Lo scorso anno, nella pioggerella del settembre nordico tre ragazzi messicani mangiavano in attesa del treno seduti nel fast food di fronte alla stazione di Leopoli. Avevano la faccia da liceali in gita, più smarriti che entusiasti: “Siamo venuti ad arruolarci. Perché? Crediamo nella causa della libertà e poi siamo convinti di imparare qualcosa che domani in patria ci sarà utile…”. I loro fisici …