KIEV – Se dell’Iskander russo è rimasto qualcosa, deve essere lì sotto. «Più giù», fa segno uno dei soccorritori puntando il dito a terra tra le grandi escavatrici che rovistano il ventre di un palazzone popolare di nove piani, squartato fino alle fondamenta. Schianti di muri e blocchi di cemento, sconquassi di mobili e infissi di porte. Lì un rottame d’elettrodomestico, là due gambe tra cumuli d…