Sondland: “Cari europei, attenti. Se non rispettate l’intesa sui dazi Trump tornerà a colpire”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Gordon Sondland, ambasciatore americano all’Unione Europea durante il primo mandato di Donald Trump, avverte: «Ursula von der Leyen ha ottenuto il miglior accordo possibile, evitando la guerra commerciale. I Paesi membri dovrebbero tapparsi la bocca e applicarlo, altrimenti fra qualche mese il presidente tornerà a colpirli con dazi molto più pesanti del 15%». Quanto alla premier italiana, «Meloni ha un ottimo rapporto con Trump, ma ciò non va confuso con gli interessi economici. Deve operare nel quadro Ue, senza cercare intese separate, perché altrimenti indebolirebbe se stessa e Bruxelles. Dovete capire una cosa: possiamo essere amici sul piano personale, condividere i valori, combattere insieme le guerre, ma allo stesso tempo essere nemici negli affari».
Come giudica l’accordo?
«Trump si lamentava delle barriere commerciali da trent’anni. Non è riuscito ad abbatterle nel primo mandato perché è stato occupato da altre cose, come i due impeachment, ma ora usa il vasto pote…
NEW YORK – Gordon Sondland, ambasciatore americano all’Unione Europea durante il primo mandato di Donald Trump, avverte: «Ursula von der Leyen ha ottenuto il miglior accordo possibile, evitando la guerra commerciale. I Paesi membri dovrebbero tapparsi la bocca e applicarlo, altrimenti fra qualche mese il presidente tornerà a colpirli con dazi molto più pesanti del 15%». Quanto alla premier italiana, «Meloni ha un ottimo rapporto con Trump, ma ciò non va confuso con gli interessi economici. Deve operare nel quadro Ue, senza cercare intese separate, perché altrimenti indebolirebbe se stessa e Bruxelles. Dovete capire una cosa: possiamo essere amici sul piano personale, condividere i valori, combattere insieme le guerre, ma allo stesso tempo essere nemici negli affari».
Come giudica l’accordo?
«Trump si lamentava delle barriere commerciali da trent’anni. Non è riuscito ad abbatterle nel primo mandato perché è stato occupato da altre cose, come i due impeachment, ma ora usa il vasto potere del mercato americano per spingere amici e partner a reimpostare le relazioni economiche».
I dazi non provocheranno inflazione negli Usa?
«Un poco, all’inizio. Poi produttori e distributori li assorbiranno nei margini di profitto e l’accresciuta concorrenza rilasserà il mercato».
Il Wall Street Journal scrive che Trump non ha ottenuto molto.
«Non mi sorprende, per alcuni non può fare nulla di giusto. Ma è una sciocchezza: sanerà il deficit commerciale e riequilibrerà gli scambi con l’Europa. Se poi l’accordo non verrà applicato, o sorgeranno problemi su prodotti come l’agroalimentare, nel giro di pochi messi busserà di nuovo alla vostra porta con dazi molto più pesanti. Lui segue la logica incrementale: inizia con le cose che può ottenere subito e poi si allarga. Questo accordo è solo l’inizio, se non lo soddisferà».
Francia e Germania lo hanno criticato come una resa.
«I francesi si lamentano di tutto, anche del sole perché sorge a Est e tramonta a Ovest. Lo scopo era correggere gli squilibri in favore della Ue, per natura non poteva essere equilibrato».
Per von der Leyen il risultato è stato evitare la guerra commerciale.
«La conosco bene e la stimo. Ha ragione, ha fatto il miglior accordo possibile, date le circostanze. Gli europei possono sempre decidere di rivolgersi ad altri mercati, ma sappiamo che non possono fare a meno di quello Usa. Quindi devono accettare che da ora in poi giocheranno secondo alcune regole americane, stare zitti, e applicare l’intesa».
Meloni dovrebbe cercare accordi bilaterali?
«Non confondiamo le buone relazioni, l’amicizia o i valori condivisi, con le dispute commerciali. Sono cose molto diverse. Possiamo avere idee politiche simili, combattere le stesse guerre, ma essere nemici nei commerci, litigare, e poi andare a cena».
Meloni ha detto che vuole approfondire i dettagli. Se qualcosa non andasse, dal vino ai prodotti farmaceutici, cosa dovrebbe fare?
«Sono l’ultimo che possa darle consigli. La Ue ha imposto molti vincoli definendo lo statuto. Gli accordi commerciali li negozia Bruxelles, non è colpa nostra. Quindi l’intesa va applicata nei dettagli, altrimenti arriveranno dazi molto più alti del 15%».
E l’Italia deve rassegnarsi?
«Credo che Meloni debba lavorare nell’ambito degli ordinamenti Ue, con gli altri membri. Se ogni Paese va per conto suo l’Unione si frantuma e il risultato sarà peggiore. Trump e von der Leyen hanno rappresentato gli interessi dei loro elettori. Niente sarà mai perfetto, ma il risultato è abbastanza buono per tutti».
Puntate a demolire la Ue?
«No, non era questo il mio mandato. Quando Trump dice che la Ue è stata creata per fregare l’America usa un’iperbole, però non è accettabile che se Bruxelles realizza le sue priorità esercita interessi legittimi, e se lo fa Washington è uno scandalo».
Le divisioni emerse distruggeranno la Ue?
«L’Unione ha un futuro molto luminoso davanti, se capisce».