TAYBEH (Cisgiordania) – L’inviato americano Steve Witkoff arriva in Israele per cercare di riavviare il negoziato su Gaza, ma deve fare i conti con una situazione rapidamente degenerata: a Gaza è il caos e Hamas prova ad alzare la posta.
Nella Striscia, anche l’ingresso di camion con gli aiuti o i lanci dall’alto non riescono ad alleviare i bisogni della popolazione stremata. Sono insufficienti, dice l’Onu, che ieri ha pubblicato anche un video in cui si vede l’esercito israeliano sparare contro i civili che provano ad avvicinarsi ai convogli. Nelle ultime 24 ore ci sono stati almeno 90 morti nella Striscia. I camion vengono presi d’assalto, pacificamente da persone affamate o da uomini armati che poi rivendono i beni sul mercato nero. Su 2.010 camion di aiuti entrati dal 19 maggio, solo 260 sono arrivati alla destinazione prevista.
Oggi Witkoff andrà a Gaza, gli americani lavorano a un nuovo piano per la distribuzione degli aiuti, ma serve un contesto politico per attuarlo e al mom…
TAYBEH (Cisgiordania) – L’inviato americano Steve Witkoff arriva in Israele per cercare di riavviare il negoziato su Gaza, ma deve fare i conti con una situazione rapidamente degenerata: a Gaza è il caos e Hamas prova ad alzare la posta.
Nella Striscia, anche l’ingresso di camion con gli aiuti o i lanci dall’alto non riescono ad alleviare i bisogni della popolazione stremata. Sono insufficienti, dice l’Onu, che ieri ha pubblicato anche un video in cui si vede l’esercito israeliano sparare contro i civili che provano ad avvicinarsi ai convogli. Nelle ultime 24 ore ci sono stati almeno 90 morti nella Striscia. I camion vengono presi d’assalto, pacificamente da persone affamate o da uomini armati che poi rivendono i beni sul mercato nero. Su 2.010 camion di aiuti entrati dal 19 maggio, solo 260 sono arrivati alla destinazione prevista.
Oggi Witkoff andrà a Gaza, gli americani lavorano a un nuovo piano per la distribuzione degli aiuti, ma serve un contesto politico per attuarlo e al momento non c’è. La diplomazia è in panne. Trump ha lanciato una sorta di ultimatum ad Hamas: «Il modo più rapido per porre fine alla crisi umanitaria a Gaza è che si arrenda e liberi gli ostaggi», ha scritto, ma il gruppo palestinese per ora non vuole tornare al tavolo delle trattative. I negoziatori a Doha hanno detto ai mediatori di non essere interessati a riprendere i colloqui finché non si risolverà la crisi della fame a Gaza, riferiscono diverse fonti. Due giorni fa il capo negoziatore, Khalil al-Hayya, ha accusato l’Egitto di complicità con Israele nella crisi umanitaria e il Qatar di aver firmato la dichiarazione di Parigi che chiede tra le altre cose il disarmo di Hamas.
Il gruppo islamista vuole il ritiro dell’Idf da Gaza, completo e definitivo. «La resistenza palestinese non si fermerà finché l’occupazione non finirà e non sarà istituito uno Stato indipendente e sovrano con Gerusalemme come capitale», hanno dichiarato ieri le fazioni guidate da Hamas in risposta alla dichiarazione di New York. La Jihad islamica ha pubblicato un video con l’ostaggio israeliano Rom Braslavski in pessime condizioni dicendo di aver perso i contatti con lui. La madre, disperata, chiede che Israele lo riporti a casa.