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Epstein, Trump sempre più nervoso: “Mi portò via delle ragazze”. Mossa dem per pubblicare i file

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Il presidente racconta che il finanziere pedofilo fece andare via da Mar-a-Lago delle giovani lavoratrici, tra cui Virginia Giuffre. Battaglia al Congresso, l’opposizione potrebbe usare una legge del 1928 per divulgare i documenti segreti
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NEW YORK – Il muro repubblicano a protezione di Donald Trump sul caso Epstein comincia a incrinarsi. E il tycoon, sempre più nervoso, continua a rilasciare dichiarazioni che svelano nuovi dettagli sulla storia. Il presidente della commissione di vigilanza della Camera, il repubblicano James Comer, ha respinto, almeno per ora, la richiesta di immunità avanzata da Ghislaine Maxwell per deporre al Congresso su caso Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019.

L’audizione è stata fissata l’11 agosto nella prigione in Florida dove è rinchiusa Maxwell, condannata a vent’anni di carcere per traffico sessuale di minorenni, ma a questo punto non è chiaro se l’audizione ci sarà. La donna aveva chiesto anche di poter vedere in …

NEW YORK – Il muro repubblicano a protezione di Donald Trump sul caso Epstein comincia a incrinarsi. E il tycoon, sempre più nervoso, continua a rilasciare dichiarazioni che svelano nuovi dettagli sulla storia. Il presidente della commissione di vigilanza della Camera, il repubblicano James Comer, ha respinto, almeno per ora, la richiesta di immunità avanzata da Ghislaine Maxwell per deporre al Congresso su caso Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019.

L’audizione è stata fissata l’11 agosto nella prigione in Florida dove è rinchiusa Maxwell, condannata a vent’anni di carcere per traffico sessuale di minorenni, ma a questo punto non è chiaro se l’audizione ci sarà. La donna aveva chiesto anche di poter vedere in anticipo le domande e gli stessi repubblicani hanno detto no.

(afp)

La battaglia dei democratici

Intanto al Senato i democratici si sono appellati a una semisconosciuta legge del 1928, chiamata Section 2954, che permette alla minoranza della commissione di sicurezza interna di chiedere al dipartimento di Giustizia di rendere pubblici i file di Epstein, inclusi video e nastri audio, senza dover passare dal voto. In quei file, sostiene il Wall Street Journal, è citato più volte Trump. Il senatore Chuck Schumer ha annunciato l’invio di una richiesta formale al dipartimento e si aspetta una risposta dal procuratore generale Pam Bondi entro il 15 agosto. “Non è una cosa complicata - ha dichiarato Schumer - dopo aver promesso per anni trasparenza, i repubblicani hanno la possibilità di essere trasparenti”. Se Bondi, come probabile, dirà di no, i democratici avvieranno una battaglia legale destinata a tenere viva la vicenda per mesi. Proprio ciò che Trump non vuole, ma che lui stesso continua ad alimentare.

(reuters)

Le rivelazioni e il nervosismo di Trump

Nel tentativo di calmare la base Maga, che chiede la pubblicazione dei file, il tycoon ha chiesto di desecretare le testimonianze rese sul caso al grand jury, ma che comprendono solo il racconto di due agenti e dichiarazioni già emerse in passato. Messo sotto pressione dai giornalisti, Trump rischia ogni giorno di complicare la propria posizione. Parlando con i reporter a bordo dell’Air Force One, di ritorno dalla Scozia, il presidente ha rivelato che tra le ragazze “portate via” da Epstein e che lavoravano alla spa di Mar-a-Lago, il resort del tycoon in Florida, c’era Virginia Giuffre, all’epoca minorenne, una delle principali vittime della rete di Epstein. Giuffre è morta suicida il 25 aprile, a 41 anni. “Non lo so con certezza - ha risposto Trump - penso che lavorasse nella spa, credo di sì. Penso che fosse una di quelle persone. Sì, lui l’ha portata via”. Quando, all’arrivo a Washington, una giornalista gli ha chiesto di approfondire meglio la storia, Trump le ha detto due volte in modo brusco “stai zitta” ed è andato via.

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