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C'è il cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia: l’annuncio dopo cinque giorni di scontri

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La tregua è stata raggiunta grazie alla mediazione della Malesia. Riconosciuto il ruolo di Usa e Cina. Il conflitto ha fatto 36 morti e 280mila sfollati
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PECHINO - “I leader di Thailandia e Cambogia hanno concordato un cessate il fuoco immediato e incondizionato per porre fine agli scontri al confine”. L’annuncio lo ha fatto il padrone di casa, il premier malese Anwar Ibrahim, che oggi a Putrajaya, in Malesia, ha ospitato i premier di Bangkok e Phnom Penh. “Il cessate il fuoco avrà effetto dalla mezzanotte del 28 luglio, ovvero questa sera”, ha dichiarato Anwar. Un cessate il fuoco che arriva dopo cinque giorni di scontri, 36 morti e 280mila sfollati.

I colloqui a Putrajaya

I colloqui, a cui hanno partecipato anche una delegazione statunitense ed una cinese, sono durati circa tre ore. Il primo ministro thailandese ad interim Phumtham Wechayachai e il primo ministro cambogiano Hun Manet e…

PECHINO - “I leader di Thailandia e Cambogia hanno concordato un cessate il fuoco immediato e incondizionato per porre fine agli scontri al confine”. L’annuncio lo ha fatto il padrone di casa, il premier malese Anwar Ibrahim, che oggi a Putrajaya, in Malesia, ha ospitato i premier di Bangkok e Phnom Penh. “Il cessate il fuoco avrà effetto dalla mezzanotte del 28 luglio, ovvero questa sera”, ha dichiarato Anwar. Un cessate il fuoco che arriva dopo cinque giorni di scontri, 36 morti e 280mila sfollati.

I colloqui a Putrajaya

I colloqui, a cui hanno partecipato anche una delegazione statunitense ed una cinese, sono durati circa tre ore. Il primo ministro thailandese ad interim Phumtham Wechayachai e il primo ministro cambogiano Hun Manet erano arrivati attorno alle 15.15 ora locale nella residenza di Anwar Ibrahim a Putrajaya, capitale amministrativa della Malesia. Anwar Ibrahim ha fatto da mediatore, in quanto detiene la presidenza di turno del blocco regionale dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean), di cui Thailandia e Cambogia sono membri. Alla fine della conferenza stampa i tre leader si sono tenuti per mano in segno di unità.

Oltre al cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte, è stata concordata per domani mattina una “riunione informale” tra i comandanti militari thai e cambogiani e una riunione dei responsabili della difesa dei due Paesi il 4 agosto.

Prima di imbarcarsi per la Malesia, il primo ministro ad interim thailandese Phumtham Wechayachai aveva espresso dubbi sulle intenzioni della parte rivale. “Non crediamo che la Cambogia agisca in buona fede”. Dopo i colloqui si è ricreduto: “Il cessate il fuoco sarà rispettato con successo e in buona fede da entrambe le parti”. “Speriamo che le soluzioni appena annunciate dal primo ministro Anwar Ibrahim creino le condizioni per andare avanti con le nostre discussioni bilaterali per tornare alla normalità delle relazioni e come base per un futuro allentamento delle tensioni”, dice il premier cambogiano Hun Manet.

Entrambi i leader hanno ringraziato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il governo cinese per i loro sforzi in questa mediazione (all’incontro hanno partecipato gli ambasciatori cinese e americano in Malesia). Sabato era stato Trump ad esortare Cambogia e Thailandia a raggiungere rapidamente un accordo, pena il congelamento delle discussioni sui dazi. Sia gli Stati Uniti che la Cina, entrambi con interessi strategici ed economici in Thailandia e Cambogia, avevano aumentato in questi giorni la pressione sui due Paesi del Sud-Est asiatico affinché cessassero i combattimenti.

Una disputa territoriale

Gli scontri erano scoppiati giovedì mattina nei pressi del tempio di Prasat Ta Muen Thom. Da oltre un secolo Thailandia e Cambogia si contendono la sovranità su vari punti lungo i loro 817 km di confine terrestre, con al centro della disputa gli antichi templi Prasat Ta Muen Thom e Preah Vihear, quest’ultimo assegnato dalla Corte internazionale di giustizia alla Cambogia nel 1962, luogo di violenti scontri nel 2011 tra i due Paesi.

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