NEW YORK – La scadenza dell’ultimatum di 10 giorni, imposto da Trump alla Russia per un cessate il fuoco in Ucraina, s’avvicina. Senza progressi entro l’8 agosto, il presidente conferma la volontà di porre «sanzioni secondarie»: che colpiscano, cioè, i Paesi che continuano a commerciare coi russi in settori sanzionati da altri, permettendogli di contenere le perdite. Allo stesso tempo, però, manda l’inviato Steve Witkoff a Mosca (arriverà «mercoledì o giovedì», assicura). Viaggio confermato pure dal portavoce del Cremlino Peskov secondo cui è possibile un briefing con Putin: «Siamo felici di averlo da noi. Questi contatti sono importanti, costruttivi e utili».
D’altronde lo stesso Trump ha smorzato l’efficacia delle sanzioni da imporre in mancanza di un accordo: «Forse funzionano, forse no. Finora i russi sono stati bravi ad aggirarle». Ma allo stesso tempo ha continuato a flettere i muscoli: «I miei sottomarini nucleari hanno raggiunto la regione», ha detto domenica alludendo a …
NEW YORK – La scadenza dell’ultimatum di 10 giorni, imposto da Trump alla Russia per un cessate il fuoco in Ucraina, s’avvicina. Senza progressi entro l’8 agosto, il presidente conferma la volontà di porre «sanzioni secondarie»: che colpiscano, cioè, i Paesi che continuano a commerciare coi russi in settori sanzionati da altri, permettendogli di contenere le perdite. Allo stesso tempo, però, manda l’inviato Steve Witkoff a Mosca (arriverà «mercoledì o giovedì», assicura). Viaggio confermato pure dal portavoce del Cremlino Peskov secondo cui è possibile un briefing con Putin: «Siamo felici di averlo da noi. Questi contatti sono importanti, costruttivi e utili».
D’altronde lo stesso Trump ha smorzato l’efficacia delle sanzioni da imporre in mancanza di un accordo: «Forse funzionano, forse no. Finora i russi sono stati bravi ad aggirarle». Ma allo stesso tempo ha continuato a flettere i muscoli: «I miei sottomarini nucleari hanno raggiunto la regione», ha detto domenica alludendo a quelli mobilitati in risposta alla lite via social con l’ex presidente Medvedev, che aveva parlato dell’ultimatum come di «un passo verso la guerra». All’azione diretta Mosca non ha reagito con dispiegamenti militari. Ma con l’annuncio arrivato ieri, non meno aggressivo, di «sentirsi svincolata dalla moratoria sui missili terrestri a medio e corto raggio. Non ci sono più le condizioni per il suo mantenimento». Tanto più che gli Usa l’avevano già abbandonato e loro finora avevano scelto di rispettarlo unilateralmente.
Ad apprezzare la presenza dei sottomarini sono invece gli ucraini: «Da quando sono apparsi, Medvedev è diventato improvvisamente silenzioso. I russi capiscono una sola cosa, la forza», ha scritto su X Andriy Yermak, braccio destro di Volodymyr Zelensky. In realtà le aspettative di Kiev sono basse: diffidenza determinata pure dal cameratismo, ritenuto eccessivo, fra Witkoff – che l’ultima volta si è addirittura presentato a Mosca senza interprete accettandone uno del Cremlino – e Putin. Certo, è il primo incontro col leader russo da quando le posizioni statunitensi si sono fatte più aggressive. Ma gli ucraini temono comunque che anche questa volta il messaggio non sarà abbastanza duro. Lo conferma il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak al Guardian: «Se non ci sarà cambio di rotta, ci aspettiamo la messa in atto della logistica irreversibile delle sanzioni. Se non basta, si passi alla fase successiva»: ovvero, l’aumento della militarizzazione di Kiev. «Trump ha già detto di essere pronto a vendere all’Europa tutte le armi che vuole per darle all’Ucraina. Un cambio di concezione del mondo: prima non lo diceva». Allo stesso tempo, Kiev ribadisce anche di essere pronta «fin da ora» a un incontro al vertice: «Ma Mosca continua a dire di “non escluderlo” senza stabilire date. È inaccettabile», insinuando che vuol solo continuare a prendere tempo. «I russi continuano a ucciderci tutti», ha denunciato ieri Zelensky in visita al fronte di Kharkiv: «Il mondo ha il potere per fermare la guerra e proteggere il nostro popolo. Contiamo sulla forte decisione di Stati Uniti ed Europa di imporre sanzioni secondarie su commercio energetico e settore bancario russo».