GERUSALEMME – Anche in Israele continuano a far discutere le parole di David Grossman, dopo che lo scrittore, una delle voci simbolo del Paese nel mondo, ha parlato di genocidio in riferimento a quanto sta accadendo a Gaza. Lunedì, il deputato del partito Hadash Ofer Cassif è stato costretto ad uscire dall’aula dopo aver citato alcune frasi dell’intervista di Grossman a Repubblica.
«Ieri sera, durante un discorso in memoria delle vittime del massacro di Shefar’am di 20 anni fa, sono stato violentemente allontanato dal podio, semplicemente perché avevo citato le parole dello scrittore israeliano David Grossman,» ha scritto Cassif su X postando il video dell’intervento dedicato al ventesimo anniversario dell’assassinio di quattro arabo-israeliani su un autobus da parte di un soldato disertore, Eden Natan Zada, che poi morì linciato dalla folla. «Nemmeno gli scrittori critici possono più essere citati nel Parlamento dell’unica democrazia del Medio Oriente», ha aggiunto.
Come si ev…
GERUSALEMME – Anche in Israele continuano a far discutere le parole di David Grossman, dopo che lo scrittore, una delle voci simbolo del Paese nel mondo, ha parlato di genocidio in riferimento a quanto sta accadendo a Gaza. Lunedì, il deputato del partito Hadash Ofer Cassif è stato costretto ad uscire dall’aula dopo aver citato alcune frasi dell’intervista di Grossman a Repubblica.
«Ieri sera, durante un discorso in memoria delle vittime del massacro di Shefar’am di 20 anni fa, sono stato violentemente allontanato dal podio, semplicemente perché avevo citato le parole dello scrittore israeliano David Grossman,» ha scritto Cassif su X postando il video dell’intervento dedicato al ventesimo anniversario dell’assassinio di quattro arabo-israeliani su un autobus da parte di un soldato disertore, Eden Natan Zada, che poi morì linciato dalla folla. «Nemmeno gli scrittori critici possono più essere citati nel Parlamento dell’unica democrazia del Medio Oriente», ha aggiunto.
Come si evince dalla clip, l’intervento è stato più volte interrotto dalle urla della parlamentare del Likud Tally Gotliv, una delle figure più controverse del partito di Benjamin Netanyahu. Dopo aver citato le parole di Grossman, a Cassif è stato richiesto di fermarsi dal presidente della seduta, Nissim Vaturi del Likud, con un usciere che lo ha pressato perché uscisse dall’aula.
L’unico parlamentare ebreo di un partito arabo erede del partito comunista israeliano e di altre formazioni di sinistra radicale, Cassif ha già in passato accusato Israele di genocidio. Il mese scorso, il Comitato etico della Knesset lo aveva sospeso dal plenum a seguito di alcuni post sui social media in cui accusava Israele e i soldati dell’Idf di aver commesso genocidio e pulizia etnica nella Striscia. Nel novembre 2024 gli era stata comminata una sospensione di sei mesi, tra le altre cose per aver appoggiato la causa del Sudafrica contro Israele alla Corte penale internazionale e per aver descritto i palestinesi che combattevano contro l’Idf a Jenin «freedom fighters».
La stragrande maggioranza della società israeliana, anche tra coloro che criticano la condotta israeliana a Gaza e la pena della popolazione palestinese, ritiene strumentale l’accusa di genocidio, tra l’altro per la minimizzazione del ruolo di Hamas nel conflitto. Secondo un sondaggio pubblicato ieri dall’Israel Democracy Institute, il 78% degli ebrei israeliani ritiene che, date le difficoltà del conflitto, Israele stia facendo sforzi sostanziali per evitare sofferenze inutili agli abitanti della Striscia, con il 15% che invece ritiene che potrebbe fare di più ma sceglie di non farlo. Allo stesso tempo, però, la scorsa settimana due tra le principali ong israeliane per la difesa dei diritti umani, B’Tselem e Physicians for Human Rights, hanno accusato Israele di commettere genocidio nella Striscia. Anche loro per la prima volta.