Trump gela Macron su Gaza: “Irrilevante il riconoscimento dello Stato palestinese”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Il più feroce tra i detrattori è stato, ancora una volta, Donald Trump. Di passaggio a Edimburgo, ha liquidato la scelta di Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato palestinese con un commento sprezzante: «Quello che dice Macron non conta, non ha alcun peso». Poi, in un lampo di sarcasmo, ha aggiunto: «È un bravo ragazzo». Già al G7 in Canada, lo scorso giugno, l’ex presidente americano aveva ironizzato: «Emmanuel sbaglia sempre».
L’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha ironizzato sull’annuncio di Macron, affermando provocatoriamente che Parigi sarebbe pronta a offrire la Costa Azzurra per ospitare il popolo palestinese.«La dichiarazione unilaterale di Macron sulla creazione di uno Stato palestinese non specificava dove si sarebbe trovato. Posso ora rivelare in esclusiva che la Francia proporrà la Costa Azzurra e che la nuova nazione si chiamerà “Franc-en-Stine”», ha scritto l’ex governatore repubblicano dell’Arkansas sul suo profilo X. La linea ufficiale…
PARIGI – Il più feroce tra i detrattori è stato, ancora una volta, Donald Trump. Di passaggio a Edimburgo, ha liquidato la scelta di Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato palestinese con un commento sprezzante: «Quello che dice Macron non conta, non ha alcun peso». Poi, in un lampo di sarcasmo, ha aggiunto: «È un bravo ragazzo». Già al G7 in Canada, lo scorso giugno, l’ex presidente americano aveva ironizzato: «Emmanuel sbaglia sempre».
L’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha ironizzato sull’annuncio di Macron, affermando provocatoriamente che Parigi sarebbe pronta a offrire la Costa Azzurra per ospitare il popolo palestinese.«La dichiarazione unilaterale di Macron sulla creazione di uno Stato palestinese non specificava dove si sarebbe trovato. Posso ora rivelare in esclusiva che la Francia proporrà la Costa Azzurra e che la nuova nazione si chiamerà “Franc-en-Stine”», ha scritto l’ex governatore repubblicano dell’Arkansas sul suo profilo X. La linea ufficiale della Casa Bianca è stata affidata al segretario di Stato Marco Rubio che ha definito «sconsiderata» la scelta francese, accusandola di «alimentare la propaganda di Hamas» e di infliggere «uno schiaffo alle vittime del 7 ottobre».
Accuse rispedite al mittente dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot: «La soluzione a due Stati è l’unica via possibile per una pace duratura. Il riconoscimento dello Stato di Palestina non è un favore a Hamas. È, al contrario, una sconfitta simbolica per il terrorismo e un segnale di sostegno a chi ha scelto la via del dialogo e della pace». In un clima geopolitico infuocato, la Francia ha rotto gli indugi e si prepara a riconoscere ufficialmente lo Stato palestinese alla prossima assemblea generale dell’Onu a settembre. Se Israele parla di “tradimento” e accusa la Francia di “resa a Hamas”, Parigi incassa invece il plauso di Russia, Cina e Arabia Saudita. Proprio con Riad, la Francia presiederà la prossima settimana a New York una riunione sull’implementazione della soluzione dei due Stati. Un incontro già previsto a giugno ma rinviato dopo l’attacco israeliano contro l’Iran.
I principali alleati europei si muovono invece con cautela. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer evitano la condanna ma definiscono «prematuro» il riconoscimento. Il primo ministro britannico ha ribadito venerdì che il Regno Unito riconoscerà lo Stato di Palestina solo nell’ambito di un accordo di pace negoziato, deludendo così molti esponenti del suo stesso partito laburista e oltre, che speravano seguisse l’esempio della Francia e agisse con maggiore rapidità: sono in totale 220 i deputati di nove partiti diversi che hanno firmato ieri un appello al premier per il riconoscimento della Palestina.
La decisione di Parigi, destinata a pesare come un macigno sulle relazioni con Washington e Tel Aviv, arriva nel momento forse più drammatico del conflitto israelo-palestinese, con una «catostrofe umanitaria in corso nella Striscia di Gaza» come scrivono in una nota Regno Unito, Francia e Germania dopo una telefonata per affrontare l’emergenza. Macron, Starmer e Merz si sono parlati nel pomeriggio con l’obiettivo di fermare la catastrofe umanitaria in atto. Le tre cancellerie europee chiedono al governo israeliano di «revocare immediatamente le restrizioni alla distribuzione di aiuti».
«La catastrofe umanitaria a cui stiamo assistendo a Gaza deve finire ora - dicono i tre leader - e rifiutare l’assistenza umanitaria essenziale alla popolazione civile è inaccettabile». Francia, Gran Bretagna e Germania ribadiscono la loro richiesta di rilascio degli ostaggi israeliani e il disarmo di Hamas e aggiungono di «opporsi fermamente a qualsiasi tentativo di imporre la sovranità israeliana sui territori palestinesi occupati». «Le minacce di annessione, gli insediamenti e la violenza dei coloni contro i palestinesi - si legge nella nota congiunta - mettono a repentaglio le prospettive di una soluzione negoziata a due stati».