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Libano, il governo di Beirut approva il piano americano per il disarmo di Hezbollah

(afp)

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I membri sciiti escono dalla riunione: “Minata la sovranità”
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GERUSALEMME – Un altro tassello si aggiunge al progetto di Trump e Netanyahu di ridisegnare gli equilibri politici in Medio Oriente, portando anche il Libano nell’orbita degli accordi di Abramo. Ieri il governo di Beirut ha approvato il piano americano che prevede, in quattro fasi, il disarmo di Hezbollah, il partito-milizia filoiraniano profondamente indebolito dall’ultima guerra con Israele, la fine degli attacchi israeliani contro il paese e il ritiro dell’Idf dalle zone che ancora occupa nel Libano meridionale.

Erano gli obiettivi già indicati nell’accordo di cessate il fuoco che chiuse la guerra nel novembre del 2024, ma non c’era una roadmap per realizzarli. Ora il governo si impegna a riconquistare il monopolio statale sulle armi e a schierare l’esercito libanese nel sud, anche se non stati stabiliti i tempi dell’operazione.

L’annuncio rischia di alzare ancora la tensione interna alla società libanese, mai sopita nemmeno dopo la fine del conflitto. Durante la riunione di g…

GERUSALEMME – Un altro tassello si aggiunge al progetto di Trump e Netanyahu di ridisegnare gli equilibri politici in Medio Oriente, portando anche il Libano nell’orbita degli accordi di Abramo. Ieri il governo di Beirut ha approvato il piano americano che prevede, in quattro fasi, il disarmo di Hezbollah, il partito-milizia filoiraniano profondamente indebolito dall’ultima guerra con Israele, la fine degli attacchi israeliani contro il paese e il ritiro dell’Idf dalle zone che ancora occupa nel Libano meridionale.

Erano gli obiettivi già indicati nell’accordo di cessate il fuoco che chiuse la guerra nel novembre del 2024, ma non c’era una roadmap per realizzarli. Ora il governo si impegna a riconquistare il monopolio statale sulle armi e a schierare l’esercito libanese nel sud, anche se non stati stabiliti i tempi dell’operazione.

L’annuncio rischia di alzare ancora la tensione interna alla società libanese, mai sopita nemmeno dopo la fine del conflitto. Durante la riunione di governo, quattro membri sciiti dell’esecutivo, esponenti sia di Hezbollah che del partito alleato Amal, insieme al parlamentare sciita indipendente Fadi Makki hanno abbandonato la riunione per protesta. Mercoledì Hezbollah aveva annunciato che si sarebbe opposto al piano, definendolo «un grave peccato» perché toglierebbe «al Libano le sue armi per resistere al nemico israeliano». Dopo la fine della guerra civile libanese, Hezbollah è rimasta l’unica milizia armata in Libano. «Questa decisione mina la sovranità del Libano e dà a Israele carta bianca per manometterne la sicurezza, la geografia, la politica e la futura esistenza», ha dichiarato il gruppo. L’inviato statunitense Tom Barrack, invece, si è congratulato con il governo per «aver preso questa decisione storica, coraggiosa e corretta». Gli Stati Uniti puntano sul governo amico del presidente Aoun e del premier Nawaf Salam per sottrarre il Libano dall’influenza iraniana, facilitare l’’ingresso di capitali sauditi ed emiratini e nel lungo periodo portare anche Beirut negli accordi di Abramo per il riconoscimento di Israele.

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