Cervia (Ravenna) – Matteo Salvini arriva a tarda sera a Cervia, nel cuore della Romagna "vittima delle orde di maranza, magrebini di seconda generazione" (così a sentir parlare il segretario della Lega locale, Jacopo Morrone). C'è la festa del partito regionale in centro - la città in realtà è pulita, ordinata e ospitale, anche verso i militanti del Carroccio - e il vicepresidente del Consiglio si fa intervistare da Daniele Capezzone di Libero, non esattamente un corpo a corpo insomma (da segnalare il colpo del ko: "Ultima domanda, perché Elly Schlein ride sempre?").
Il registro è comunque quello più o meno di sempre, un rodatissimo cettolaqualunquismo con fuoco d'artificio finale: 4 milioni di posti di lavoro grazie a Salvini. Ma andando in ordine temporale. Sulla giustizia, la riapertura del processo Open Arms resta in cima ai pensieri del leader della Lega. "Piuttosto mi mandino in galera ma io non arrenderò mai, difendere i confini è un dovere", dice. "Se mi condannassero non sar…
Cervia (Ravenna) – Matteo Salvini arriva a tarda sera a Cervia, nel cuore della Romagna "vittima delle orde di maranza, magrebini di seconda generazione" (così a sentir parlare il segretario della Lega locale, Jacopo Morrone). C'è la festa del partito regionale in centro - la città in realtà è pulita, ordinata e ospitale, anche verso i militanti del Carroccio - e il vicepresidente del Consiglio si fa intervistare da Daniele Capezzone di Libero, non esattamente un corpo a corpo insomma (da segnalare il colpo del ko: "Ultima domanda, perché Elly Schlein ride sempre?").
Il registro è comunque quello più o meno di sempre, un rodatissimo cettolaqualunquismo con fuoco d'artificio finale: 4 milioni di posti di lavoro grazie a Salvini. Ma andando in ordine temporale. Sulla giustizia, la riapertura del processo Open Arms resta in cima ai pensieri del leader della Lega. "Piuttosto mi mandino in galera ma io non arrenderò mai, difendere i confini è un dovere", dice. "Se mi condannassero non sarebbe una condanna per il segretario della Lega, ma per tutta la Repubblica italiana", aggiunge poi.
Salvini ne parla quasi per mezz'ora, ripercorrendo le tappe e tutto il contorno: "Sapevo di rischiare, ho fatto il mio dovere, abbiamo salvato migliaia di vite in mare, sono i compagni quelli che hanno sulla coscienza i morti in fondo al mare, perché se li fai sbarcare poi ne partono di più". E sui giudici, ovviamente tutti comunisti: "Ho un sospetto, secondo me ogni tanto ne indagano qualcuno di sinistra per dare l'impressione di non essere schierati".
Poi si passa a un altro tema, cioè le banche. I super utili di Unicredit, ad esempio, finiscono nel mirino: "Sono bravo anche io a fare il banchiere così, ti prestano i soldi a un tasso, quando glieli dai te ne danno un altro...". E allora, visto che al governo c'è Salvini stesso, ecco la proposta, un po' nebulosa: non una tassa ma un "contributo volontario e spontaneo" degli istituti finanziari. Sostiene che al governo ci si stia lavorando, chissà cosa ne pensano gli alleati di Forza Italia, ammesso che stavolta siano stati avvertiti.
E sui dazi, che costeranno all'Italia miliardi di euro? Mica li ha messi Donald Trump, oggetto di grande tifo da parte del segretario federale della Lega, la colpa - sostiene Salvini - è dell'Europa dei burocrati e del Green Deal. Altra massima: "Uno dei principali problemi italiani sono i sindacati che pensano solo alle tessere e al potere" (riferimento alla Cgil).
C'è anche spazio per un ragionamento sul Veneto: "Siccome squadra che vince non si cambia, e siccome nelle Marche si candida l'uscente di FdI e in Calabria sempre Occhiuto di FI, mi auguro e penso che andremo alle elezioni con un candidato della Lega".
Interessante è infine il calcolo fai-da-te del ministro: ogni miliardo di euro di cantieri vale 20 mila posti di lavoro - dice - e siccome nel portafoglio delle Infrastrutture e dei trasporti ci sono 200 miliardi di euro, "il calcolo fatelo voi". Appunto, 4 milioni di posti di lavoro. Silvio Berlusconi, in confronto, era un dilettante. Tutti applaudono soddisfatti, ma è il bello di giocare in casa.