✕

Pronta l’occupazione di Gaza ma Netanyahu apre agli Usa: “Poi la daremo agli arabi”

(reuters)

Ascolta l'audio

Riunione del gabinetto di guerra: “Lo Stato ebraico non annetterà la Striscia”. Per lanciare la nuova escalation l’esercito ha bisogno di un paio di settimane
2 minuti di lettura

GERUSALEMME – Occupazione totale, con l’obiettivo di sradicare definitivamente Hamas e riportare a casa gli ostaggi, ma non con quello di annettere Gaza, di controllarla in modo permanente. Poco prima che il gabinetto di guerra si riunisse nella serata di ieri, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rotto il silenzio che durava da giorni, durante i quali il piano di estendere l’offensiva militare israeliana nella Striscia è stato presentato all’opinione pubblica solo attraverso fonti anonime e voci di corridoio.

«Non vogliamo tenerla», ha dichiarato Netanyahu in un’intervista a Fox News, facendo riferimento a Gaza. «Vogliamo avere un perimetro di sicurezza. Non vogliamo governarla. Non vogliamo essere lì come organo di governo. Vogliamo consegnarla a forze arabe che la governino correttamente, senza minacciarci, e diano una vita dignitosa agli abitanti di Gaza».

Attualmente l’esercito israeliano controlla più dell’80% del territorio della Striscia, ma la quasi totalità della pop…

GERUSALEMME – Occupazione totale, con l’obiettivo di sradicare definitivamente Hamas e riportare a casa gli ostaggi, ma non con quello di annettere Gaza, di controllarla in modo permanente. Poco prima che il gabinetto di guerra si riunisse nella serata di ieri, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rotto il silenzio che durava da giorni, durante i quali il piano di estendere l’offensiva militare israeliana nella Striscia è stato presentato all’opinione pubblica solo attraverso fonti anonime e voci di corridoio.

«Non vogliamo tenerla», ha dichiarato Netanyahu in un’intervista a Fox News, facendo riferimento a Gaza. «Vogliamo avere un perimetro di sicurezza. Non vogliamo governarla. Non vogliamo essere lì come organo di governo. Vogliamo consegnarla a forze arabe che la governino correttamente, senza minacciarci, e diano una vita dignitosa agli abitanti di Gaza».

Attualmente l’esercito israeliano controlla più dell’80% del territorio della Striscia, ma la quasi totalità della popolazione si trova nel restante 20%, che include la zona di Gaza City, Deir al-Balah e altre aree centrali, in gran parte luoghi in cui le truppe di terra non hanno ancora operato, anche perché ritenute possibili località di prigionia degli ostaggi.

Secondo quanto riportato dal Canale 12, una volta approvato il piano ci vorranno almeno una o due settimane perché la nuova operazione militare abbia inizio, indispensabili sia per richiamare le decine di migliaia di riservisti necessari per un’offensiva di tale portata, sia per spostare centinaia di migliaia di civili di Gaza che attualmente risiedono in quei centri, probabilmente verso sud, nell’area di Rafah che Israele controlla completamente e dove ritiene di aver smantellato l’intera infrastruttura di Hamas e con essa, praticamente tutti gli edifici della città.

L’emittente televisiva ha inoltre riferito che prima di dare il via alla nuova fase della guerra, le autorità israeliane potrebbero concedere ad Hamas un ultimatum per raggiungere un accordo, con Egitto, Qatar e Turchia che starebbero già pressando i leader dell’organizzazione terrorista per tornare alle trattative la prossima settimana, anche se il gruppo in una nota in serata ha definito le parole di Netanyahu «un golpe» nei confronti dei negoziati.

Del piano Netanyahu avrebbe già discusso con l’amministrazione americana e anche con il presidente russo Vladimir Putin, con cui secondo un comunicato dell’ufficio del primo ministro il premier si è sentito all’inizio della settimana. Il giornalista Barak Ravid di Axios ha riportato che mentre Trump non si oppone al piano di espandere l’offensiva per arrivare al controllo totale di Israele della Striscia, Washington è contraria all’annessione di zone di Gaza da parte di Israele, un’altra possibilità che secondo Ravid ieri sarebbe comunque stata discussa durante la riunione del gabinetto israeliano.

Secondo quanto riportato dalla stampa nel corso della riunione il capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, ha ancora una volta ribadito che il piano di Netanyahu rischia di mettere a repentaglio i venti ostaggi ritenuti ancora in vita dalle autorità israeliane. «Non c’è modo di garantire che non li toccherà», le parole trapelate.

Leggi i commenti