PARIGI – Una studentessa palestinese di 25 anni, rifugiata proveniente da Gaza e iscritta a Sciences Po Lille, sarà espulsa dalla Francia. Accusata di aver diffuso contenuti antisemiti e di aver fatto propaganda per Hamas, la giovane è finita al centro di uno scandalo che mette in crisi l’intero sistema di accoglienza francese, in un momento in cui la diplomazia francese è in prima linea per difendere la scelta di riconoscere lo Stato di Palestina.
Tutto è iniziato quando alcuni profili social riconducibili all’estrema destra hanno denunciato la presenza, a Lille, di una «adoratrice di Hitler» che avrebbe condiviso «video di propaganda nazista» e incitato a «uccidere gli ebrei ovunque». A partire da quelle accuse virali, la macchina statale si è messa in moto. Sciences Po Lille ha confermato l’autenticità dei contenuti pubblicati. Alcuni post facevano riferimento a membri di Hamas come “martiri”, altri contenevano messaggi esplicitamente antisemiti.
PARIGI – Una studentessa palestinese di 25 anni, rifugiata proveniente da Gaza e iscritta a Sciences Po Lille, sarà espulsa dalla Francia. Accusata di aver diffuso contenuti antisemiti e di aver fatto propaganda per Hamas, la giovane è finita al centro di uno scandalo che mette in crisi l’intero sistema di accoglienza francese, in un momento in cui la diplomazia francese è in prima linea per difendere la scelta di riconoscere lo Stato di Palestina.
Tutto è iniziato quando alcuni profili social riconducibili all’estrema destra hanno denunciato la presenza, a Lille, di una «adoratrice di Hitler» che avrebbe condiviso «video di propaganda nazista» e incitato a «uccidere gli ebrei ovunque». A partire da quelle accuse virali, la macchina statale si è messa in moto. Sciences Po Lille ha confermato l’autenticità dei contenuti pubblicati. Alcuni post facevano riferimento a membri di Hamas come “martiri”, altri contenevano messaggi esplicitamente antisemiti.
«L’allerta è partita da contenuti apparsi sui social», ha dichiarato il direttore dell’istituto, Étienne Peyrat. «Appena individuati, ci siamo rivolti alle autorità competenti, in particolare al ministero dell’Istruzione superiore». Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha intanto chiesto la chiusura immediata del «profilo d’odio» della ragazza. «I propagandisti di Hamas non hanno posto in Francia», ha aggiunto Retailleau. La procura di Lille ha aperto un’indagine per apologia del terrorismo e apologia di crimini contro l’umanità tramite mezzi di comunicazione online. Mentre si cerca di chiarire la vicenda, il direttore dell’istituto si è difeso affermando di aver ricevuto il nominativo della studentessa dalla rete consolare francese in Israele, incaricata di gestire i dossier dei rifugiati palestinesi.
Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot è stato costretto ad ammettere pubblicamente il fallimento della procedura: «I controlli effettuati dai ministeri competenti non hanno funzionato». Barrot – che in questi giorni si è fatto promotore del riconoscimento dello Stato di Palestina – ha ordinato un’inchiesta interna per «evitare che simili episodi possano ripetersi» e ha annunciato la sospensione dell’accoglienza di nuovi rifugiati provenienti dalla di Gaza. «Tutti i profili già presenti in Francia saranno sottoposti a verifica». La studentessadovrà lasciare al più presto il territorio francese.