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La tentazione di Starmer: riconoscere lo Stato palestinese. Ma c’è il fattore Trump

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Il premier britannico non vuole indispettire l’alleato americano, ma la pressione interna nel Labour lo sta spingendo verso il passo già compiuto da Macron
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LONDRA - È il grande dilemma di Keir Starmer. Riconoscere o meno lo Stato palestinese, come del resto ha già fatto il suo grande alleato Emmanuel Macron? Il primo ministro britannico è a un bivio. Da una parte, come ha confermato proprio nei recenti comunicati congiunti con la Francia e la Germania, la situazione è “assolutamente catastrofica" a Gaza e “serve un cessate il fuoco immediato”, insieme al rilascio degli ostaggi. Inoltre, proprio Starmer (ex procuratore capo della Corona) e il Labour avevano promesso nel loro programma di governo nel 2024 il riconoscimento dello Stato palestinese.

Il fattore Trump

Ma allo stesso tempo il primo ministro britannico non vuole scontentare Donald Trump, con il quale ha intessuto faticosamente un buon rapporto dalla sua elezione. Il presidente americano ha del resto già criticato platealmente la decisione di Macron. Inoltre, Starmer vuole preservare la “special relationship” tra Stati Uniti e Regno Unito, e magari evitare pure una possibile…

LONDRA - È il grande dilemma di Keir Starmer. Riconoscere o meno lo Stato palestinese, come del resto ha già fatto il suo grande alleato Emmanuel Macron? Il primo ministro britannico è a un bivio. Da una parte, come ha confermato proprio nei recenti comunicati congiunti con la Francia e la Germania, la situazione è “assolutamente catastrofica" a Gaza e “serve un cessate il fuoco immediato”, insieme al rilascio degli ostaggi. Inoltre, proprio Starmer (ex procuratore capo della Corona) e il Labour avevano promesso nel loro programma di governo nel 2024 il riconoscimento dello Stato palestinese.

Il fattore Trump

Ma allo stesso tempo il primo ministro britannico non vuole scontentare Donald Trump, con il quale ha intessuto faticosamente un buon rapporto dalla sua elezione. Il presidente americano ha del resto già criticato platealmente la decisione di Macron. Inoltre, Starmer vuole preservare la “special relationship” tra Stati Uniti e Regno Unito, e magari evitare pure una possibile ritorsione di “The Donald” sui dazi, visto che Londra ha strappato, con complicate negoziazioni, un accordo leggermente più favorevole rispetto all’Unione Europea. Tuttavia, il leader britannico oggi volerà in Scozia per incontrare proprio Trump e, tra le altre cose, gli chiederà di aumentare la pressione sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per fermare la tragedia nella Striscia e permettere l’ingresso degli aiuti umanitari.

Inoltre, Starmer sinora ha sempre ripetuto che l’eventuale riconoscimento dello Stato di Palestina deve “avvenire in un processo più ampio”, che presupponga la ferma sicurezza di Israele. In più, la moglie del primo ministro britannico, Victoria, è ebrea come tutta la sua famiglia, e Starmer negli ultimi anni, pur rimanendo ateo, si è avvicinato molto all'ebraismo: non solo partecipa a quasi tutte le cerimonie religiose di consorte e parenti, ma negli ultimi anni ha ricostruito con profondo impegno proprio il rapporto con la comunità ebraica, in gran parte scioccata dagli atteggiamenti e dai proclami del suo precedessore Jeremy Corbyn, che scatenarono le accuse di antisemitismo nel Labour.

La pressione interna nel Labour

Eppure, Starmer dovrà presto prendere una decisione, e potrebbe pendere proprio per il riconoscimento dello Stato palestinese. Questo perché la pressione interna sul leader cresce giorno dopo giorno: diverse colonne del governo del Labour, dalla vicepremier Angela Rayner al ministro della Salute Wes Streeting fino alla ministra della Giustizia Shabana Mahmood, hanno chiesto insistentemente a Sir Keir di seguire l’esempio di Macron. Non solo: ci sono almeno 200 deputati del partito che condividono la stessa idea.

(afp)

Infine, il partito indipendentista scozzese Scottish National Party potrebbe presto presentare un emendamento trappola per il governo in carica, chiedendo proprio il riconoscimento dello Stato palestinese, per scatenare una possibile rivolta nel Labour. Insomma, volente o nolente, Starmer potrebbe cedere anche lui alla linea di Macron, e anche per questo l’esecutivo è in allerta: il primo ministro potrebbe richiamare tutti i suoi, nonostante la pausa estiva del Parlamento di Westminster, proprio per compiere questo grande e delicato passo: riconoscere unilateralmente lo Stato di Palestina.

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