Canada: “Riconosceremo a settembre lo Stato palestinese”
Il primo Ministro canadese Mark Carney ha affermato che il Canada riconoscerà uno Stato palestinese a settembre.
Telefonata tra Meloni e Netanyahu
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto questa sera una conversazione telefonica con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. La premier, riferisce una nota di Palazzo Chigi, ha insistito sulla necessità di porre immediatamente fine alle ostilità, a fronte di una situazione a Gaza che - ha sottolineato - “è insostenibile ed ingiustificabile”.
Israele intercetta un missile dallo Yemen
L’esercito israeliano ha comunicato di aver intercettato in cielo un missile proveniente dallo Yemen. E’ il secondo attacco in due giorni da parte dei ribelli Houthi, che ieri avevano preso di mira l’aeroporto di Tel Aviv.
Netanyahu: “La missione di salvataggio degli ostaggi è vicina”
'La missione di salvataggio dei nostri ostaggi è vicina, ma non ancora completata. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una visita alla prigione di Ayalon a Ramla, nel centro di Israele, dove sono detenuti numerosi terroristi di Hamas. "Abbiamo ancora una battaglia da portare a termine: l'eliminazione di uno dei proxy dell'asse iraniano (Hamas ndr). Otterremo la vittoria assoluta assicurando il rilascio dei nostri ostaggi", ha concluso Netanyahu.
Domani a Baku incontro tra ministri di Siria e Israele
Il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shaibani e quello di Israele per gli Affari strategici Ron Dermer si incontreranno domani a Baku, in Azerbaijan. Lo ha reso noto una fonte diplomatica citata dall'Afp. Al centro dell'incontro "la situazione della sicurezza, in particolare nel sud della Siria".
Netanyaahu: “Altri Paesi si aggiungano al lancio di aiuti a Gaza”
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha invitato le nazioni del mondo a unirsi alla campagna di lanci aerei di aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza. In un post pubblicato sull'account ufficiale del governo in inglese, ha scritto: "Hamas ha rubato il cibo alla sua gente. Israele è intervenuta. Abbiamo lanciato aiuti per la popolazione di Gaza e invitato le altre nazioni a unirsi. Alcune hanno già risposto. Abbiamo garantito la sicurezza dello spazio aereo, quella dei lanci e che il cibo arrivasse a destinazione. Qualsiasi Paese che voglia davvero aiutare è invitato a unirsi a noi".
Il Washington Post pubblica i nomi dei bambini deceduti a Gaza
Con una iniziativa senza precedenti, il Washington Post ha pubblicato i nomi noti, e in alcuni casi anche le foto, dei 18.500 bambini uccisi nella guerra di Israele a Gaza, che finora ha fatto circa 60 mila vittime tra i residenti della Striscia. I nomi, ordinati per età, sono quelli diffusi dal ministero della Sanità di Gaza e resi anche in inglese. "Alcuni - scrive il quotidiano - sono stati uccisi nei loro letti. Altri mentre giocavano. Molti sono stati sepolti prima di imparare a camminare. Gaza è il posto più pericoloso al mondo per un bambino, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (Unicef). I bambini palestinesi sono stati uccisi a un ritmo di oltre uno all'ora durante la guerra. 'Considerate questo per un momento. Un'intera classe di bambini uccisi, ogni giorno per quasi due anni', ha dichiarato questo mese al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la Direttrice Esecutiva dell'Unicef Catherine Russell". Per compilare l'elenco delle vittime, spiega il Wp, il ministero della Salute di Gaza utilizza registri ospedalieri e dell'obitorio, nonché resoconti verificati delle famiglie delle vittime e di media affidabili. Rintracciare e identificare i morti è diventato sempre più difficile a causa del collasso del sistema sanitario dell'enclave. Sebbene sia impossibile registrare ogni decesso, il ministero di Gaza sta effettuando "una registrazione delle vittime in tempo reale di qualità insolitamente elevata", ha affermato Michael Spagat, professore di economia all'Università di Londra e presidente di Every Casualty Counts, un'organizzazione benefica internazionale focalizzata sulla documentazione delle vittime dei conflitti armati. Il quotidiano ha anche visualizzato il numero di bambini morti in base alla loro età: si va dai 953 uccisi quando non avevano ancora compiuto il primo anno di vita ai 1218 diciasettenni.
Media: Israele trasmette a Hamas il documento con le condizioni per la tregua
Israele ha fatto arrivare ieri ad Hamas, attraverso i mediatori, un documento con i suoi punti fermi per il raggiungimento di una tregua. Lo ha rivelato l'emittente israeliana Canale 12. Il testo contiene le contro-osservazioni alle richieste avanzate da Hamas la settimana scorsa nella sua risposta all'ultimo compromesso proposto da Israele. Tre i paletti mesi dal governo di Benjamin Netanyahu: no a uno scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi, no ad alcune delle richieste sui punti di ridispiegamento e ritiro delle truppe, e no al ritiro dal corridoio Philadelphi.
Mattarella: “La situazione a Gaza è sempre più intollerabile”
"Sul Medio Oriente è persino scontato affermare che la situazione a Gaza diviene, di giorno in giorno, drammaticamente più grave e intollerabile; e speriamo che alle pause annunciate corrispondano spazi di effettivo cessate il fuoco". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del "Ventaglio", in corso al Quirinale.
Mattarella: “Errore diabolico le bombe sulla Parrocchia della Sagra Famiglia a Gaza”
"L'incredibile bombardamento della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza è stato definito un errore. Da tanti secoli, da Seneca a S. Agostino, ci viene ricordato che 'errare humanun est, perseverare diabolicum'". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del "Ventaglio", in corso al Quirinale.
Mattarella: “A Gaza difficile vedere errori involontari”
"Si è parlato di errori anche nell'avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che recavano soccorso a feriti, nell'aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l'uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione. E' difficile, in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l'ostinazione a uccidere indiscriminatamente. Una condizione raffigurata, in maniera emblematica, dal bambino accolto con sua madre in un ospedale italiano, dopo aver perduto il padre e nove fratelli - tutti bambini - nel bombardamento della sua casa". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando alla cerimonia del ventaglio al Quirinale.
Media: il movimento Maga contro il genocidio a Gaza
Il mondo Maga, il movimento di Donald Trump, si rivolta non solo per il caso Epstein ma anche per la guerra di Israele a Gaza. Lo scrive Politico. Marjorie Taylor Greene è diventata la prima deputata repubblicana al Congresso a definire le azioni di Israele nella Striscia un "genocidio". In un tweet ha affermato che "il genocidio, la crisi umanitaria e la fame" a Gaza sono orribili quanto gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Anche al di fuori del Congresso, importanti esponenti Maga hanno intensificato le critiche a Israele. L'ex deputato Matt Gaetz e Steve Bannon sono tra coloro che condannano le azioni di Tel Aviv e avvertono che la questione rappresenta un rischio politico per l'amministrazione Trump. La frustrazione tra i conservatori di spicco rispecchia la tendenza più ampia nelle opinioni degli americani sulla guerra a Gaza. Un sondaggio Gallup - condotto prima che Trump denunciasse la carestia a Gaza durante un incontro lunediì con il primo ministro britannico Starmer - ha rilevato che sei americani su dieci ora disapprovano le azioni militari di Israele nella Striscia.
Tuttavia, il 71% dei repubblicani nello stesso sondaggio ha espresso sostegno allo sforzo bellico di Israele, una percentuale cambiata di poco da quando Trump è entrato in carica.
La Svizzera ribadisce il sostegno alla soluzione dei due Stati
La soluzione a due Stati è l'unica che possa garantire a israeliani e palestinesi una vita in pace, sicurezza e dignità. È quanto sostenuto a New York dalla rappresentante della Svizzera, Monika Schmutz Kirgöz, durante la Conferenza dell'Onu sul Medio Oriente copresieduta dalla Francia e dall'Arabia Saudita. Un riconoscimento dello Stato Palestinese potrebbe essere preso in considerazione, se venissero adottate misure concrete per l'attuazione di questo obiettivo. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), è importante procedere urgentemente sulla via della diplomazia per attuare la soluzione a due Stati. Al riguardo, la Svizzera è pronta a dare un sostegno decisivo agli sforzi internazionali in questo senso. Inoltre, precisa il comunicato, la Svizzera pensa che il riconoscimento di uno Stato palestinese sia una delle premesse per una pace duratura basata sulla soluzione a due Stati. Il riconoscimento potrebbe essere preso in considerazione se venissero adottate misure concrete per la sua attuazione, che garantiscano sia la sicurezza di Israele sia il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese. Nel corso della conferenza, la responsabile della Divisione Medio Oriente e Nord Africa ha espresso il proprio rammarico per le sofferenze sempre più gravi della popolazione nella Striscia di Gaza. La Svizzera ha inoltre ribadito che tutte le parti devono rispettare rigorosamente il diritto internazionale, compreso quello umanitario, come anche lo Statuto delle Nazioni Unite e le risoluzioni dell'Onu, in modo da fermare la spirale di violenza.
WItkoff in Israele per discutere della tregua a Gaza
L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff dovrebbe volare oggi in Israele, per la prima volta in tre mesi, per discutere della crisi umanitaria a Gaza. Lo riferisce su X Barak Ravid, giornalista di Axios, citando due alti funzionari statunitensi, aggiungendo che domani Witkoff dovrebbe incontrare il premier israeliano Benyamin Netanyahu e altri alti funzionari israeliani per discutere della situazione umanitaria a Gaza e delle possibili soluzioni. È"possibile", prosegue il post, che Witkoff visiti anche Gaza e raggiunga i centri di aiuto del Gaza Humanitarian Foundation, ha affermato l'alto funzionario americano. "Il presidente Trump vuole saperne di più sulla situazione umanitaria a Gaza, per capire come fornire maggiori aiuti ai civili", ha aggiunto la fonte.
I partiti ultraortodossi israeliani: “Appoggeremo qualsiasi accordo per il rilascio degli ostaggi”
I partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism (Utj) annunciano in una dichiarazione congiunta che appoggeranno qualsiasi accordo per il rilascio degli ostaggi che venga sottoposto alla Knesset. Lo riporta il Times of Israel, ricordando che i due partiti sono recentemente usciti dal governo per non aver ottenuto l'esenzione degli ultraortodossi dalla leva militare, anche se Shas è rimasto nella coalizione al Parlamento israeliano, assicurando una risicata maggioranza al premier Benjamin Netanyahu. "Nonostante il fatto che siamo stati costretti a lasciare il governo a causa delle ripetute violazioni degli accordi da parte dei partner della coalizione, restiamo pienamente impegnati nei confronti dei nostri fratelli e sorelle, i prigionieri nei tunnel di Gaza, sia i vivi che i morti", scrivono i due partiti nella dichiarazione, promettendo che le loro fazioni parlamentari "forniranno sostegno a qualsiasi proposta di accordo sugli ostaggi che sarà portata al governo e alla Knesset".
"Non c'è mitzvah più importante del riscatto dei prigionieri", proseguono, utilizzando un termine ebraico traducibile sia con "comandamento" che con "buona azione", accentuando il dovere morale di liberare gli ostaggi nelle mani di Hamas. "Torniamo a chiedere al primo ministro di fare tutto il possibile per riportare i nostri fratelli e sorelle rapiti, senza eccezione, dalle loro famiglie il prima possibile".
Ministri israeliani scrivono a Katz per visitare Gaza per la possibilità di un insediamento
Ministri e parlamentari della coalizione israeliana di destra hanno scritto al ministro della Difesa Israel Katz, chiedendogli di consentire loro di visitare il perimetro settentrionale della Striscia di Gaza allo scopo di "esplorare le possibilità di insediamento" in un'area "sotto il pieno controllo delle Forze di difesa israeliane, priva di abitanti di Gaza e che non ha restrizioni di sicurezza straordinarie". Tra i firmatari figurano i ministri del Likud Miki Zohar, May Golan e Shlomo Karhi, e i ministri di Otzma Yehudit Itamar Ben-Gvir, Amichay Eliyahu e Yitzhak Wasserlauf.
Il Belgio si unisce alla missione per gli aiuti umanitari a Gaza
Il Belgio ha annunciato la sua partecipazione a un'operazione di distribuzione di aiuti per Gaza coordinata dalla Giordania. Un aereo da difesa belga carico di attrezzature mediche e cibo decollerà in queste ore per la Giordania, hanno annunciato il ministro degli Esteri Maxime Prévot e il ministro della Difesa Theo Francken. "La ripresa dei lanci aerei delle Nazioni Unite e dei convogli umanitari via terra consentirà al Belgio di contribuire concretamente al miglioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza", ha scritto in un post su X il premier belga Bart De Wever, annunciando il via libera ricevuto da Amman.
"Insieme ai nostri partner europei, continuiamo a esercitare pressioni affinché gli aiuti umanitari possano essere consegnati in modo sicuro e accessibile. Se ciò non dovesse avvenire, non escludiamo l'introduzione di ulteriori misure o sanzioni", ha avverto il premier, sottolineando che "la lotta contro Hamas è legittima", ma "Israele è una democrazia occidentale e, in quanto tale, deve essere richiamato all'ordine: le sofferenze di civili innocenti devono finire. Anche la guerra deve finire".
"La coesistenza tra Israele e uno Stato palestinese democratico è l'unica via per la pace", ha aggiunto.
Gaza: 14 morti per gli attacchi israeliani
La Protezione Civile nella Striscia di Gaza ha riferito che 14 persone sono state uccise dal fuoco dell'esercito israeliano nel territorio palestinese assediato, devastato da quasi 22 mesi di guerra e ora "minacciato dalla carestia", secondo le Nazioni Unite. Sei persone sono state uccise e decine sono rimaste ferite nella Striscia di Gaza meridionale, "a causa del fuoco delle forze di occupazione israeliane" ad al-Shakoush, "vicino a un centro di distribuzione di aiuti umanitari a nord-ovest della cità di Rafah", ha dichiarato all'Afp il portavoce della Protezione Civile Mahmoud Bassal. Altre quattro persone sono state uccise e pù di 25 ferite mentre attendevano di ricevere aiuti vicino al ponte di Wadi Gaza, nella Striscia di Gaza centrale, ha detto Bassal. Come accade quasi ogni giorno, migliaia di persone si sono radunate vicino ai centri di distribuzione nella Striscia di Gaza meridionale e centrale per cercare di ottenere aiuti alimentari, secondo la stessa fonte. L'ospedale Al-Quds, gestito dalla Mezzaluna Rossa Palestinese e situato a ovest di Gaza City (nord), ha riferito di aver ricevuto "14 persone ferite da colpi d'arma da fuoco dell'occupante (Israele, ndr)" mentre "cercavano di ottenere aiuti alimentari vicino al Valico dei Martiri, a sud di Gaza City".
Hamas: a Gaza 7 morti per fame nelle ultime 24 ore
Il ministero della Salute palestinese ha annunciato che negli ospedali di Gaza sono stati registrati sette decessi dovuti a fame e malnutrizione nelle ultime 24 ore. Lo riportano i media israeliani. Secondo i dati del ministero della Salute della Striscia di Gaza, guidato da Hamas, dall'inizio della guerra sono morte di fame 154 persone, di cui 89 bambini.
L’ex ostaggio Emily Damari contro Starmer: “Sta dalla parte sbagliata della storia”
“Starmer sta dalla parte sbagliata della storia”. A dirlo è Emily Damari, l’ex ostaggio israeliana liberata da Hamas nei mesi scorsi e che durante la prigionia ha subito l’amputazione di due dita. Come riporta il Daily Mail, su Istagram Damari ha pubblicato un post contro il primo ministro inglese che ha annunciato il riconoscimento, da parte della Gran Bretagna, dello Stato palestinese. “Non si tratta di diplomazia, ma di un fallimento morale”, scrive. “Legittimando uno Stato dove Hamas continua la sua campagna di terrore, Starmer non sta proponendo una soluzione. Sta piuttosto proponendo una guerra”.
Ribera: “Le immagini della fame a Gaza come quelle della liberazione di Auschwitz”
Le immagini di persone che "muoiono di fame" a Gaza "ricordano" quelle di altri momenti tragici della storia come "quelle del ghetto di Varsavia" o "della liberazione di Auschwitz": lo ha detto la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera, parlando alla radio spagnola Cadena Ser. "Stiamo assistendo a uno spettacolo dantesco, intollerabile, inumano e immorale", ha aggiunto L'ex Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, "è stato chiaro, l'Europa è divisa su questo punto", ha proseguito Ribera, riconoscendo che la proposta della Commissione di sospendere parzialmente la partecipazione di Israele al programma Horizon Europe, è una decisione "insufficiente". "Costa molto" mobilitare l'Europa e "in Consiglio non c'è ancora unanimità", ha detto la vicepresidente della Commissione, invitando poi l'Ue a "riflettere" e a capire che se vuole essere un attore politico rilevante "deve fare quello che predica ed essere coerente". La socialista ha riconosciuto poi che le sarebbe piaciuto che la presidente Ursula von der Leyen "avesse guidato la risposta che manca dall'Europa". "Purtroppo la constatazione è che non c'è una maggioranza qualificata per adottare decisioni", ha spiegato, affermando di aver chiesto sanzioni contro Israele a von der Leyen ogni settimana nell'ambito delle riunioni del collegio dei commissari. "Ma", ha riconosciuto, "non esiste consenso neanche all'interno della Commissione".
L’Egitto addestra “agenti” palestinesi per la sicurezza di Gaza dopo la guerra
L'Egitto sta addestrando centinaia di 'agenti' palestinesi che verranno dispiegati nella Striscia di Gaza e assumeranno ruoli di sicurezza una volta terminata la guerra. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri del Cairo, Badr Abdelatty al canale di notizie saudita Al Arabiya, spiegando anche che l'Egitto ha un piano chiaro per gli accordi di sicurezza e governance a Gaza. Nella clip, di cui riporta il Times of Israel, Abdelatty non specifica se i palestinesi addestrati facciano parte di un'organizzazione formale, come l'Autorità Nazionale Palestinese, ma fa sapere che l'Egitto tiene colloqui quotidiani con il Qatar e gli Stati Uniti nel quadro degli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco e un accordo di rilascio degli ostaggi tra Israele e Hamas. Il ministro ha anche criticato duramente Israele per le sue azioni a Gaza, accusandolo di usare il cibo come arma di guerra e affermando che il livello di fame nella Striscia e' "inimmaginabile".
Guterres: “La pace in Medio Oriente non è un sogno”
"L'unica soluzione realistica, giusta e sostenibile per la pace in Medio Oriente è quella dei due Stati, Israele e Palestina, che convivono fianco a fianco in pace e sicurezza": lo ha ribadito il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. É necessario scegliere "la via della pace. Non come concetto ma come impegno. Non come un sogno ma come realtà. Per i palestinesi, per gli israeliani, per le persone del Medio Oriente e del mondo" ha aggiunto.
Cina: “A Gaza catastrofe umanitaria senza precedenti. Ora tregua”
La Cina ha espresso la sua "profonda preoccupazione" per la situazione a Gaza, denunciando una "catastrofe umanitaria senza precedenti" e chiedendo a Israele di cessare immediatamente le operazioni militari e di revocare il blocco per consentire l'ingresso degli aiuti umanitari. "Esortiamo tutte le parti coinvolte, in particolare Israele, a interrompere immediatamente le operazioni militari, revocare il blocco e l'assedio, ripristinare completamente l'accesso umanitario ed evitare una crisi ancora peggiore", ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun in una conferenza stampa. Il portavoce ha detto che la situazione umanitaria nella Striscia ha raggiunto livelli "senza precedenti" dopo 21 mesi di conflitto, citando i recenti dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS), che ha registrato 74 decessi per malnutrizione dall'inizio dell'anno 63 dei quali registrati questo mese, tra cui 25 bambini. "Queste cifre sono l'ultima prova della catastrofe umanitaria a Gaza", ha sottolineato Guo, ribadendo che la comunità internazionale "non può rimanere impassibile" di fronte all'entità delle sofferenze dei civili. La posizione di Pechino è stata quella di chiedere un cessate il fuoco immediato e il pieno accesso umanitario alla Striscia di Gaza, sotto assedio da mesi e dove, secondo le Nazioni Unite, oltre un terzo della popolazione resta senza cibo per giorni.
Guo ha ricordato che, per Pechino, la questione palestinese rimane "al centro del problema mediorientale" e ha sottolineato che l'unica via d'uscita dal conflitto e' una "soluzione a due stati".
A questo proposito, ha espresso il sostegno della Cina alla creazione di uno Stato palestinese indipendente "come unica opzione realistica" per raggiungere una pace "complessiva, giusta e duratura", e ha elogiato gli sforzi di paesi come Francia, Gran Bretagna e Arabia Saudita per promuovere il consenso internazionale in questa direzione. "La Cina e' disposta a collaborare con la comunita' internazionale per porre fine alla violenza, alleviare la crisi umanitaria e promuovere una soluzione politica che ripristinera' la stabilita' nella regione", ha concluso.
Gran Bretagna: “Il riconoscimento dello Stato palestinese non è una ricompensa per Hamas”
"Questa non è una ricompensa per Hamas. Hamas è una vile organizzazione terroristica che ha commesso atrocità spaventose. Riguarda invece il popolo palestinese. Riguarda quei bambini che vediamo a Gaza morire di fame". Lo ha detto alla radio Lbc la ministra dei Trasporti britannica Heidi Alexander, respingendo le critiche secondo cui un riconoscimento del Regno Unito di uno Stato palestinese (a meno che Israele non prendesse provvedimenti per migliorare la situazione a Gaza e portare la pace) premierebbe il gruppo islamista. L'ultimatum del primo ministro Keir Starmer, che ha fissato una scadenza per Israele a settembre, ha provocato un immediato rimprovero da parte della sua controparte israeliana, che ha affermato che la decisione premierebbe Hamas e punirebbe le vittime del 'attacco del 7 ottobre 2023. "Dobbiamo aumentare la pressione sul governo israeliano affinché elimini le restrizioni e consenta il rientro degli aiuti a Gaza", ha spiegato la Alexander.
Continuano a partire camion di aiuti verso Gaza da Egitto e Giordania
Da Egitto e Giordania hanno continuato a inviare convogli di aiuti umanitari e medici nella Striscia di Gaza per il quarto giorno consecutivo, nel tentativo di alleviare la grave crisi nell'enclave palestinese causata dal blocco israeliano. "Per il quarto giorno, i convogli continuano ad arrivare, trasportando quasi 1.000 tonnellate di cibo e aiuti umanitari", ha dichiarato oggi la Mezzaluna Rossa egiziana sul suo account Facebook ufficiale. Questi aiuti attraversano il lato egiziano di Rafah fino al valico di Kerem Shalom, in territorio israeliano, dove vengono scaricati e ispezionati per determinare se possono o meno entrare nell'enclave.
La Francia e altre 14 nazioni invitano tutti i Paesi del mondo a riconoscere la Palestina
La Francia e altre 14 nazioni occidentali hanno invitato i paesi di tutto il mondo a impegnarsi per riconoscere uno Stato palestinese. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, dopo la conferenza di New York volta a rilanciare la soluzione dei due Stati per Israele e i palestinesi.
Anche Canada e Australia valutano il riconoscimento della Palestina
I ministri degli Esteri di vari Paesi occidentali, tra i quali il Canada, l'Australia, la Finlandia e il Portogallo, hanno annunciato che le loro nazioni stanno considerando in vista dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a New York a settembre il riconoscimento dello Stato di Palestina "come un passo essenziale verso una soluzione a due stati". La dichiarazione, riportata da Haaretz, è stata firmata anche dai ministri degli esteri della Nuova Zelanda, di Andorra e San Marino e rilasciata nell'ambito della Conferenza per la promozione della soluzione dei due Stati, guidata da Francia e Arabia Saudita
Media, per i ministri israeliani l’annessione di Gaza non è davvero sul tavolo
Andrebbero letti come un tentativo di fare pressioni su Hamas, affinché torni ai negoziati ormai in stallo e accetti un accordo, i presunti piani israeliani che, secondo le rivelazioni dei giorni scorsi dei media locali, prevederebbero l'annessione di aree della Striscia di Gaza se il gruppo non dovesse accettare un'intesa. Lo scrive il giornale israeliano Haaretz, che cita un ministro israeliano secondo il quale "non si tratta di qualcosa che sta per accadere".
Trump, distribuzione aiuti a Gaza inizierà presto
In merito alla distribuzione di cibo a Gaza, "inizierà molto presto", "Tratteremo con Israele. E pensiamo che possano fare un buon lavoro": lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, come riportano i media statunitensi. "Vogliono presiedere i centri alimentari per garantire che la distribuzione sia corretta", ha affermato.
Trump, distribuzione di cibo a Gaza inizierà molto presto
I centri per la distribuzione di cibo a Gaza saranno attivi "molto presto". Lo ha detto Donald Trump ai giornalisti al seguito. "Stiamo trattando con Israele e pensiamo che possano fare un buon lavoro",ha detto il presidente. "Vogliono farlo".
A settembre anche Malta riconoscerà Stato Palestina
"Come Governo, abbiamo preso la decisione che, durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del prossimo settembre, il nostro Paese riconoscerà lo Stato palestinese". Lo scrive su Facebook il premier maltese Robert Abela.
"Questa decisione sarà comunicata qui e a breve tramite il Segretario Permanente del Ministero degli Affari Esteri e del Turismo, Christopher Cutajar, durante la Conferenza di Alto Livello delle Nazioni Unite sulla Soluzione dei Due Stati tra Israele e Palestina, attualmente in corso a New York - afferma - La posizione del nostro Paese testimonia il nostro impegno a trovare una soluzione a favore di una pace duratura in Medio Oriente".
Netanyahu: “Starmer premia Hamas e punisce le sue vittime”
"Starmer premia il mostruoso terrorismo di Hamas e ne punisce le vittime. Uno Stato jihadista al confine con Israele oggi minaccerà la Gran Bretagna domani. L'appeasement nei confronti dei terroristi jihadisti fallisce sempre. Fallirà anche per voi. Non accadrà". Lo dichiara su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'annuncio del premier britannico di voler riconoscere lo Stato di Palestina.
Trump: “Non ho parlato con Starmer di riconoscimento, ma è un regalo ad Hamas”
"Mai discusso". Così Donald Trump afferma di non aver parlato con Keir Starmer nell'incontro ieri in Scozia del piano del premier britannico di annunciare oggi che il Regno Unito riconoscerà la Palestina a settembre se Israele non intraprenderà una serie di passi per mettere fine al conflitto e alla catastrofe umanitaria a Gaza. Pur rifiutandosi di criticare la mossa di Starmer, Trump ha poi ribadito di avere una posizione diversa: "se fai una cosa del genere veramente ricompensi Hamas, io non lo farò", ha detto della decisione di riconoscere la Palestina annunciata la scorsa settimana dalla Francia ed ora dal Regno Unito.
Israele al Regno Unito: “Il riconoscimento della Palestina è un regalo ad Hamas”
L'annuncio del premier britannico Keir Starmer sull'intenzione di Londra di riconoscere lo Stato palestinese entro settembre, senza un impegno di Israele per la pace, è stata respinta con forza dal ministero degli Esteri israeliano.
"Israele respinge la dichiarazione del primo ministro del Regno Unito", si legge in una nota. "Il cambiamento di posizione del governo britannico in questo momento, a seguito della mossa francese e delle pressioni politiche interne, costituisce una ricompensa per Hamas e danneggia gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e un quadro per il rilascio degli ostaggi", ha aggiunto Israele.
Starmer avverte Israele: “Il Regno Unito riconoscerà lo Stato palestinese all'Onu a settembre”
“Il Regno Unito riconoscerà lo Stato palestinese a settembre, prima dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite”, ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer. "A meno che il governo israeliano non adotti misure concrete per porre fine alla terribile situazione a Gaza, non raggiunga un cessate il fuoco, non chiarisca che non ci sarà annessione in Cisgiordania e non si impegni in un processo di pace a lungo termine che porti alla soluzione dei due Stati", ha proseguito. Ha ribadito che non esiste equivalenza tra Israele e Hamas e che le richieste del Regno Unito ad Hamas rimangono le stesse: rilasciare tutti gli ostaggi, firmare un cessate il fuoco, accettare di non svolgere alcun ruolo nel governo di Gaza e disarmare.