Michael O’Hanlon: “Il nodo sono le condizioni, troppo poche le pressioni Usa”
dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK – Finora abbiamo assistito a molte chiacchiere e poca azione Ora Trump dice di essere disposto a incontrare Putin e Zelensky e che anche la Russia lo vuole. Ma lo hanno già detto in passato. L’incontro sembrava vicino, poi non si è concretizzato. Non abbiamo alcuna certezza che accada. Né sappiamo le eventuali condizioni. Non si può valutare sui se. Per ora, Trump continua a mostrare una scarsa propensione a fare reali pressioni sulla Russia e Putin mostra un interesse altrettanto nullo nel voler porre fine ai combattimenti in Ucraina». Michael O’Hanlon, direttore degli studi di politica estera alla Brookings Insitution e autore del saggio “The Art of War in an Age of Peace” è convinto che l’unico obiettivo del Cremlino sia soggiogare l’Ucraina e che non abbia alcuna intenzione di risolvere il conflitto.
Trump è sempre più frustrato nei confronti di Putin per la mancanza di progressi verso la pace. Le sanzioni secondarie annunciate sono uno strumento utile?
«Trump oggi fa e …
NEW YORK – Finora abbiamo assistito a molte chiacchiere e poca azione Ora Trump dice di essere disposto a incontrare Putin e Zelensky e che anche la Russia lo vuole. Ma lo hanno già detto in passato. L’incontro sembrava vicino, poi non si è concretizzato. Non abbiamo alcuna certezza che accada. Né sappiamo le eventuali condizioni. Non si può valutare sui se. Per ora, Trump continua a mostrare una scarsa propensione a fare reali pressioni sulla Russia e Putin mostra un interesse altrettanto nullo nel voler porre fine ai combattimenti in Ucraina». Michael O’Hanlon, direttore degli studi di politica estera alla Brookings Insitution e autore del saggio “The Art of War in an Age of Peace” è convinto che l’unico obiettivo del Cremlino sia soggiogare l’Ucraina e che non abbia alcuna intenzione di risolvere il conflitto.
Trump è sempre più frustrato nei confronti di Putin per la mancanza di progressi verso la pace. Le sanzioni secondarie annunciate sono uno strumento utile?
«Trump oggi fa e domani disfa. Questo rende più difficile prendere sul serio le sue minacce. Ma è vero anche il contrario, perché lui adora imporre sanzioni e dazi: qualcuno, prima o poi, potrebbe farsi male. Insomma, la pressione economica può a un certo punto spingere Putin a rivalutare la sua strategia, ma non a stretto giro».
L’agenzia di stampa russa indipendente The Bell dice che il Cremlino è pronto a proporre una moratoria sugli attacchi aerei. Anche se per ora non ce n’è traccia.
«Sarebbe una svolta nella guerra in Ucraina, un’ottima notizia. Ma anche qui: fra il dire e il fare...»
Trump sembra comunque aver cambiato idea sulla guerra in Ucraina e ora spinge gli europei ad armare Kiev. È una buona tattica?
«Sì, di gran lunga migliore del suo approccio precedente. Ma ancora una volta: quasi certamente non sarà sufficiente. Perché comunque gli Stati Uniti se ne tengono alla larga, e in assenza di una maggiore pressione reale sulla Russia, anche questo rischia di non bastare».
Dunque il presidente è ancora lontano dal Premio Nobel per la Pace che tanto desidera...
«Nessuno dovrebbe aspirare, né tanto meno ricevere il Nobel dopo appena sette mesi di mandato. Ma sono contento che lo consideri un obiettivo! Magari lo spronerà a fare di più e meglio».
Qual è la via più concreta per fare pressioni su Mosca e ottenere risultati in Ucraina?
«È stato detto e ripetuto tante volte: bisogna dare più armi a Kiev, inviare più aiuti statunitensi, aumentare le sanzioni alla Russia e confiscare gradualmente i beni russi congelati. Solo con queste azioni si potrà ribilanciare il conflitto e costringere Mosca al tavolo delle trattative».
La Russia ha abbandonato il suo impegno unilaterale sui missili a corto e medio raggio. Il rischio di un conflitto nucleare è più vicino?
«Il pericolo resta minimo. Ma oggi è più dello zero su cui avrei scommesso negli anni scorsi. Quindi sì, c’è da essere almeno un po’ più inquieti di prima».
Come finirà la guerra? E come vede il futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Russia?
«Sulla guerra al momento è impossibile rispondere. Molto dipende dagli umori di una figura imprevedibile come Trump e di un calcolatore gelido come Putin. Sulle relazioni, invece, non ho dubbi: resteranno pessime almeno finché non muore Putin».