ROMA – GERUSALEMME – I toni sono rispettosi, le parole moderate. Il mezzo scelto – un messaggio via social network – suggerisce la volontà di non sollevare un caso diplomatico convocando l’ambasciatore italiano in Israele o inviando una lettera di protesta formale. Ma il messaggio che il presidente israeliano Isaac Herzog ha inviato oggi all’ «amico» Sergio Mattarella è fermo: «Israele – scrive in un post su X - non ha alcuna “intenzione di uccidere indiscriminatamente”. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza». Mercoledì, durante la cerimonia del ventaglio al Quirinale, il presidente della Repubblica aveva definito «drammaticamente sempre più grave e intollerabile» la situazione nella Striscia di Gaza.
Ribadendo ancora una volta la condanna degli attacchi di Hamas del 7 ottobre e l’urgenza di arrivare alla liberazione di tutti gli ostaggi israeliani, Mattarella aveva però chiarito che nella lunga «catena di morte» che a Gaza ha visto colpiti da fuoco israeliano anche ambulanze,…
ROMA – GERUSALEMME – I toni sono rispettosi, le parole moderate. Il mezzo scelto – un messaggio via social network – suggerisce la volontà di non sollevare un caso diplomatico convocando l’ambasciatore italiano in Israele o inviando una lettera di protesta formale. Ma il messaggio che il presidente israeliano Isaac Herzog ha inviato oggi all’ «amico» Sergio Mattarella è fermo: «Israele – scrive in un post su X - non ha alcuna “intenzione di uccidere indiscriminatamente”. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza». Mercoledì, durante la cerimonia del ventaglio al Quirinale, il presidente della Repubblica aveva definito «drammaticamente sempre più grave e intollerabile» la situazione nella Striscia di Gaza.
Ribadendo ancora una volta la condanna degli attacchi di Hamas del 7 ottobre e l’urgenza di arrivare alla liberazione di tutti gli ostaggi israeliani, Mattarella aveva però chiarito che nella lunga «catena di morte» che a Gaza ha visto colpiti da fuoco israeliano anche ambulanze, medici, soccorritori, «bambini assetati in fila per avere acqua» è difficile non «ravvisare l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente». È a questa frase che il capo di stato israeliano sente il dovere di rispondere, per difendere il suo paese e spiegare che «si, durante la guerra possono esserci errori e non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza», ma che Israele «sta facendo ogni sforzo per migliorare la situazione» e agisce «secondo il diritto internazionale in condizioni quasi impossibili, a differenza del nostro nemico, che viola apertamente e orgogliosamente le convenzioni e le leggi sui diritti umani».
Dal Quirinale la scelta meditata è di non replicare all’omologo israeliano per non innescare uno spiacevole botta e risposta proprio con un politico considerato «amico». Tra i due infatti la sintonia personale c’è sempre stata e risale a tempi non sospetti, quando Herzog era il capo dell’opposizione (laburista) alla Knesset, il parlamento israeliano. In una visita ufficiale a Gerusalemme nel 2016, Mattarella decise di incontrarlo come segno di amicizia. E molto calorose furono le due udienze al Quirinale del capo dello Stato israeliano, nel 2024 e, l’ultima, a febbraio di quest’anno. Ma quello che sta accadendo a Gaza per Mattarella - che si è sempre considerato vicino a Israele - non può essere più taciuto.
Nel suo post su X, Herzog insiste sulla non intenzionalità delle vittime palestinesi. Un termine usato non a caso. “Intenzione” infatti è la parola chiave che in queste settimane attraversa come una lama il cuore di Israele, raggiunto da accuse di “genocidio” la cui fondatezza o meno sarà decisa nei tribunali internazionali anche sulla base delle “intenzioni politiche” che hanno mosso la campagna militare israeliana a Gaza. Le vittime nell’enclave palestinese sono già più di 60mila, la metà almeno civili, e la crisi umanitaria ha portato la Striscia sull’orlo della carestia.
Le foto di bambini malnutriti hanno scosso l’opinione pubblica e spinto la diplomazia internazionale ad accelerare il riconoscimento dello stato di Palestina. Israele contesta l’uso di quelle immagini. «Strumentale, per calunniare Israele», attacca l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled, in un post in cui prende di mira diversi media, tra cui il New York Times, che ha pubblicato «l’ultima grave distorsione», salvo poi «emettere una smentita».