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Mosca attacca ancora l’Italia: “Russofobi”

L'ambasciatore russo Paramonov 

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La Russia convoca il nostro incaricato d’affari dopo le tensioni e le accuse a Mattarella: “Stop alla campagna contro di noi”
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ROMA – La polemica russa nei confronti del nostro Paese si arricchisce di un nuovo capitolo. Ieri il ministero degli Esteri ha reso noto di aver convocato l’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, a cui ha notificato una protesta per quella che ha definito «la campagna anti-russa nello spazio informativo italiano» e la «reazione sproporzionata» del nostro governo a una lista di dichiarazioni postata, dallo stesso ministero degli Esteri, di quelli che ha definito «esempi di discorsi di odio» contro la Russia.

L’incontro – avvenuto martedì e letto dal governo italiano come speculare alla convocazione dell’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov – è servito a informare «che la costante attività anti-russa dei principali me…

ROMA – La polemica russa nei confronti del nostro Paese si arricchisce di un nuovo capitolo. Ieri il ministero degli Esteri ha reso noto di aver convocato l’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, a cui ha notificato una protesta per quella che ha definito «la campagna anti-russa nello spazio informativo italiano» e la «reazione sproporzionata» del nostro governo a una lista di dichiarazioni postata, dallo stesso ministero degli Esteri, di quelli che ha definito «esempi di discorsi di odio» contro la Russia.

L’incontro – avvenuto martedì e letto dal governo italiano come speculare alla convocazione dell’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov – è servito a informare «che la costante attività anti-russa dei principali media italiani, le numerose falsificazioni, tra cui articoli di corrispondenti a Mosca contenenti informazioni inaffidabili, nonché gli attacchi russofobi con il pieno appoggio degli ambienti governativi italiani, che rilasciano dichiarazioni estremamente ostili nei confronti della Russia, contribuiscono solo ad aggravare la crisi attualmente in atto nelle relazioni russo-italiane».

La convocazione è l’ultimo episodio di uno scontro iniziato dopo che il 30 luglio Repubblica aveva segnalato appunto come anche il capo dello Stato Sergio Mattarella fosse stato inserito in un elenco di «funzionari occidentali accusati di aver “incitato all’odio” contro la Russia». Un articolo che aveva spinto la Farnesina a convocare quel giorno Paramonov.

Mosca aveva inizialmente messo nel mirino Repubblica, accusandola di essere un «quotidiano russofobo» e di «dare voce agli agenti stranieri fuggiti dalla Russia». Un riferimento, agli articoli – compreso l’intervento di Julija Navalnaja – che avevano portato alla cancellazione del concerto del direttore d’orchestra filo-Putin Valerij Gergiev a Caserta. Poi lunedì un’intervista dello stesso Paramonov al quotidiano Izvestia aveva allargato alla classe politica del nostro Paese l’accusa di russofobia, «virus che con l’ucrofilia ha colpito l’Italia dopo il Covid».

E martedì, infine, c’è stata la convocazione di Scopa. La nota russa che l’ha accompagnata fa anch’essa riferimento al caso Gergiev e ammonisce che «il percorso controproducente di creare l’immagine di un nemico nella persona della Russia non soddisfa in alcun modo gli interessi fondamentali degli italiani».

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