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Oggi decisione sull’occupazione. Le forze armate contro Netanyahu

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Il piano di riconquista totale della Striscia all’esame del gabinetto di sicurezza. Dubbi anche all’interno del governo. Ieri uccise altre 38 persone in cerca di cibo
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GERUSALEMME – Per Netanyahu è la resa dei conti finale, l’ultima finestra di tempo per «annientare Hamas» e non cedere alle richieste dei miliziani che nelle ultime settimane hanno alzato la posta. Ma il piano per una nuova, pesante, offensiva militare nella Striscia di Gaza – dove sono già oltre 61mila le vittime - spacca Israele e lo stesso governo. Il gabinetto di sicurezza che si riunirà oggi pomeriggio per prendere una decisione è attraversato da fratture radicali. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir, si oppone all’estensione della guerra, perché metterebbe a rischio la vita degli ostaggi e quella di molti soldati che combattono da 670 giorni.

Ma non è solo lui a essere contrario. Anche il ministro degli Esteri Gideon Sar’ar ha preso le distanze dai ministri di ultradestra, Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, che invocano l’occupazione totale di Gaza, l’annessione e il ritorno degli insediamenti israeliani nella Striscia. Il leader dell’opposizione, Yair Lapid, ha incontrato il…

GERUSALEMME – Per Netanyahu è la resa dei conti finale, l’ultima finestra di tempo per «annientare Hamas» e non cedere alle richieste dei miliziani che nelle ultime settimane hanno alzato la posta. Ma il piano per una nuova, pesante, offensiva militare nella Striscia di Gaza – dove sono già oltre 61mila le vittime - spacca Israele e lo stesso governo. Il gabinetto di sicurezza che si riunirà oggi pomeriggio per prendere una decisione è attraversato da fratture radicali. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir, si oppone all’estensione della guerra, perché metterebbe a rischio la vita degli ostaggi e quella di molti soldati che combattono da 670 giorni.

Ma non è solo lui a essere contrario. Anche il ministro degli Esteri Gideon Sar’ar ha preso le distanze dai ministri di ultradestra, Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, che invocano l’occupazione totale di Gaza, l’annessione e il ritorno degli insediamenti israeliani nella Striscia. Il leader dell’opposizione, Yair Lapid, ha incontrato il primo ministro: «Ho detto a Netanyahu che occupare Gaza è una pessima idea» e che «non si intraprende un’azione del genere se non si ha la maggioranza della popolazione alle spalle. Il popolo di Israele non è interessato a questa guerra. Pagheremo un prezzo troppo alto».

Nel fronte che si ribella a una nuova escalation ci sono anche le famiglie degli ostaggi, che accusano il premier di aver abbandonato i loro figli. Ieri a Tel Aviv ci sono stati scontri tra la polizia e i manifestanti che protestavano davanti alla Kiriya, il quartiere generale dell’esercito. Con una iniziativa inedita, alcune madri di soldati hanno organizzato un sit-in davanti alla casa del capo dell’Idf per chiedergli di «non cedere alle pressioni politiche».

A Gaza intanto la situazione è sempre più drammatica. Ieri altre due stragi tra i civili che cercavano gli aiuti hanno lasciato 38 morti sul terreno. L’episodio più grave è avvenuto nel corridoio Morag, nel sud di Gaza, una zona controllata dall’esercito israeliano dove i convogli delle Nazioni Unite sono stati ripetutamente sopraffatti da saccheggiatori e folle disperate. Testimoni raccontano all’Ap che le forze israeliane hanno ripetutamente aperto il fuoco. L’esercito conferma di aver sparato colpi di avvertimento ma dice di non essere a conoscenza di vittime. In mattinata, invece, un camion di aiuti si è ribaltato vicino a Nuseirat, uccidendo venti persone e ferendone altre decine.

Ha fatto il giro dell’internet arabo, invece, la notizia che anche Suleiman Al Obaid, ex capitano della nazionale di calcio, è morto in un attacco israeliano. Secondo la Palestine Football Association (Pfa) era tra i civili in attesa di aiuti umanitari nel sud di Gaza. Al Obaid aveva 41 anni ed era stato uno dei giocatori di punta della nazionale palestinese. In questa vigilia di morte, mentre israeliani e palestinesi aspettano con angoscia di capire che direzione prenderà la guerra, Hamas tace. Secondo il canale israeliano Kan 12, durante gli ultimi colloqui a Doha il gruppo aveva messo sul tavolo dei negoziatori richieste irricevibili per Israele, come la liberazione dei responsabili del 7 ottobre, rifiutando al contempo qualsiasi ipotesi di disarmo.

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