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Ai britannici “Trump piace più di Starmer”

(afp)

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Così il primo ministro laburista è sempre meno popolare in patria, almeno secondo un sondaggio che sta facendo discutere
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LONDRA - Keir Starmer è sempre meno popolare, almeno secondo un sondaggio della società Freshwater Strategies realizzato per il quotidiano finanziario londinese City AM. Il primo ministro sarebbe infatti addirittura meno apprezzato di Donald Trump da parte dei britannici. Solo al 26% dei residenti oltremanica piace il presidente americano, contro il 57% che invece non lo apprezza e il resto che non sa.

Insomma, “The Donald” non è di certo amato da queste parti. Ma Starmer sembra esserlo ancora meno. Stando alla rilevazione, solo il 23% dei britannici lo apprezza contro il 60% che afferma il contrario e il 17% che preferisce non esprimersi. Addirittura Kemi Badenoch, la leader conservatrice che sinora ha riscosso poco successo tanto che si parla di una sua clamorosa sostituzione tra i tories a Westminster, piace poco più del primo ministro: 24% di consensi, contro il 35% di disapprovazione e il resto che non vuole sbilanciarsi. Per non parlare del leader della destra Nigel Farage che …

LONDRA - Keir Starmer è sempre meno popolare, almeno secondo un sondaggio della società Freshwater Strategies realizzato per il quotidiano finanziario londinese City AM. Il primo ministro sarebbe infatti addirittura meno apprezzato di Donald Trump da parte dei britannici. Solo al 26% dei residenti oltremanica piace il presidente americano, contro il 57% che invece non lo apprezza e il resto che non sa.

Insomma, “The Donald” non è di certo amato da queste parti. Ma Starmer sembra esserlo ancora meno. Stando alla rilevazione, solo il 23% dei britannici lo apprezza contro il 60% che afferma il contrario e il 17% che preferisce non esprimersi. Addirittura Kemi Badenoch, la leader conservatrice che sinora ha riscosso poco successo tanto che si parla di una sua clamorosa sostituzione tra i tories a Westminster, piace poco più del primo ministro: 24% di consensi, contro il 35% di disapprovazione e il resto che non vuole sbilanciarsi. Per non parlare del leader della destra Nigel Farage che è al 37% di approvazione contro il 41% di elettori che non lo stimano. Il sondaggio di Freshwater Strategies è stato condotto dal primo al 3 agosto e ha coinvolto 1259 adulti britannici.

Non un campione abnorme, ma ovviamente lo studio è finito su tutti i giornali, soprattutto i tabloid ostili al primo ministro laburista. Che di certo già non se la passava bene in termini di popolarità, visto che il Labour arranca nei sondaggi mentre Nigel Farage e il suo partito di destra Reform UK dominano le rilevazioni, oramai da qualche mese, con picchi del 35% delle preferenze.

In campo internazionale, Starmer è stato molto attivo e si è guadagnato prime pagine e lodi per il suo attivismo in difesa dell’Europa dalla minaccia della Russia di Putin, per il suo asse con Francia e Germania sulla Difesa continentale, per aver ottenuto sui dazi americani un compromesso accettabile con Trump e anche per aver riavvicinato sensibilmente il Regno Unito all’Unione Europea post Brexit, con il cosiddetto “reset”.

Tuttavia, in patria il consenso di Starmer zoppica vistosamente per vari motivi. È noto come il leader laburista non sia eccezionalmente carismatico, ma paga soprattutto alcuni grossi inciampi in politica interna. Come l’annoso problema dei migranti arrivati irregolarmente sulle coste inglesi, per cui Sir Keir non ha ancora trovato una soluzione dopo aver affondato il progetto di deportazioni in Ruanda. Ma anche scelte sbagliate come l’annuncio di una sostanziale riforma del welfare e del taglio di alcuni benefit per gli anziani, per poi fare dietrofront e innescare una clamorosa retromarcia, di fronte alla rivolta della sinistra del partito.

Un fardello che ora passerà alla ministra delle Finanze Rachel Reeves, che alla prossima legge di bilancio dovrà trovare altri 50 miliardi tra tagli e nuove tasse, secondo il think-tank Niesr.Per cercare di uscire dall’angolo, da mesi oramai Starmer ha cambiato strategia politica, attaccando direttamente Farage e sottolineando il pericolo che il re della Brexit possa arrivare a Downing Street. Ma neanche questa nuova tattica sembra funzionare, almeno per ora. Anche per questo il primo ministro ha cambiato diverse figure chiave della comunicazione, reclutando persino un ex direttore del tabloid populista Sun, David Dinsmore, come suo segretario permanente per le comunicazioni. Un’altra mossa che però, pure questa, non è piaciuta alla sinistra del partito.

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