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Milionario texano ucciso dal bufalo che stava cacciando durante il safari in Sudafrica

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Il 52enne Asher Watkins, noto sui social per la sua passione per la caccia grossa, è stato colpito dall’animale che doveva diventare il suo prossimo trofeo
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LONDRA – Alla fine il cacciatore è diventato vittima della preda. Asher Watkins, 52 anni, un ricco proprietario immobiliare americano con la passione della caccia grossa, è stato ucciso domenica scorsa durante un safari in Sudafrica da un bufalo che doveva diventare il suo prossimo trofeo da appendere al muro. L’animale a cui l’uomo dava la caccia si trovava nella provincia di Limpopo, la regione sudafricana più settentrionale, particolarmente ricca di selvaggina. “Asher stava seguendo il bufalo insieme a uno dei nostri cacciatori professionisti e a uno dei nostri specialisti nell’identificare le tracce, quando è stato fatalmente ferito da una carica improvvisa”, afferma, in una email al New York Times, Hans Vermaak, direttore della compagnia Coenraad Vermaak Safaris, che aveva organizzato la spedizione. Il messaggio aggiunge che il bufalo non era ferito e che i cacciatori non lo avevano “provocato”: il fatto che si preparassero a ucciderlo con fucili di grosso calibro, tuttavia, pote…

LONDRA – Alla fine il cacciatore è diventato vittima della preda. Asher Watkins, 52 anni, un ricco proprietario immobiliare americano con la passione della caccia grossa, è stato ucciso domenica scorsa durante un safari in Sudafrica da un bufalo che doveva diventare il suo prossimo trofeo da appendere al muro. L’animale a cui l’uomo dava la caccia si trovava nella provincia di Limpopo, la regione sudafricana più settentrionale, particolarmente ricca di selvaggina. “Asher stava seguendo il bufalo insieme a uno dei nostri cacciatori professionisti e a uno dei nostri specialisti nell’identificare le tracce, quando è stato fatalmente ferito da una carica improvvisa”, afferma, in una email al New York Times, Hans Vermaak, direttore della compagnia Coenraad Vermaak Safaris, che aveva organizzato la spedizione. Il messaggio aggiunge che il bufalo non era ferito e che i cacciatori non lo avevano “provocato”: il fatto che si preparassero a ucciderlo con fucili di grosso calibro, tuttavia, poteva sembrare come minimo provocatorio dal punto di vista dell’animale in questione.

Watkins era un partner del Watkins Ranch Group, un’agenzia che vende terreni e ranch in Texas al prezzo di 20 milioni di dollari l’uno. Laureato in business all’università di Waco, divorziato, padre di una figlia, postava spesso su Facebook fotografie dei suoi trofei di caccia, fra cui leoni, gazzelle e altri animali africani. Dopo l’incidente in cui ha perso la vita, il suo acconto sul social network è diventato privato e le immagini non sono più visibili a tutti. Membro del Dallas Hunting Club, in un post del 2018 Watkins descriveva la caccia come “una forma di conservazione della natura”. Negli ultimi giorni sono comparsi numerosi commenti critici delle sue attività di caccia grossa sugli altri social sui quali era presente.

Watkins era un frequente cliente della Coenraad Vermaak, la società di safari che organizza spedizioni di caccia in Botswana, Camerun, Mozambico e Tanzania, oltre che in Sud Africa. La provincia di Limpopo in cui è morto viene descritta dal sito web della compagnia come “un paradiso dei cacciatori”, ideale per mettere nel mirino “il bufalo dei tuoi sogni”. Ma il bufalo “può pesare fino a una tonnellata ed è uno degli animali più pericolosi”, nota la società, avvertendo che “non è insolito vederlo attaccare, se si sente in pericolo”. Come è successo domenica, facendo fare al cacciatore la fine della preda.

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