governo israeliano a impegnarsi seriamente nel raggiungimento di un accordo.

Macron: “Con i nostri partner ci coordiniamo di fronte alle grandi crisi”

"Con i nostri partner, ci coordiniamo di fronte alle grandi crisi". Ha scritto così in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron del colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer per "fare il punto sulla situazione a Gaza, sull'Iran e l'Ucraina". "Insieme - conclude Macron, all'indomani della dichiarazione dei Paesi dell'E3 - siamo determinati a promuovere pace e sicurezza, con unità, costanza e responsabilità".

Media, “Canada e Gb non riconoscono Palestina per timore ira Usa”

Nonostante settimane di colloqui con i suoi alleati del G7, il presidente francese Emmanuel Macron non è riuscito a convincere altri a partecipare al suo piano di riconoscimento dello Stato palestinese. In particolare, Canada e Regno Unito hanno assunto posizioni diverse da quella francese per non voler affrontare l'ira degli Stati Uniti. Lo scrive Reuters online citando tre diplomatici a conoscenza della questione.

Starmer, lavoreremo con partner per lancio aiuti a Gaza

Il Regno Unito intende lavorare con i partner per organizzare lanci di aiuti umanitari su Gaza. A riferirlo è stato l'ufficio di Keir Starmer dopo una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Il primo ministro ha spiegato che il Regno Unito attuerà piani per lavorare con partner come la Giordania alla consegna di aiuti per via aerea e al trasferimento di bambini che necessitino di cure", ha detto riferito il portavoce di Downing Street in una dichiarazione.

Unrwa, 'lanci di aiuti su Gaza inefficienti, sono distrazione'

Il direttore dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha fortemente criticato l'uso dei lanci aerei per consegnare aiuti umanitari a Gaza, definendoli "inefficienti" e una "distrazione" dall'affrontare le cause profonde della crisi. "I lanci aerei non invertiranno la crescente carestia", ha dichiarato il commissario generale Philippe Lazzarini, citato dal Guardian. "Sono costosi, inefficienti e possono persino uccidere civili affamati. Sono una distrazione e un'arma di copertura". "Una fame provocata dall'uomo può essere affrontata solo con la volontà politica. Togliere l'assedio, aprire i cancelli e garantire spostamenti sicuri e un accesso dignitoso alle persone bisognose. Trasportare gli aiuti è molto più facile, più efficace, più veloce, più economico e più sicuro. È più dignitoso per la popolazione di Gaza", ha sottolineato. I suoi commenti giungono mentre il Regno Unito intensifica il suo coinvolgimento negli sforzi internazionali per la distribuzione di aiuti via aerea.

Cinque morti per fame a Gaza in 24 ore, anche un neonato

Cinque persone, tra cui un neonato, sono morte per malnutrizione nelle ultime 24 ore a Gaza. Lo ha riferito l'ospedale Al Shifa. La piccola vittima, Hood Arafat, era nato solo una decina di giorni fa. Sua madre, anche lei malnutrita, non era in grado di allattarlo e non c'era latte artificiale disponibile. Il numero totale delle vittime della malnutrizione dall'inizio dell'offensiva israeliana contro la Striscia sale a 127, di cui 85 bambini, secondo i dati del Dipartimento della Salute di Gaza.

Nyt, Israele non ha prove che Hamas rubi aiuti

Per quasi due anni, Israele ha accusato Hamas di aver depredato gli aiuti umanitari raccolti dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni internazionali per la popolazione di Gaza. Ma di fatto, il governo di Benjamin Netanyahu non ha mai trovato le prove che i miliziani palestinesi abbiano davvero sottratto sistematicamente all'Onu generi di prima necessità. A riferirlo è il New York Times, sulla base di informazioni raccolte da due alti funzionari militari israeliani. Contrariamente a quanto più volte sostenuto da Israele per affidare la gestione degli aiuti alla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), il sistema di distribuzione delle Nazioni Unite era in gran parte efficace nel fornire cibo alla popolazione disperata e affamata di Gaza. Ed era anche meno vulnerabile alle interferenze di Hamas. Secondo quanto ricostruito da Nyt, "Hamas ha rubato ad alcune delle organizzazioni più piccole che hanno donato aiuti, poichè quei gruppi non erano sempre sul campo per supervisionare la distribuzione". Ma "non vi sono prove che Hamas rubasse regolarmente alle Nazioni Unite, che fornivano la più grande fetta degli aiuti", dal momento che le sue agenzie erano sul territorio e gestivano e controllavano direttamente le forniture. Israele, sempre più sotto pressione sulla questione aiuti, ha negato più volte di avere provocato una carestia la cui responsabilità addossa a Hamas che sottrarrebbe aiuti e all'Onu che sarebbe incapace di distribuirli. Ma una smentita è arrivata dagli alleati più forti di Israele, gli Stati Uniti. L'Agenzia umanitaria governativa Usaid ha riferito, in un rapporto interno, di non aver trovato prove di furti di massa di aiuti per mano di Hamas.

Merz sente Macron e Starmer, su Gaza passi nei prossimi giorni

Buon accordo con Macron e Starmer. Questa mattina abbiamo discusso la nostra linea d'azione in materia di politica mediorientale in una conversazione telefonica congiunta. Nei prossimi giorni adotteremo i prossimi passi in modo strettamente coordinato". Lo scrive su X il cancelliere tedesco Friederich Merz dopo la call "d'emergenza" avuta ieri sull'emergenza umanitaria a Gaza.

Emirati, Giordania e Regno Unito pronti a forniture aeree aiuti

Dopo il via libera dato ieri da Israele, doversi Paesi sono in lizza per la ripresa dei lanci di aiuti umanitari su Gaza. A quanto riporta la stampa israeliana, il nullaosta iniziale delle autorità israeliane riguarda Emirati Arabi Uniti e Giordania. Ma allo sforzo di potrebbe unire anche la Gran Bretagna.
"La notizia che Israele consentirà ai paesi di far cadere gli aiuti a Gaza è arrivata troppo tardi, ma faremo tutto il possibile per fornire aiuti anche in questo modo", ha spiegato il premier Keir Starmer, a quanto riporta la stampa britannica.

Gaza, 100 mila bambini a rischio morte per mancanza di latte artificiale

Le autorità di Gaza hanno lanciato un appello urgente sulla "catastrofe umanitaria imminente" causata, a suo dire, dall'assedio israeliano e dalla totale assenza di latte per neonati e integratori alimentari. Secondo un comunicato diffuso dall'Ufficio Media del governo locale, sarebbero almeno 100.000 i bambini sotto i due anni in pericolo di vita, inclusi 40.000 neonati, "a rischio morte nei prossimi giorni". Lo riporta Al Jazeera. "Stiamo assistendo a un lento sterminio deliberato di neonati, le cui madri sono costrette ad allattarli con sola acqua da giorni", denuncia la nota, parlando di "una politica di fame ed eliminazione perseguita dall'occupazione israeliana". Le autorità di Gaza attribuiscono la crisi alla chiusura prolungata dei valichi e all'impedimento dell'ingresso di beni essenziali.

Idf, Gaza bombardata 100 volte in 24 ore e attacco terra

In barba agli appelli della comunità internazionale a porre fine al calvario dei civili a Gaza, l'esercito israeliano ha riferito di aver bombardato l'enclave palestinese 100 volte in 24 ore, oltre all'espansione del suo attacco terrestre. L'Idf ha affermato che i suoi aerei da guerra hanno attaccato più di 100 "obiettivi terroristici" in tutta Gaza nel corso della giornata odierna per supportare le forze di terra invasori. A Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza, l'esercito israeliano ha affermato che la sua 36a Divisione sta operando per "estendere il combattimento contro ulteriori obiettivi e distruggere le infrastrutture terroristiche". In una dichiarazione congiunta con l'agenzia di sicurezza Shin Bet, l'esercito ha affermato di aver collaborato per uccidere un combattente palestinese che stava cercando di sferrare un attacco esplosivo contro le forze israeliane. Ha inoltre riferito che tunnel di combattimento e depositi di armi sono stati distrutti nel corso dell'operazione.

Le Monde con Macron sulla Palestina, “chi non fa niente sbaglia”

Ciò che è in gioco rende ormai impossibile soddisfarsi dell'immobilismo e del temporeggiamento. Che altri alleati della Francia trovino il loro tornaconto in questa rinuncia, non conferisce loro nessuna virtù. E' forse già troppo tardi per salvare la soluzione a due stati. Aspettare senza fare niente è la garanzia che presto non ci sarà più niente da riconoscere. Definitivamente": lo scrive il quotidiano francese Le Monde, in un editoriale che appare nel numero in edicola oggi pomeriggio, con il titolo "La logica del riconoscimento della Palestina". Per il quotidiano, "tentare, anche senza la minima garanzia di successo, di frenare l'ingranaggio non è l'unico argomento a favore del riconoscimento della Palestina", aggiungendo poi che "la fedeltà ai valori che la Francia ha sempre detto di difendere, a cominciare dal sostegno alle legittime aspirazioni all'autodeterminazione dei palestinesi su una terra conquistata con la forza da Israele nel 1967, porta anch'essa a questa decisione". Per Le Monde, "la soluzione a due stati è la garanzia di un'irrimediabile sconfitta di Hamas, poiché sancisce ancor più la legittimità dello stato ebraico dopo il riconoscimento di Israele da parte dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) del 1988 e del 1993". Lo stesso quotidiano, in un'analisi dal titolo "Macron coglie di sorpresa i partiti politici", scrive che con l'annuncio, il presidente "ha provocato numerose reazioni politiche nel paese. La sinistra, che insisteva su forza questa proposta, è stata costretta ad applaudire. Nel campo macroniano, diviso sulla questione, l'appoggio è moderato. La destra e l'estrema destra assicurano sempre di difendere una soluzione a due stati ma criticano il calendario scelto".

Onu, aiuti a Gaza per via aerea costosi e inefficienti

Sebbene il lancio di aiuti per via aerea sulla Striscia di Gaza possa essere utile, le Nazioni Unite affermano che i lanci aerei "sono il modo più costoso e inefficiente" per far arrivare gli aiuti nella zona, definendo la mossa una "distrazione dall'inazione" del governo israeliano. Lo riporta la Bbc riferendo dell'apertura di Israele a questa modalità di aiuto umanitario. Mentre gli allarmi sulla carestia a Gaza si intensificano, anche il Programma Alimentare Mondiale (WFP) delle Nazioni Unite afferma che la crisi alimentare ha raggiunto "nuovi e sorprendenti livelli di disperazione", con quasi un terzo degli abitanti di Gaza "che non mangia da giorni". Secondo l'Onu, questo metodo di distribuzione degli aiuti ha una portata molto più limitata, e al contempo comporta costi maggiori, portando molte organizzazioni internazionali a sostenere che potenziare altri meccanismi più tradizionali sarebbe un modo più efficace per affrontare la crisi umanitaria.

Media, una neonata morta di malnutrizione a Gaza

Una neonata è morta oggi di malnutrizione nella Striscia di Gaza, riporta Al Jazeera. Si tratta di Zainab Abu Halib, la cui famiglia ha raccontato all'emittente di averla vista morire lentamente ogni giorno, a causa della mancanza di cibo e di cure mediche. Il suo decesso porta a 123 il numero dei palestinesi morti a causa di malnutrizione a Gaza, di cui almeno 84 bambini e neonati.

Hamas, sorpresi da Trump. Israele vero ostacolo per pace

Hamas ha respinto l'accusa del presidente americano Donald Trump di non avere mai voluto la pace. "Siamo sorpresi dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Trump e, prima di lui, dell'inviato speciale degli Stati Uniti Witkoff, che contraddicono la valutazione dei mediatori sulla posizione del movimento e non sono coerenti con il corso del processo negoziale, che stava facendo progressi reali", ha dichiarato Izzat al Rishq, membro dell'ufficio politico di Hamas. Al Rishq ha ribadito la volontà del gruppo palestinese, "mostrata fin dall'inizio dei negoziati", di raggiungere "un accordo globale per porre fine all'aggressione a Gaza". Le accuse dovrebbero essere rivolte all'altra parte, ha sottolineato. "Le dichiarazioni americane trascurano il vero ostacolo a tutti gli accordi: il governo Netanyahu, che elude i suoi impegni", ha detto al Rishq. Nella nota, l'esponente di Hamas ha ricordato che l'ultima risposta al testo per un cessate il fuoco di 60 giorni promosso dagli Stati Uniti è stata "positiva e flessibile a tutti i commenti". Si chiede solo che "le sue clausole siano rafforzate", in particolare sul versante umanitario "per garantire un massiccio flusso di aiuti e la loro distribuzione attraverso le Nazioni Unite e le sue agenzie autorizzate, senza interferenze israeliane", ha sottolineato. "Eravamo interessati a ridurre l'estensione delle zone cuscinetto in cui l'occupazione rimarrà per i 60 giorni e a evitare aree densamente popolate per garantire il ritorno della maggior parte della nostra gente alle loro case", ha spiegato ancora.

Starmer, Regno Unito pronta a inviare aiuti a Gaza per via aerea

Il Regno Unito è pronto a giocare un ruolo di primo piano nell'invio di aiuti a Gaza per via aerea, come recentemente autorizzato da Israele e il riconoscimento dello Stato di Palestina sarà poi un ulteriore passo, ma deve "essere parte di un piano più ampio che alla fine si traduca in una soluzione a due Stati e in una sicurezza duratura per palestinesi e israeliani". Lo ha affermato il premier britannico Keir Starmer in una intervista al Mirror. "La notizia che Israele permetterà ai Paesi di lanciare aiuti via aerea a Gaza è arrivata troppo tardi, ma faremo tutto il possibile per far arrivare gli aiuti attraverso questa via", ha detto Starmer, descrivendo le immagini provenienti dalla Striscia come "assolutamente orribili". Tra le proposte, l'accoglienza di un maggior numero di bambini palestinesi nel Regno Unito per cure mediche specialistiche. Il premier ha poi aggiunto che il Regno Unito sta già collaborando con la Giordania per far arrivare gli aiuti britannici sugli aerei e nella Striscia, un sistema che le agenzie umanitarie hanno tuttavia giudicato insufficiente. Nei giorni scorsi un terzo dei parlamentari ha firmato una lettera chiedendo al governo di riconoscere uno Stato palestinese.

Iran: almeno 8 morti in attentato al tribunale di Zahedan

In Iran, un attacco "terroristico" contro il tribunale provinciale del Sistan e del Baluchistan, nella città di Zahedan, ha causato almeno otto morti e 13 feriti. Il bilancio ancora provvisorio è stato diffuso da fonti della magistratura. Il sito Iran International ha riferito che l'attacco armato è stato rivendicato da Jaish al-Adl. Il gruppo, definito "organizzazione terroristica" sia dalla Repubblica Islamica che gli Stati Uniti, ha compiuto negli ultimi anni attacchi contro posizioni del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e forze militari nella provincia del Sistan e del Baluchistan.

Media Iran, attacco a base Pasdaran nel nord-ovest

La tv di Stato iraniana riporta un attacco contro la base delle Guardie Rivoluzionarie a Sardasht, nella provincia nord-occidentale dell'Azerbaigian Occidentale, durante il quale una persona è stata uccisa e un'altra è rimasta ferita.

Al macero aiuti umanitari di 70 tir

Il contenuto di circa 70 camion di aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza è stato distrutto dopo che il cibo e le medicine che trasportavano erano scaduti. I camion, la maggior parte dei quali in attesa di essere ritirati dalle Nazioni Unite al valico di Kerem Shalom, contenevano cibo secco, alimenti per neonati e medicinali.

Onu, quasi una persona su 3 a Gaza rimane per giorni senza cibo

Quasi una persona su tre nella Striscia di Gaza rimane per giorni senza mangiare, ha avvertito il Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite, aggiungendo che nella Striscia "la malnutrizione è in aumento, con 90.000 donne e bambini che hanno urgente bisogno di cure". Nonostante gli sforzi fatti finora, si legge sul sito dell'agenzia, la quantità di aiuti alimentari consegnati rappresenta "ancora una minima parte di ciò di cui una popolazione di oltre due milioni di persone ha bisogno per sopravvivere". Il Pam sottolinea che "l'accesso a prodotti freschi e nutrienti essenziali come frutta, verdura, carne, pesce e latticini richiede il ripristino dei carichi commerciali a Gaza". Alla data di ieri, prosegue la nota, circa 3.500 tonnellate di aiuti (equivalenti a 300 camion) erano pronti per essere prelevati dalle aree di stoccaggio e portati a Gaza per la distribuzione. L'agenzia afferma inoltre che solo due valichi di frontiera sono stati abilitati all'uso da parte dei suoi camion e sottolinea che "sono necessari percorsi più affidabili e sicuri per i convogli all'interno di Gaza", così come un maggior numero di autisti rispetto ai soli 60 approvati ad oggi dalle autorità per trasportare assistenza alimentare vitale nella Striscia.

Idf, sirene per razzo da Khan Younis. Nessuna vittima

In Israele le sirene sono scattate questa mattina nella regione di confine con Gaza per un razzo lanciato dal sud dell'enclave palestinese, senza causare danni nè vittime. Lo ha riferito un portavoce dell'Idf dopo l'attivazione delle sirene. "Il razzo è apparentemente caduto in uno spazio aperto, senza vittime", ha dichiarato, precisando che il proiettile è stato lanciato da Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.

Riparte la diplomazia all’Onu sulla soluzione dei due Stati

Spinti dalla decisione francese di riconoscere la Palestina, gli Stati membri dell'ONU – scrive la France Presse – tenteranno la prossima settimana di infondere nuova linfa alla soluzione dei due Stati, israeliano e palestinese. Una riunione a cui non parteciperà Israele. La conferenza convocata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, copresieduta dalla Francia e dall'Arabia Saudita, avrebbe dovuto tenersi a giugno al più alto livello. Rimandata a causa della guerra scatenata da Israele contro l'Iran, un primo segmento a livello ministeriale inizia lunedì a New York prima di un summit atteso a settembre.

Media: “Il blocco degli aiuti costringe Israele a distruggere il cibo scaduto”

L'Idf ha distrutto decine di migliaia di aiuti umanitari, tra cui ingenti quantità di cibo destinato ai residenti di Gaza, che si sono deteriorati e sono scaduti dopo essere rimasti in attesa per molte settimane sul lato palestinese del valico di Kerem Shalom. Lo afferma l'emittente israeliana Kan citando fonti militari. La quantità di forniture distrutte è stimata in decine di camion, una settantina secondo l’Agi (e non come riportato in primo momento in mille camion). "Abbiamo seppellito tutto e ne abbiamo persino bruciato alcune", ha dichiarato una fonte. "Ancora oggi ci sono migliaia di pacchi in attesa al sole e, se non verranno trasferiti a Gaza saremo costretti a distruggerli". La notizia della distruzione degli aiuti giunge mentre la crisi umanitaria per mancanza di cibo e beni di prima necessità peggiora di giorno in giorno a Gaza.

I commenti dei lettori