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Israele - Gaza, le news del 28 luglio

Israele - Gaza, le news del 28 luglio
(reuters)
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Punti chiave

Gli attivisti della Freedom Fotilla rimasti in Israele iniziano lo sciopero della fame

Il gruppo di attivisti detenuti da Israele dopo che la loro barca carica di aiuti è stata intercettata mentre faceva rotta su Gaza ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione, stando ad Adalah, una ong locale che li assiste. Almeno cinque dei 21 passeggeri della Freedom Flotilla Handala hanno accettato di essere rimpatriati dopo aver tentato di rompere il blocco militare imposto da Israele sulla Striscia; alcuni dei rimanenti "hanno detto al tribunale che rimangono in uno sciopero della fame aperto in protesta per la loro detenzione illegale", spiega l'ong.

A Gaza 70 morti nella giornata che sarebbe dovuta essere di “pausa tattica”

E' di una settantina di morti il bilancio delle vittime in una giornata che sarebbe dovuta essere di 'pausa tattica' per permettere l'arrivo di aiuti umanitari a Gaza. Secondo fonti sanitarie di Hamas, 21 persone sono state uccise vicino a punti di distribuzione di aiuti umanitari. La maggior parte delle vittime, 56, è morta nelle vicinanze della città di Khan Yunis, altri nove palestinesi sono stati uccisi in varie zone inclusi cinque colpi d'arma da fuoco vicino a un punto di distribuzione di cibo. A Gaza City, almeno cinque persone sono state uccise in attacchi che hanno preso di mira una scuola e un edificio residenziale. Dall'inizio della guerra a Gaza almeno 59.921 abitanti dell'enclave sono morti a causa dei raid israeliani. Il bilancio di Hamas non include le vittime di malnutrizione o altre cause indirette del conflitto.

Gli Stati Uniti attaccano la conferenza Onu sulla Palestina

Gli Stati Uniti attaccano la conferenza dell'Onu sulla Palestina definendola una "trovata pubblicitaria" che "rafforza Hamas". La portavoce del dipartimento di Stato, Tammy Bruce, ha anche criticato in una nota il presidente francese Emmanuel Macron. "Il suo riconoscimento di uno stato palestinese è stato è controproducente e incoraggia Hamas e la sua ostruzione al cessate il fuoco e indebolisce notevolmente i nostri sforzi diplomatici per porre fine alle sofferenze a Gaza, liberare gli ostaggi e guidare l'intero Medio Oriente verso un futuro più luminoso e prospero"

L’Ue propone stop parziale della partecipazione di Israele a Horizon

La Commissione europea propone di sospendere parzialmente l'accesso di Israele al programma europeo di finanziamento alla ricerca Horizon. Questa sospensione, spiega l'esecutivo Ue, è conseguenza alla revisione dell'art. 2 dell'Accordo di associazione UE-Israele. "Il rispetto degli obblighi" dell'articolo 2 "costituisce una parte essenziale della cooperazione Ue-Israele nell'ambito dell'Accordo, anche per la cooperazione bilaterale scientifica.

Siglato un accordo tra Praga e Ordine di Malta per l’emergenza a Gaza

Un contributo concreto per rispondere all'emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza. È il cuore dell'accordo siglato oggi al Palazzo Magistrale a Roma tra la Repubblica Ceca e il Sovrano Ordine di Malta, grazie al quale Praga donerà 80.000 euro per sostenere i progetti di assistenza medica, sociale e umanitaria dell'Ordine, in collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, a Gaza. "L'iniziativa - spiega una nota - mira a rafforzare i servizi medici di emergenza e l'accesso a cure di base per le fasce più vulnerabili della popolazione, duramente colpita dalle conseguenze del conflitto in corso".

Madrid convoca l’incaricato affari di Israele per l’arresto degli attivisti di Freedom Flotilla

Madrid ha convocato l'Incaricato d'affari di Israele in Spagna, Dan Poraz, per protestare contro l'arresto dei due attivisti spagnoli, Santiago Gonzalez Vallejo e Sergio Toribio, che erano a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla Coalition. Ne hanno dato notizia fonti del ministero degli Esteri spagnolo. A essere convocato è stato l'Incaricato d'affari in quanto Israele non ha un ambasciatore in Spagna da un anno, dopo che la diplomatica Rodica Radian-Gordon è stata richiamata da Tel Aviv in seguito all'annuncio del premier spagnolo Pedro Sanchez di voler riconoscere lo Stato palestinese. Il ministero aveva già convocato Poraz di recente per protestare contro il sequestro dell'altra nave della Freedom Flotilla Coalition, la Madleen, bloccata anche questa mentre cercava di portare aiuti a Gaza.

Le Germania annuncia un ponte aereo umanitario per Gaza

La Germania organizzerà con la Giordania un "ponte aereo di beni umanitari per Gaza", ha annunciato lunedì Friedrich Merz, per aiutare la popolazione di questo territorio che, secondo le Nazioni Unite, sta affrontando "livelli allarmanti" di malnutrizione. "Il ministro della Difesa Boris Pistorius collaborerà a stretto contatto con Francia e Gran Bretagna, anch'esse pronte a organizzare un ponte aereo per consegnare cibo e forniture mediche", ha aggiunto il cancelliere durante una conferenza stampa a Berlino. "Sappiamo che questo rappresenta solo un aiuto minimo per la popolazione di Gaza, ma è comunque un contributo che siamo lieti di dare", ha dichiarato Merz, che domani riceverà Re Abdullah II di Giordania a Berlino.

Putin propone a Netanyahu la mediazione con l’Iran sul nucleare

Vladimir Putin ha proposto la mediazione di Mosca sulla questione del programma nucleare iraniano. L'offerta del presidente russo è venuta durante una conversazione con Benjamin Netanyahu di cui ha dato conto il Cremlino.

Commissione Ue valuta lo stop a Israele al programma per l’innovazione Horizon

La Commissione europea valuta la sospensione parziale dell'accordo Ue-Israele relativo alla partecipazione di Israele al programma Horizon Europe, il programma quadro per la ricerca e l'innovazione. Lo si apprende dal programma della riunione odierna del Collegio dei commissari.

Guterres contro Israele: “Nulla giustifica la distruzione a Gaza”

Nel suo intervento alla conferenza su "due popoli due Stati", in corso al Palazzo di Vetro, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha attaccato Israele. "Nulla - ha detto - può giustificare gli orribili attacchi terroristici del 7 ottobre da parte di Hamas e la presa di ostaggi, atti che ho condannato ripetutamente". "E nulla - ha aggiunto - può giustificare la distruzione di Gaza che si e' consumata sotto gli occhi del mondo. La fame della popolazione.
L'uccisione di decine di migliaia di civili. L'ulteriore frammentazione dei Territori Occupati. L'espansione degli insediamenti. L'aumento della violenza da parte dei coloni contro i palestinesi". "E il sostegno - ha continuato Guterres - espresso in una dichiarazione della Knesset (il parlamento israeliano, ndr) votata la scorsa settimana, all'annessione della Cisgiordania occupata". "Sia chiaro - ha sottolineato - l'annessione strisciante della Cisgiordania occupata è illegale. La distruzione di Gaza è intollerabile".

La Spagna lancerà dagli aerei 12 tonnellate di cibo a Gaza

La Spagna lancerà mediante paracadute 12 tonnellate di cibo a Gaza il prossimo venerdì, per fare fronte alla minaccia di carestia incombe sui cittadini della Striscia. Lo annuncia il premier Pedro Sanchez, uno dei leader europei più critici nei confronti dell'offensiva militare israeliana nel territorio, dichiarando durante una conferenza stampa che la consegna avrà luogo dalla Giordania utilizzando aerei dell'aeronautica militare spagnola. "La carestia a Gaza è una vergogna per tutta l'umanità e fermarla è quindi un imperativo morale", ha aggiunto. L'operazione è un raro esempio di una nazione europea che si unisce ai Paesi del Medio Oriente nell'invio di aiuti per via aerea. Il ministero della Difesa spagnolo ha dichiarato che gli aiuti alimentari saranno consegnati in maniera simile a quanto fatto da Madrid a marzo
2024 con la consegna di 26 tonnellate di cibo.

Starmer: “Gli inglesi sono inorriditi, a Gaza catastrofe tremenda”

L'opinione pubblica del Regno Unito è "inorridita" dalle scene che arrivano dalla Striscia di Gaza. Lo ha detto il premier britannico, Keir Starmer. In Scozia, al fianco del presidente americano Donald Trump per l'incontro nel suo golf club di Turnberry, ha descritto la situazione nell'enclave palestinese come una "catastrofe tremenda". "È una crisi umanitaria, una catastrofe tremenda - ha detto Starmer al suo arrivo - Nessuno vuole vedere questo. Penso le persone nel Regno Unito siano inorridite per quello che stanno vedendo sugli schermi, quindi dobbiamo arrivare a quel cessate il fuoco"

Media: negoziatori israeliani negli Usa per incontrare Witkoff e Rubio

Gli inviati del premier israeliano Benyamin Netanyahu, il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer e il capo del Consiglio per la Sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi, sono partiti nella notte tra domenica e lunedì per gli Stati Uniti. Nel corso della settimana incontreranno tra gli altri l'inviato per il Medio Oriente della Casa Bianca Steve Witkoff e il segretario di Stato Marco Rubio per colloqui sui negoziati per la tregua a Gaza, la liberazione degli ostaggi e sul dossier iraniano. Lo riporta Channel 12 citando un alto funzionario israeliano.

Tajani sente Pizzaballa: “Condanna del nuovo attacco dei coloni a Taybeh”

"Ho telefonato al cardinale Pierbattista Pizzaballa per esprimere la mia solidarietà dopo l'ennesimo attacco violento di coloni israeliani in Cisgiordania, questa volta contro il villaggio cristiano di Taybeh. Il Governo di Israele ha l'obbligo di agire", "cristiani e musulmani di Cisgiordania meritano di vivere in pace e di essere protetti. I coloni continuano a superare ogni limite pur sapendo che i cristiani rappresentano un elemento di stabilità" Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, aggiungendo: "Valuteremo assieme a partner dell'Unione Europea l'adozione di nuove sanzioni nei confronti dei coloni violenti".

Media: Hamas chiede la scarcerazione di 30 ergastolani in cambio della liberazione di ogni ostaggio

Hamas ha chiesto nei giorni scorsi il rilascio di 30 detenuti palestinesi condannati all'ergastolo per il rilascio di ogni ostaggio israeliano ancora in vita: lo riferisce un diplomatico coinvolto nelle trattative, citato da Haaretz. Secondo la fonte, la richiesta significherebbe la liberazione di tutti i 288 detenuti palestinesi attualmente incarcerati a vita in Israele, compresi quelli che finora lo Stato ebraico ha rifiutato categoricamente di rilasciare, per la gravità degli attentati per i quali sono stati condannati. Il diplomatico ha sottolineato che questa nuova posizione di Hamas segnala un cambio di approccio: il movimento islamista intende considerare tutti gli ostaggi rimasti come equivalenti a soldati dell'Idf, anche se non tutti lo sono. La mossa rischia di irrigidire ulteriormente le trattative, già complicate da mesi di stallo, mentre in Israele cresce la pressione pubblica per riportare a casa i rapiti ancora in mano a Gaza.

Ambasciatore Germania in Israele: “I coloni sono criminali”

"Che attacchino un villaggio cristiano o una comunità di pastori palestinesi musulmani, questi coloni estremisti possono affermare che Dio abbia dato loro la terra. Ma non sono altro che criminali abominevoli per qualsiasi fede". Lo scrive su X l'ambasciatore tedesco in Israele Steffen Seibert, commentando l'attacco da parte di coloni israeliani a Taybeh, un villaggio cristiano vicino a Ramallah, in Cisgiordania.

Trump: “L’Iran si è intromesso tra Israele e Hamas”

"L'Iran sta inviando segnali molto negativi per essere un Paese che è stato appena schiacciato". Lo ha detto Donald Trump accusando Teheran di "essersi intromessa nelle negoziazioni a Gaza mandando segnali ad Hamas".

Trump: “Israele ha una grande responsabilità sugli aiuti a Gaza”

"Israele ha una grande responsabilità per il flusso degli aiuti a Gaza": lo ha detto Donald Trump alla fine del bilaterale col premier britannico Keir Starmer "Possiamo salvare molte persone, c'è una fame vera, non puoi fingere", ha aggiunto.

Lettera di 58 ex ambasciatori Ue: “Agire nei confronti di Israele”

"Siamo rimasti sconvolti e indignati dal massacro di israeliani innocenti e dalla presa di ostaggi del 7 ottobre 2023. Oggi, tuttavia, assistiamo all'orribile spettacolo di Israele che compie quotidianamente crimini di atrocità contro il popolo palestinese - soprattutto a Gaza, ma anche nella Cisgiordania". È quanto si legge in una lettera di 58 ex ambasciatori dell'Ue diretta ai vertici dell'Unione. Nella missiva i diplomatici chiedono "con urgenza a tutti i leader e i governi dell'Ue, in particolare a quelli che lo hanno impedito al Cae, di agire contro le gravi violazioni umanitarie e dei diritti umani di Israele". Le azioni richieste nella lettera, indirizzata a Ursula von der Leyen, Roberta Metsola, Antonio Costa e Kaja Kallas, sono le seguenti:
1. Riprendere immediatamente le consegne di aiuti internazionali su larga scala e inondare la Striscia di Gaza con forniture umanitarie, nel pieno rispetto dei principi fondamentali del diritto umanitario internazionale.
2. Sospendere con effetto immediato tutte le esportazioni di armi e di prodotti a duplice uso verso Israele.
3. Vietare il commercio con gli insediamenti illegali di Israele nei territori palestinesi occupati e proibire le relazioni commerciali e di investimento dell'Ue e degli Stati membri con qualsiasi entità o società che svolga attività commerciale negli insediamenti illegali di Israele o che ne tragga vantaggio.
4. Sospendere tutti gli accordi commerciali preferenziali per Israele nell'ambito dell'Accordo di associazione.
5. Annullare la partecipazione di Israele a Horizon Europe e a tutti i programmi di ricerca a doppio uso, accademici e di tecnologia dell'Ue.
6. Imporre sanzioni mirate a ministri, funzionari di governo, comandanti militari, e coloni violenti israeliani responsabili di crimini di guerra, crimini contro l'umanità, facilitazione del genocidio e attuazione del terrorismo sancito dallo Stato.
7. Sostenere i meccanismi giudiziari internazionali e nazionali - tra cui la Corte penale internazionale e i tribunali nazionali sotto giurisdizione universale - per assicurare i responsabili alla giustizia.
8. Fornire sostegno politico, legale e finanziario alle vittime civili palestinesi, ai difensori dei diritti umani e alle organizzazioni umanitarie che operano in condizioni impossibili.
9. Riconoscere la statualità palestinese in occasione della conferenza delle Nazioni Unite a New York del 28/29 luglio, per creare il prerequisito necessario per una soluzione a due Stati.

Idf: lanciati da aerei 20 pacchi di aiuti per Gaza

Le forze armate israeliane hanno lanciato oggi 20 pacchi di aiuti umanitari su Gaza. Lo ha riferito la stessa Idf su Telegram. "In conformità con le direttive della dirigenza politica e nell'ambito della cooperazione tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Giordania, l'Idf, guidata dal Cogat, sta proseguendo la serie di azioni per migliorare la risposta umanitaria nella Striscia di Gaza", si legge, "nelle ultime ore sono stati lanciati 20 pacchi di aiuti contenenti generi alimentari per i residenti della Striscia di Gaza meridionale e settentrionale".

Trump: “A Gaza molta gente affamata, non sono d’accordo con Netanyahu”

"Sulla base di quello che vedo in televisione, direi che non sono particolarmente d'accordo, perché quei bambini sembrano molto affamati". Così Donald Trump ha affermato rispondendo alle domande dei giornalisti che, al momento del suo incontro oggi in Scozia con Keir Starmer, gli hanno chiesto se sia d'accordo con Benjamin Netanyahu che sostiene che non cc’ fame a Gaza. "C'è molta gente affamata" a Gaza, ha detto ancora Trump. Interpellato da un giornalista sulle affermazioni con cui il governo Netanyahu ha negato una carestia nella Striscia di Gaza, Trump ha risposto: "Non so, basandomi sulle immagini della televisione quei bambini sembrano molto affamati". Ha quindi aggiunto che ora gli Usa "stanno mandando molto denaro, e altre nazioni stanno incrementando gli aiuti, inclusa questa" (il Regno Unito). Il presidente americano, alla domanda se Israele stesse facendo abbastanza per prevenire le vittime civili, ha poi replicato: "Non credo che nessuno sia sta facendo nulla di grande laggiù, l'intero posto è un macello. Ora servono cibo e sicurezza". Nel contempo il presidente americano ha ribadito che gli ostaggi nelle mani di Hamas, essendosi ridotti a suo dire a circa 20, "non vengono rilasciati" perché sono gli ultimi "scudi umani" per i miliziani e che "qualcosa di diverso deve essere fatto". A Gaza, gli ha fatto eco Starmer, "la crisi umanitaria c'è" ed è "una catastrofe assoluta". "Nessuno vuole vedere scene del genere, la gente in Gran Bretagna è indignata, serve un cessate il fuoco e noi ringraziamo il presidente per la sua leadership in questa direzione", ha aggiunto, non senza evocare anche la necessità che Hamas "liberi gli ostaggi" israeliani superstiti.

Starmer vuole parlare con Trump: “Indicibile la fame a Gaza”

"L'indicibile sofferenza e la fame" della popolazione palestinese "di Gaza" sono al centro dell'agenda del premier britannico Keir Starmer nell'ambito dell'incontro con il presidente americano Dondal Trump iniziato in questi minuti a Turnberry, in uno dei golf-club di lusso di proprietà dalla famiglia di The Donald in Scozia. Lo riferisce un portavoce di Downing Street, aggiungendo che il colloquio è dedicato anche a discutere "dell'attuazione" dell'accordo bilaterale Usa-Gb sul contenimento dei dazi raggiunto nei mesi scorsi dai due leader.

Rimpatriato in Italia l’attivista italiano della nave Flotilla

Questa mattina, l'attivista italiano Antonio Mazzeo tornerà all'aeroporto di Fiumicino, ha annunciato su Facebook l'organizzazione non governativa "Un ponte per", dopo essere stato arrestato in acque internazionali dall'esercito israeliano insieme ad altri attivisti diretti a Gaza. "Mazzeo, parte dell'equipaggio della Freedom Flotilla, e' stato sequestrato con l'imbarcazione Handala durante un'operazione di pirateria in acque internazionali da parte dell'Esercito israeliano (Idf). Sara' rimpatriato con un volo proveniente da Tel Aviv. Andiamo insieme ad accoglierlo e a portargli la nostra solidarieta' e vicinanza" si legge sulla bacheca Facebook della ong. Altri 12 attivisti dei 21 arrestati a bordo della Flotilla, tra cui l'italiano Antonio La piccirella, risultano ancora detenuti, ha fatto sapere nelle scorse ore l'associazione di avvocati per i diritti umani "Hadalah", mentre due sono stati rilasciati, tre rimpatriati e di quattro non si conosce ancora la sorte. La nave "Handala" della Freedom flotilla era salpata da Siracusa il 13 luglio con un equipaggio internazionale per portare, secondo i suoi promotori, "aiuti umanitari salvavita e un messaggio di solidarieta' da parte delle persone di tutto il mondo che si rifiutano di restare in silenzio mentre Gaza viene lasciata morire di fame, bombardata e sepolta sotto le macerie". La nave, ha reso noto un comunicato della Freedom Flotilla Coalition circolato ieri, e' stata attaccata in acque internazionali dall'esercito israeliano, alle 23 e 43 del 26 luglio. Gli attivisti hanno indetto uno sciopero della fame per protesta.

Il ministro israeliano dell’Istruzione: “Nessuna possibilità che gli ostaggi siano liberati con l’accordo”

Non c'è alcuna possibilità di riportare a casa gli ostaggi tramite un accordo. Lo ha affermato il ministro israeliano dell'Istruzione Yoav Kisch, puntando il dito contro l'intransigenza di Hamas. "La possibilità di riportare indietro gli ostaggi tramite un accordo è pari a zero", ha dichiarato Kisch all'emittente pubblica di Kan. "Dobbiamo concentrarci su come raggiungere gli obiettivi di guerra sapendo che Hamas non rilascerà gli ostaggi", ha aggiunto.

Hamas: 16 morti in un raid di Israele a Gaza

Sedici palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani a Gaza, tra cui cinque in un bombardamento notturno su un edificio residenziale nel distretto di Al-Mawasi, nella parte meridionale della Striscia. Lo ha riferito Mahmud Bassal, portavoce della protezione civile nell'enclave palestinese gestita da Hamas. Tra le vittime c'è anche una donna incinta, ha dichiarato la Mezzaluna Rossa Palestinese, aggiungendo che le sue squadre hanno salvato il feto eseguendo un taglio cesareo in un ospedale da campo. Altre cinque persone sono state uccise in un attacco aereo a Khan Yunis e sei persone sono state uccise in due attacchi separati a Gaza City e nella zona centrale di Gaza, ha aggiunto il portavoce della protezione civile. L'ospedale Al-Awda di Gaza centrale, nel campo di Nuseirat, ha riferito che una persona è stata uccisa e nove ferite quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco sui palestinesi in attesa di aiuti nella zona centrale di Gaza.

Nuovo attacco di coloni israeliani a Taybeh: incendiate diverse auto

"Condanniamo questo attacco terroristico e chiediamo un'indagine internazionale, giustizia per i responsabili e azioni concrete contro chi istiga all'odio". È la presa di posizione del Forum dei cristiani della Terra Santa dopo un nuovo episodio di violenza avvenuto all'alba di questa mattina nel villaggio palestinese cristiano di Taybeh. Intorno alle ore 2.30, alcuni coloni israeliani mascherati hanno incendiato almeno tre automobili e imbrattato i muri con graffiti minacciosi in ebraico: "Fuori gli arabi o morte" e "La tua casa se ne pentirà". Lo riferisce il Sir.

Tajani: A favore dello Stato di Palestina, è una questione di tempo”

"Molti quando erano in servizio, non si erano mai espressi a favore del riconoscimento dello Stato della Palestina. Non c'era mai stata una richiesta da parte di questi ex diplomatici in pensione. Rispetto la loro opinione poi il governo prende le sue decisioni. Noi siamo a favore del riconoscimento dello Stato della Palestina, è una questione di tempi, non di sostanza. Noi come primo obiettivo abbiamo quello di raggiungere la pace". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo - dalla sede di Forza Italia - ad una domanda sulla lettera degli ex ambasciatori in cui si chiede alla premier Giorgia Meloni di riconoscere lo Stato della Palestina.

Hamas: in 24 ore a Gaza 14 morti per fame

Nelle ultime 24 ore altri 14 palestinesi sono morti per fame a Gaza, portando il bilancio complessivo a 147, inclusi 88 bambini. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas. (

Borrell: “La commissione Ue muta di fronte al genocidio a Gaza”

L'ex Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri Josep Borrell ha criticato duramente l'inazione dell'Ue di fronte al governo "criminale" del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Alcuni paesi, come la Germania, credono di avere una responsabilità storica per l'Olocausto, ha spiegato prima della conferenza inaugurale del campus internazionale Ciudad de La Laguna a Tenerife. Ma "far pagare ai palestinesi la nostra colpa storica e' una totale assurdità " che sta causando "un altro genocidio". La Commissione europea, ha sottolineato, "non alza la voce, non dice nulla, non fa nulla". Potrebbe, per esempio, sospendere l'accordo di associazione con Israele, ma e' divisa. Alcuni paesi, come la Spagna e l'Irlanda, con il loro atteggiamento fermo hanno salvato l'onore dell'Europa. Ma non basta. "E quest'estate sarà ricordata come l'estate di un altro genocidio", ha sottolineato.

Media: sospeso il piano israeliano per la creazione di una “città umanitaria” a Rafah

Il progetto israeliano per la creazione di una "città umanitaria" sulle rovine di Rafah, destinata a centinaia di migliaia di palestinesi come primo passo per il loro trasferimento volontario è stato sospeso. Lo ha riferito a Ynet una fonte della sicurezza di alto livello: "Non c'è una decisione di procedere né un piano alternativo. Il governo era convinto di andare verso un accordo sugli ostaggi che includesse ritiri dal sud della Striscia, ora sembra che abbia abbandonato l'iniziativa che per ora è accantonata".

Parolin: “Israele non ripeta gli errori”

"Tocca a Israele trovare la maniera di far sì che questi errori non si ripetano. Se si vuole si può trovare la maniera". Così il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine di un evento del Giubileo, sull'attacco israeliano alla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza. "Non ho altri elementi per fare una valutazione differenti. Non abbiamo potuto fare un'indagine indipendente. Prendiamo come buoni i risultati da parte dell'esercito israeliano insistendo perché si stia attenti perché l'impressione è che tante volte questi errori si ripetano. Bisognerà porre una particolare attenzione per evitare che i luoghi di culto e le istituzioni umanitarie possano essere colpiti", ha proseguito Parolin sottolineando la situazione "insostenibile" a Gaza e la necessità di aiuti umanitari: "Spero ci siano perché la situazione é insostenibile e lì una nuova arma ì quella della carestia e della mancanza di cibo".

Gaza, nel primo giorno di pausa umanitaria distribuiti 120 camion di aiuti

Oltre 120 camion di aiuti alimentari sono stati distribuiti dalle Nazioni Unite e dalle agenzie umanitarie a Gaza nel primo giorno di pausa umanitaria nei combattimenti in una parte della Striscia. "Oltre 120 camion sono stati ritirati e distribuiti ieri dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali" e "altri 180 camion sono entrati a Gaza e sono ora in attesa di essere ritirati e distribuiti, insieme a centinaia di altri ancora in coda", ha dichiarato il Cogat che sovrintende le attività civili israeliane nei Territori palestinesi. Inoltre Israele, Giordania ed Emirati Arabi Uniti hanno effettuato lanci di piccoli quantitativi di aiuti con paracaduti.

Guteress: “Non usare la fame come arma di guerra”

La fame non deve mai essere usata "come arma di guerra", come nei conflitti in corso a Gaza e in Sudan. Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, in un video messaggio diffuso al Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari (UNFSS+4), in corso ad Addis Abeba, in Etiopia.
"I conflitti continuano a diffondere la fame a Gaza, in Sudan e altrove. La fame alimenta l'instabilità e mina la pace. Non dobbiamo mai accettare la fame come arma di guerra", ha affermato Guterres. Ieri, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha avvertito che i tassi di malnutrizione nella Striscia di Gaza stanno raggiungendo "livelli allarmanti", con "un picco di decessi a luglio". Dei 74 decessi correlati alla malnutrizione registrati dall'inizio dell'anno, 63 si sono verificati questo mese, inclusi 24 bambini sotto i cinque anni, un bambino sopra i cinque anni e 38 adulti, ha affermato l'agenzia delle Nazioni Unite. Il Sudan, da parte sua, è precipitato in una violenta guerra civile dall'aprile 2023 tra l'esercito, che controlla il centro, il nord e l'est del terzo paese più grande dell'Africa, e le Forze di Supporto Rapido (Rsf), paramilitari che controllano quasi l'intera regione occidentale del Darfur. Il conflitto, che ha causato decine di migliaia di morti e costretto oltre 14 milioni di persone a fuggire dalle proprie case e abitazioni, ha causato "la peggiore crisi umanitaria al mondo", secondo le Nazioni Unite.

Hamas: “Ieri quasi 100 uccisi mentre cercavano aiuti a Gaza”

Quasi 100 persone sono state uccise ieri mentre cercavano aiuti a Gaza. Lo afferma il ministero della Salute dell'enclave controllato da Hamas, secondo quanto riportato da Sky News. Il ministero ha dichiarato che 67 persone sono state uccise nel nord di Gaza e altre sei a Khan Younis, nel sud. Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato che le truppe "hanno sparato colpi di avvertimento per rimuovere una minaccia immediata" dopo che "un raduno di migliaia di persone è stato identificato nel nord della Striscia ". "L'Idf è a conoscenza delle dichiarazioni relative alle vittime e i dettagli sono ancora in fase di esame".

Cinque rettori di Israele a Netanyahu: “Più sforzi contro la fame a Gaza”

I rettori di cinque università israeliane hanno chiesto al premier Benjamin Netanyahu di dare istruzioni all'esercito israeliano di intensificare gli sforzi per "risolvere l'orribile problema della fame a Gaza".
Nonostante la "grande responsabilità" di Hamas e di altre organizzazioni per la situazione umanitaria a Gaza, "come popolo vittima dell'orribile Olocausto in Europa, abbiamo il dovere speciale di agire utilizzando tutte le misure disponibili per evitare e scongiurare danni crudeli e indiscriminati a uomini, donne e bambini innocenti", hanno scritto in una lettera i rettori dell'Università Ebraica, del Technion, dell'Università di Tel Aviv, dell'Open University e del Weizmann Institute.
I firmatari hanno anche condannato le dichiarazioni di membri della Knesset e ministri che "promuovono la distruzione intenzionale di Gaza e spingono la popolazione civile fuori dalla Striscia". Si tratta di "inviti profondamente immorali a compiere azioni che, secondo giuristi di alto livello in Israele e nel mondo, costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità". Medesima condanna è stata espressa anche nei confronti dei piani per la creazione di una 'citta' umanitarià sulle rovine di Rafah, nella parte meridionale di Gaza: per i rettori porterebbe a "una perdita di moderazione e umanità, da cui non saremo in grado di liberarci".
La lettera non è stata firmata dai rettori dell'Università di Haifa, dell'Università Ben Gurion, dell'Università Bar Ilan, dell'Università Ariel e dell'Università Reichmann.

Media: “A Gaza un altro neonato è morto di fame”

Un neonato della Striscia di Gaza, Muhammad Ibrahim Adas, è morto a causa della malnutrizione e della carenza di latte artificiale, secondo quanto riferito da una fonte dell'ospedale Al-Shifa di Gaza City ai giornalisti di Al Jazeera Arabic.

Netanyahu: “Non c'è fame a Gaza”

"Non c'è alcuna politica della fame a Gaza, e non c'è fame a Gaza": lo ha detto sabato sera a Gerusalemme il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo ad una conferenza cristiana ospitata dalla consigliera di Trump e pastore evangelico Paula White: lo riporta il Times of Israel.
Israele "ha consentito gli aiuti umanitari per tutta la durata della guerra... Altrimenti non ci sarebbero abitanti di Gaza", ha aggiunto Netanyahu, accusando Hamas di intercettare i rifornimenti e poi "accusare Israele di non fornirli".

(afp)

Media: attacco israeliano su Gaza, 13 morti tra cui 2 bimbi

Almeno 13 palestinesi, tra cui due bambini, sono stati uccisi e diversi altri sono rimasti feriti domenica dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco sulle persone in attesa di aiuti umanitari nel nord e nel sud di Gaza, secondo fonti mediche. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa.
Nel sud dell'enclave, sei civili sono stati uccisi nei pressi di un centro di distribuzione di aiuti a sud-ovest di Khan Younis, dove la folla si era radunata nella speranza di ricevere rifornimenti essenziali nel contesto della politica israeliana di carestia sistematica in corso nell'enclave assediata. Nel frattempo, altri sei palestinesi sono stati uccisi dopo essere stati presi di mira dal fuoco dell'esercito israeliano nei pressi di un centro di distribuzione di aiuti alla periferia di Rafah. Nella Striscia di Gaza centrale, almeno un palestinese è stato ucciso in un attacco israeliano simile contro i richiedenti aiuti nel cosiddetto Corridoio di Netzarim. In un altro incidente, le forze israeliane hanno preso di mira i civili in attesa di aiuti vicino al valico di Zikim nel nord di Gaza, provocando ulteriori feriti. Il numero esatto dei feriti rimane poco chiaro.

Starmer interrompe le vacanze per discutere dello Stato palestinese

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il primo ministro britannico Keir Starmer richiamerà il suo governo dalla pausa estiva per discutere della situazione a Gaza, alla luce della crescente pressione sul governo laburista affinché riconosca uno Stato palestinese.
Il giornale afferma che la decisione di richiamare il suo gabinetto di ministri la prossima settimana è stata annunciata oggi da Downing Street. Il parlamento e il gabinetto del Regno Unito sono attualmente in pausa estiva fino al 1 settembre. Il richiamo arriva dopo che Starmer ha dichiarato venerdì che il governo britannico avrebbe riconosciuto uno Stato palestinese solo come parte di un accordo di pace negoziato, deludendo molti membri del suo partito laburista che avrebbero voluto che seguisse l'esempio della Francia e prendesse misure più rapide.

Flotilla, un italiano e altri due attivisti accettano l’espulsione volontaria

Gli avvocati della maggior parte degli attivisti a bordo della flottiglia diretta a Gaza e intercettati da Israele la scorsa notte affermano che tre dei detenuti hanno accettato di essere deportati immediatamente, lo scrive il Times of Israel.
Il centro per i diritti legali Adalah afferma in una dichiarazione che "le autorità hanno presentato loro due opzioni: accettare la cosiddetta 'espulsione volontaria' oppure rimanere detenuti e comparire davanti a un tribunale affinché la loro detenzione in attesa dell'espulsione venga riesaminata".
Secondo Adalah, tre detenuti (un italiano, un americano e una parlamentare francese, Gabrielle Cathala) hanno accettato di essere deportati e dovrebbero lasciare Israele nelle prossime ore.
I due cittadini israelo-statunitensi a bordo dell'imbarcazione, Bob Suberi e Huwaida Arraf, sono stati interrogati dalla polizia israeliana e rilasciati, mentre 12 attivisti internazionali, tra cui un'altra parlamentare francese di sinistra, Emma Fourreau, si sono rifiutati di firmare ordini di espulsione volontaria e sono ancora sotto custodia israeliana, in attesa delle udienze legali, afferma l'organizzazione.
I restanti quattro detenuti, tra cui due giornalisti di Al Jazeera, hanno mantenuto un avvocato privato.

Al Jazeera: “Malgrado pausa tattica, oggi a Gaza 62 morti, tra cui 34 in fila per il cibo”

Malgrado la 'pausa tattica' annunciata da Israele per permettere l'afflusso di aiuti umanitari, nella sola giornata di oggi, dall'alba i morti a Gaza sono stati almeno 62, dei quali 34 erano persone in fila per il cibo. Lo scrive Al Jazeera, che cita fonti locali.

Il Qatar invia 49 camion in Egitto e Giordania per gli aiuti a Gaza

Il Qatar ha inviato 49 camion carichi di aiuti umanitari in Egitto e Giordania per la Striscia di Gaza, nel contesto di una crisi alimentare causata dalle restrizioni ai rifornimenti imposte da Israele, che hanno causato la morte di 133 persone per malnutrizione dall'inizio della guerra. "Nell'ambito del continuo sostegno umanitario del Qatar al fraterno popolo palestinese, un totale di 49 camion di aiuti umanitari sono arrivati in Egitto e Giordania", ha dichiarato oggi il ministero degli Affari Esteri del Qatar in una nota.
La dichiarazione precisa che gli aiuti provengono dal Fondo di Sviluppo del Qatar in collaborazione con la Qatar Charity Association e la Mezzaluna Rossa del Qatar. Saranno consegnati al Programma Alimentare Mondiale (Pam), che li distribuirà a Gaza attraverso i due valichi di frontiera: Rafah, dall'Egitto, nel sud dell'enclave palestinese, e Zikim, a nord.
Gli aiuti includono 4.704 pacchi alimentari per rifornire 4.704
famiglie. Inoltre 200 tonnellate di cibo per 50.000 persone, 174 tonnellate di farina e 5.000 unità di latte artificiale. Questo annuncio arriva lo stesso giorno in cui Giordania ed Emirati Arabi Uniti hanno effettuato tre lanci aerei nella Striscia di Gaza con 25 tonnellate di aiuti umanitari.

Gli Usa attaccano la conferenza Onu sulla Palestina

Gli Stati Uniti attaccano la conferenza dell'Onu sulla Palestina definendola una "trovata pubblicitaria" che "rafforza Hamas". La portavoce del dipartimento di Stato, Tammy Bruce, ha anche criticato in una nota il presidente francese Emmanuel Macron. "Il suo riconoscimento di uno stato palestinese è stato è controproducente e incoraggia Hamas e la sua ostruzione al cessate il fuoco e indebolisce notevolmente i nostri sforzi diplomatici per porre fine alle sofferenze a Gaza, liberare gli ostaggi e guidare l'intero Medio Oriente verso un futuro più luminoso e prospero.

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