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Braccio di ferro Israele-Hamas su ostaggi e aiuti umanitari. Netanyahu: “Serve la forza”

(reuters)

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La pubblicazione della foto di due prigionieri ridotti a pelle e ossa ha indignato Israele. Il premier ha chiesto che siano visti dalla Croce Rossa, i miliziani hanno risposto di lasciare aperti i valichi. Domani la questione all’Onu
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GERUSALEMME – Le immagini di Evyatar David e Rom Braslavski, scheletrici e annichiliti, che implorano aiuto scuotono Israele, mentre il Global Nutrition Cluster, di cui fanno parte agenzie Onu, diffonde i numeri di una catastrofe imminente: 6mila bambini palestinesi soffrono di malnutrizione, 93 sono già morti.

È la guerra della fame a Gaza, consumata sui corpi degli ostaggi israeliani e dei palestinesi senza scampo. «Sento che sto per morire», sibila Braslavski, riverso a terra con le ossa asimettriche, nel video diffuso da Hamas. Sembrava che le pressioni della diplomazia internazionale avessero aperto una breccia per la fine del conflitto, e invece la guerra rischia di allargarsi. Netanyahu si è scagliato contro «i mostri di Hamas» che hanno «braccia grosse e carnose ma stanno facendo morire di fame gli ostaggi come i nazisti fecero morire di fame gli ebrei», e ha chiesto alla Croce rossa di intervenire per portare loro cibo e cure mediche, dopo che, domenica notte, i jet isra…

GERUSALEMME – Le immagini di Evyatar David e Rom Braslavski, scheletrici e annichiliti, che implorano aiuto scuotono Israele, mentre il Global Nutrition Cluster, di cui fanno parte agenzie Onu, diffonde i numeri di una catastrofe imminente: 6mila bambini palestinesi soffrono di malnutrizione, 93 sono già morti.

È la guerra della fame a Gaza, consumata sui corpi degli ostaggi israeliani e dei palestinesi senza scampo. «Sento che sto per morire», sibila Braslavski, riverso a terra con le ossa asimettriche, nel video diffuso da Hamas. Sembrava che le pressioni della diplomazia internazionale avessero aperto una breccia per la fine del conflitto, e invece la guerra rischia di allargarsi. Netanyahu si è scagliato contro «i mostri di Hamas» che hanno «braccia grosse e carnose ma stanno facendo morire di fame gli ostaggi come i nazisti fecero morire di fame gli ebrei», e ha chiesto alla Croce rossa di intervenire per portare loro cibo e cure mediche, dopo che, domenica notte, i jet israeliani hanno colpito proprio la sede della Mezzaluna rossa a Khan Yunis, uccidendo un operatore umanitario. «Un crimine di guerra», denuncia l’organizzazione internazionale.

Il gruppo armato palestinese risponde a Netanyahu diffondendo le immagini dei corpi denutriti dei gazawi – «gli ostaggi del nemico mangiano quello che mangiano noi» – e sfida il premier israeliano dicendosi pronto ad accettare che la Croce Rossa visiti gli ostaggi ma a condizione che Israele riapra tutti i valichi e i corridoi umanitari per sfamare i palestinesi. Ieri almeno altri 92 persone sono morte sotto gli attacchi dell’Idf, secondo le autorità sanitarie di Gaza. Domani il consiglio di sicurezza delle Nazioni unite terrà una sessione speciale per discutere della questione degli ostaggi, su richiesta di Israele. Parigi e Berlino ne chiedono la liberazione immediata: «È una priorità», dice il presidente francese Macron. Ma la prospettiva di un accordo tra Israele e Hamas sembra allontanarsi. I comandi dell’esercito israeliano preparano i piani per una espansione del conflitto, riferisce Haaretz, anche nei campi profughi e nei pochi centri abitati di Gaza non distrutti, dove finora l’Idf non è entrato per paura di mettere a rischio la vita degli ostaggi.

Il governo Netanyahu si è convinto che «Hamas non sia interessata a un accordo e pertanto il primo ministro sta spingendo per il rilascio degli ostaggi come parte di una risoluzione militare». È quello che vogliono i suoi alleati più estremisti, Smotrich e Ben-Gvir, che ieri ha di nuovo infiammato Gerusalemme. Il ministro degli affari religiosi, espressione dell’ultradestra messianica, è salito sulla spianata delle Moschee, l’area che gli ebrei chiamano Monte del tempio, e ha iniziato a pregare davanti alla moschea di Al Aqsa, luogo acro per i musulmani, violando uno status quo di lunga data. Agli ebrei è permesso visitare il sito, ma è vietato pregare. «Bisogna conquistare tutta Gaza, dichiarare sovranità su tutta la Striscia, eliminare ogni membro di Hamas e incoraggiare l’emigrazione volontaria», ha dichiarato. L’ennesima provocazione che ha scatenato un’ondata di condanne dal mondo arabo e complicato ulteriormente il lavoro dei mediatori che cercano di rianimare il negoziato con Hamas. Al punto che anche l’ufficio di Netanyahu ha dovuto chiarire che «lo status quo sul monte del tempio non è cambiato e non cambierà».

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