Caso Epstein, Trump attacca Clinton. Concessa l’immunità parziale a Ghislaine Maxwell e spunta l’ipotesi grazia
dal nostro inviato Paolo MastrolilliEDIMBURGO – La grazia a Ghislaine Maxwell in cambio di informazioni per incastrare Bill Clinton? È la voce che inizia a girare, sullo sfondo delle conversazioni che il dipartimento alla Giustizia Usa sta avendo con l’ex fidanzata di Jeffrey Epstein, nel carcere della Florida dove sconta la condanna a venti anni di prigione per averlo aiutato ad adescare minorenni. A maggior ragione visto che secondo la Abc, gli investigatori le hanno concesso una immunità parziale.
Per certi versi è un sospetto che ha alimentato lo stesso presidente Trump, quando partendo per la Scozia non ha escluso il perdono: «È una cosa a cui non ho pensato - ha detto alla Casa Bianca prima di decollare - ma ho l’autorità per farlo». Quindi ha aggiunto: «Parlate sempre di me, ma io sull’isola di Epstein non ci sono mai andato. Dovreste invece concentrarvi su Bill Clinton, che ci è stato oltre venti volte, o su Larry Summers», che Clinton era segretario al Tesoro.
Il viaggio nei suoi campi da golf in Scozia, Turnb…
EDIMBURGO – La grazia a Ghislaine Maxwell in cambio di informazioni per incastrare Bill Clinton? È la voce che inizia a girare, sullo sfondo delle conversazioni che il dipartimento alla Giustizia Usa sta avendo con l’ex fidanzata di Jeffrey Epstein, nel carcere della Florida dove sconta la condanna a venti anni di prigione per averlo aiutato ad adescare minorenni. A maggior ragione visto che secondo la Abc, gli investigatori le hanno concesso una immunità parziale.
Per certi versi è un sospetto che ha alimentato lo stesso presidente Trump, quando partendo per la Scozia non ha escluso il perdono: «È una cosa a cui non ho pensato - ha detto alla Casa Bianca prima di decollare - ma ho l’autorità per farlo». Quindi ha aggiunto: «Parlate sempre di me, ma io sull’isola di Epstein non ci sono mai andato. Dovreste invece concentrarvi su Bill Clinton, che ci è stato oltre venti volte, o su Larry Summers», che Clinton era segretario al Tesoro.
Il viaggio nei suoi campi da golf in Scozia, Turnberry e quello nuovo da inaugurare vicino Aberdeen, era nato come una vacanza. La realtà però si è adoperata per cambiare i programmi. La crisi di Epstein non accenna a sparire dai titoli di prima pagina, nonostante i tentativi di Trump di cambiare discorso, mentre anche il braccio di ferro sui dazi ha conquistato un ruolo di primo piano nell’agenda, con l’incontro annunciato per domenica con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, auspicabilmente per chiudere la trattativa con Bruxelles.
Per non parlare poi delle proteste che lo aspettano nella regione da dove era emigrata sua madre, Mary Anne MacLeod, a cui è intitolato il campo da golf che inaugurerà martedì. Donald non era il benvenuto da queste parti, già quando venne nei giorni del voto per il referendum sulla Brexit, ma ora secondo i sondaggi la situazione è anche peggiorata, con il 72% degli scozzesi che ha un’opinione sfavorevole del presidente americano. Pesano i contrasti che ha sempre alimentato, dall’uscita dall’Unione europea che i locali non volevano, ai dazi, gli attriti con la Nato, l’appeasement di Putin, la smaccata preferenza per Londra.
Prima di occuparsi delle proteste locali, però, il capo della Casa Bianca deve cercare di placare quelle della sua base per le relazioni pericolose col finanziere pedofilo. Todd Blanche, avvocato penalista di Trump durante il processo legato al caso della pornostar Stormy Daniels, è ora il vice segretario alla Giustizia che sta interrogando Ghislaine: cinque ore giovedì e un’altra giornata ieri. Lei è stata fotografata con uno scatolone, forse di documenti.
Secondo l’avvocato di Maxwell, David Markus, «ha indicato più di 100 persone legate a Epstein e risposto a tutte le domande in modo sincero, collaborando in pieno». Secondo la Abc, Todd ha offerto alla donna la “proffer immunity”, che in sostanza limita la possibilità’ di usare contro di lei le sue rivelazioni. Resta da capire a che scopo.
Il Wall Street Journal ha rivelato che tra le lettere di auguri ricevute da Epstein c’era anche quella di Bill Clinton, e ciò potrebbe legarsi alle accuse lanciate ieri da Donald. Se Maxwell fornisse informazioni per creare problemi legali a Bill, o comunque a dimostrare come il suo rapporto con Jeffrey fosse assai più intenso di quello di Donald, il gioco sarebbe fatto. L’attenzione del mondo Maga si sposterebbe sull’odiato Clinton, liberando Trump. Il tutto magari al prezzo di una grazia per l’ex “ape regina” Maxwell.